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Viabilità, il parroco di Colletorto scrive a D’Ascanio

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Viabilità, il parroco di Colletorto scrive a D’Ascanio

Don Mario Colavita ricorda il blocco dei lavori per completare il ponte sul torrente Cigno ed altre emergenze da risolvere

Il Parroco di Colletorto, don Mario Colavita, ha scritto una lettera al Presidente dell’amministrazione provinciale di Campobasso, Nicola D’Ascanio, per chiedere il completamento del ponte sul torrente Cigno che dovrebbe collegare la Strada provinciale 148. Don Mario Colavita fa notare che dopo quasi un anno promesse, garanzie, patti non sono state mantenute, ricordando, inoltre, che l’inaugurazione era prevista nel giugno del 2008. l parroco di Colletorto giudica uno spettacolo indecoroso e incivile vedere come i lavori del ponte sul torrente Cigno, viadotto “Lago Luppolo”, siano fermi.

 ponte_i.jpg (Il ponte sul torrente Cigno)

“Non solo – afferma ancora don Mario Colavita -  prima di Rotello, da alcuni mesi si è fatta più evidente la frana che ha costretto i tecnici alla restrizione ad una sola corsia. Con le frane, per favore, non scherziamo, i paesi: Rotello, S.Croce di M., Bonefro, Montelongo, S.Giuliano di P. e Colletorto, rischiano l’isolamento cosomai la frana dovesse “travolgere”  ponte e tutto… E se ciò non bastasse – prosegue il parroco -  la strada provinciale 40 tra Colletorto e San Giuliano, e la Sp 73 tra Colletorto e il confine con la Puglia, versano in pessime condizioni costituendo un grave pericolo per gli automobilisti e i mezzi pesanti impegnati nei lavori di ricostruzione post-terremoto”. A dire di don Mario Colavita esiste un certo abbandono “al grido e al legittimo diritto di tanti cittadini ad esigere non per compiacenza o per pietà strade efficienti e sicure”.

 stradarotello_i.jpg  (La strada per Rotello)

“Ogni giorno centinaia e centinaia di lavoratori, papà e mamme di famiglia, giovani, si recano al lavoro percorrendo la SP 148 non sicura e malmessa – prosegue don Mario Colavita – Sono consapevole che le risorse economiche non bastano e che i km da sistemare sono troppi, ma le giustifiche, le dilazioni mi creda, non bastano più. Vorrei invitare i cittadini dei paesi del cratere perché possano far valere i loro diritti, scegliere con più attenzione e oculatezza coloro che sono chiamati ad assicurare il bene di tutta la provincia di Campobasso. Caro presidente – conclude il parroco – mi permetta di farle una sola domanda: ma a Lei le sta veramente a cuore questa parte della provincia?”

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