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Foibe, manifestazioni a Isernia

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Organizzata dal Comune e dall’Associazione Nazionale Dalmata si terrà il 13 febbraio per ricordare le vittime. Il messaggio di Iorio

In una manifestazione organizzata dal Comune di Isernia in collaborazione con  l’Associazione Nazionale Dalmata, verranno commemorati le vittime delle foibe. L’appuntamento è fissato per il 13 febbraio, presso il cinema 8½ di Isernia, alle ore 10.00. Interverranno il Presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, i rappresentanti delle istituzioni e le scuole. Il programma prevede la proiezione di filmati e documentari con immagini e fotografie inedite, cui seguiranno interventi e discussioni, con prestigiosi e autorevoli ospiti. Il Presidente della Provincia di Isernia, Raffaele Mauro e il Sindaco, Gabriele Melogli, apriranno i lavori introducendo gli interventi delle diverse autorità istituzionali e culturali invitate. Sono previsti anche i contributi dell’Assessore alla cultura di Isernia, Giovancarmine Mancini, del Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia, Sen. Lucio Toth, della rappresentane delle Comunità Italiane della Dalmazia, Daria Garbin, del professore dell’Università degli Studi del Molise, Onorato Bucci, del Presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata, Guido Cace, del Sindaco e del Vicesindaco del Libero Comune di Zara in esilio, rispettivamente Franco Luxardo e l’On. Renzo de’ Vidovich.
Il messaggio di Iorio

In attesa della manifestazione, il Presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, ha diffuso il messaggio in memoria delle vittime delle foibe.

“È senza dubbio dovere morale, civile e politico delle Istituzioni impegnarsi affinché la società che rappresentano raggiunga una memoria condivisa di fatti e avvenimenti che caratterizzano la propria storia.
A tal fine la Presidenza della Regione ha da tempo avviato un percorso teso a studiare, comprendere e rievocare alcuni episodi del passato del Molise e dell’Italia. Con questa impostazione, abbiamo ritenuto nostro dovere assecondare e sostenere iniziative storico-culturali indirizzate a far luce su accadimenti drammatici, che videro involontari protagonisti migliaia di connazionali che risiedevano in Istria. Fatti di cui si era in parte persa la memoria o che, peggio ancora, erano stati da taluni coperti da una patina di disinformazione e di negazionismo, tanto da travisarne completamente la portata.
Grazie alla determinazione dei sopravvissuti, al coraggio di alcuni studiosi, all’intraprendenza di giornalisti coscienziosi e all’apertura mentale di alcuni politici di variegate estrazioni, l’Italia del terzo millennio ha potuto riconsiderare con metodo storico e con onestà intellettuale i drammatici fatti che si verificarono in quella parte della Penisola negli anni che vanno dal ‘43 al ‘48.
Si poté quindi far luce sugli spregevoli soprusi di cui furono vittime gli italiani d’Istria ad opera dei soldati titini. Violenze, umiliazioni e prevaricazioni che migliaia di italiani indifesi subirono per assecondare una ignobile politica espansionistica del Generale Tito e di alcuni suoi fanatici seguaci.
Oggi attraverso libri, documentari, dibattiti e studi possiamo capire cosa è accaduto. Possiamo quindi, degnamente onorare la memoria di migliaia di connazionali (e di alcuni corregionali) che perdettero la vita dopo essere stati barbaricamente gettati nelle foibe. Ma possiamo anche pienamente comprendere il dramma che vissero altri 350 mila italiani d’Istria (tra cui numerosi molisani) che, da esuli, dopo essere stati scacciati dalle proprie case, dovettero peregrinare per la Penisola in cerca di un rifugio.
A loro, al dolore che provarono, alle violenze e alle umiliazioni che subirono, va il nostro deferente ricordo. Ed è proprio per onorare questi nostri piccoli-grandi eroi, che non vollero piegarsi alle violenze dei soldati comunisti di Tito, non rinnegando la loro madre Patria, che dobbiamo impegnarci tutti, incominciando dalle Istituzioni scolastiche, per arrivare a tutto il mondo della cultura, dell’associazionismo e, più in generale, della pubblica opinione, per far si che mai più abbiano a ripetersi violenze così inaudite.
Parimenti dobbiamo impegnarci affinché la storia non possa mai più coprire momenti così tragici per non disturbare un dato momento politico o non portare nocumento a delicati equilibri internazionali”. 

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