Omicidio Scala, confermato il fermo per i due presunti assassini
Individuati dalla polizia attraverso i tabulati del cellulare della vittima e alcune testimonianze. Proseguono le indagini
Droga, soldi prestati oppure estorsione. Queste i tre possibili moventi che hanno generato l’omicidio di Raffaele Scala, il napoletano residente a Termoli trovato morto, venerdì 20 febbraio, in una strada della città Adriatica, colpito con sette coltellate, di cui una alla gola e le altre all’addome. C’è una prima ricostruzione dei fatti che parla di un omicidio maturato negli ambienti dello spaccio di stupefacenti. Scala avrebbe “pagato” con la vita una fornitura di droga non pagata con i soldi. C’è poi una seconda ipotesi secondo la quale l’omicidio è scaturito da un prestito. Scala potrebbe essere stato ucciso per non avere restituito i soldi ai due presunti killer. Infine la terza ipotesi: l’estorsione, ovvero una richiesta di soldi non soddisfatta da Scala. Le indagini vanno avanti e per il momento restano confermati il fermo di Giuseppe Cito e Luigi Libutti perché indiziati del delitto. Decisivi per l’individuazione dei due, le testimonianze raccolte dagli investigatori e le verifiche di alcuni tabulati telefonici dai quali è stato possibile individuare le ultime chiamate fatte e ricevute al cellulare dalla vittima. Importante anche le dichiarazioni della fidanzata di Scala che ha fornito una serie di informazione sugli appuntamenti del compagno. Ora si attende la convalida dell’arresto da parte del Gip e l’esito dell’autopsia.

















