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Sorbo: “Il Ss. Rosario si salva con le delibere”

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Pubblichiamo l’intervento del capogruppo di Città Nuova.  “Quella mostrata da Cotugno è una semplice lettera di chiarimento”

Riceviamo e pubblichiamo
Non posso purtroppo condividere l’ottimismo e i toni euforici del sindaco di Venafro circa il presunto “salvataggio” dell’ospedale di Venafro. Innanzitutto il documento esibito da Cotugno è una semplice “lettera di chiarimenti” e non è nemmeno una deliberazione del direttore generale dell’Asrem e quindi dal punto di vista amministrativo vale zero. Inoltre, leggendo attentamente tale nota, è facile capire che essa ripropone integralmente ciò che era stato già stabilito con la delibera n. 98 di Florio, il quale ha detto le stesse cose cambiando semplicemente la forma e la posizione delle frasi, usando, tra l’altro, in diversi punti un linguaggio ambiguo. L’unico dato in più è la trasformazione delle Unità Operative Complesse che verranno soppresse in Unità Operative Semplici. Ma anche questa trasformazione, che comunque significa perdita definitiva delle UOC e quindi dell’autonomia organizzativa dei servizi, non trova alcun riscontro nella delibera di giunta regionale n. 1261 del 28 novembre 2008 (che anzi esclude una tale ipotesi) e tantomeno nelle delibere di Florio. Noi riteniamo che qualsiasi “miglioria”, se così vogliamo chiamarla, relativa al “Ss. Rosario” deve essere prevista nella delibera del governo regionale. Se non si modifica quell’atto, tutto ciò che verrà detto o fatto e che non sarà conforme a quel deliberato, è semplicemente fumo negli occhi. Si tratta di una soluzione aleatoria, precaria e che può essere messa in discussione in qualsiasi momento. Basta che un pinco pallino qualsiasi chieda l’applicazione integrale della delibera n. 1261 e tutto verrebbe vanificato. Quindi la nota dei vertici Asrem non solo non risolve alcun problema relativamente, ad esempio, all’attività chirurgica che è solo programmata, al funzionamento del Pronto Soccorso dopo le ore 20, alla permanenza della Rianimazione, alla traumatologia spostata ad Isernia, al laboratorio analisi ecc., ma non contiene alcuna soluzione che consenta di immaginare un futuro per il “Ss. Rosario”. Invito tutti a confrontare la lettera del 23 febbraio con la delibera n. 98 di Florio e poi entrambi questi atti con la delibera di giunta regionale. Solo questa lettura “comparata” consente di capire che non si è salvato nulla. Ritengo che qualsiasi proposta di soluzione debba mettere al centro il paziente e non deve essere una “pezza” messa lì per andare avanti per qualche mese con la speranza che scemi la protesta popolare e si possa poi dare il colpo di grazia al nostro ospedale. Pertanto ribadisco che è necessario modificare la delibera n. 1261 della giunta regionale, con integrazioni che salvaguardino il “Ss. Rosario”. Senza questo passaggio non c’è alcuna certezza di sopravvivenza. Perciò, a mio avviso, bisogna procedere senza indugio ad impugnare gli atti dinanzi al Tar. Spero che il sindaco proceda in questo senso, come deliberato dal Consiglio comunale. Ogni diversa decisione, difforme dal deliberato consiliare, deve comunque passare per il Consiglio comunale, che è l’organo sovrano. Dovrà essere l’assise civica a decidere, eventualmente, un cambio di rotta. Invito pertanto il sindaco, nel rispetto dell’indicazione del Consiglio, a conferire il mandato ai legali per l’impugnativa dinanzi al Tribunale Amministrativo.

Antonio Sorbo – Capogruppo di Città Nuova

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