Ittierre, alla Camera Di Pietro attacca Berlusconi
Affondo durante il question time. Patriciello perplesso sulle scelte dei Commissari. Le Banche riaprono il credito
La crisi della Ittierre è approdata in Parlamento. Infatti oggi (mercoledì 25 febbraio 2009) alla Camera, nel corso del question time, l’Onorevole Elio Vito, Ministro per i rapporti con il Parlamento, ha risposto all’interrogazione dell’Onorevole Anita Di Giuseppe.
L’interrogazione di Anita Di Giuseppe: “Cosa intende fare il Governo?”
Anita Di Giuseppe, parlamentare dell’Italia dei Valori, ha chiesto di conoscere quali provvedimenti, ma soprattutto quali strategie, intenda mettere in atto il Governo per preservare l’attività aziendale dell’Ittierre. Di Giuseppe ha ricordato che il consiglio di amministrazione dell’It Holding ha richiesto il 9 febbraio 2009 il ricorso all’amministrazione controllata, che ha ottenuto proprio il 12 febbraio 2009.
“In quest’azienda molisana operano oltre 1500 dipendenti, diretti e dell’indotto, che lavorano in tanti laboratori dislocati nell’intero territorio molisano – ha detto l’Onorevole Di Giuseppe – È evidente che questa situazione non può che creare allarmismo tra le famiglie molisane per le sicure ricadute negative sul reddito e sull’occupazione, ma soprattutto sullo sviluppo della regione Molise”.
La risposta del Ministro Elio Vito: “Disponibili ad aprire un tavolo tecnico. I lavoratori potranno godere dei benefici della cassa integrazione speciale”
Il Ministro Elio Vito ha risposto dichiarando che il 19 febbraio 2009 i tre Commissari straordinari dell’Ittierre hanno predisposto e depositato presso il Ministero dello sviluppo economico le istanze per l’estensione della procedura di amministrazione straordinaria ad ulteriori nove società italiane del gruppo. “Con il decreto di apertura di tali procedure i commissari saranno quindi preposti alla gestione anche di tali ulteriori imprese del gruppo – ha dichiarato il Ministro Vito – Entro centottanta giorni dall’apertura della procedura dell’amministrazione straordinaria (dal 12 febbraio quindi), i commissari dovranno predisporre, per l’approvazione da parte del Ministro dello sviluppo economico, il programma della procedura secondo uno degli alternativi indirizzi della ristrutturazione economica e finanziaria o della cessione dei complessi aziendali. A far data dall’apertura della procedura – ha aggiunto il Ministro - i lavoratori potranno godere dei benefici della cassa integrazione speciale”. Infine l’Onorevole Vito ha confermato la disponibilità, da parte del Ministero dello sviluppo economico, ad aprire un tavolo con tutte le parti interessate, non appena, i commissari avranno portato a termine una completa valutazione della situazione economica e finanziaria delle società interessate.
Di Pietro attacca il parlamentare molisano Berlusconi: “Il caso Ittierre grida giustizia perché 300 milioni di euro se ne stanno andando al vento”
Ha quindi preso la parola l’Onorevole Antonio Di Pietro, in qualità di cofirmatario dell’interrogazione. Durissimo l’affondo nei confronti del Governo. “La regione Molise sta morendo – ha detto il leader dell’Italia dei valori - La regione Molise, questa esterna sconosciuta, ha un parlamentare che può fare qualcosa, si chiama Silvio Berlusconi ed è Presidente del Consiglio, mi viene a fare la lezioncina di che cosa fanno i commissari. Dov’è il tavolo permanente con le regione? Dov’è il tavolo permanente con il Ministero competente? Dove sono i fondi disponibili? Dove sono le soluzioni concrete? Il caso Ittierre è un caso che grida giustizia – ha dichiarato Di Pietro - perché 300 milioni di euro se ne stanno andando al vento, perché 1500 operai stanno andando a casa e rimarranno senza stipendio. L’alto Molise non ha più una sola impresa, una sola attività lavorativa; tutti a casa. Questo Governo Berlusconi, il deputato Berlusconi, ha eliminato il distretto industriale del basso Molise, di 80 milioni di euro, che io avevo creato. Noi avevamo messo i soldi per il terremoto, voi – ha affermato Di Pietro rivolgendosi alla maggioranza di governo – li avete tolti, li avete dati in maniera insufficiente e anche dove il terremoto non vi è stato. Poi, vi è il caso del FAS che avete utilizzato per le spese correnti e per il finanziamento dei debiti, il caso delle infrastrutture, dove, dopo quello che ho potuto fare io a Isernia per la Termoli – San Vittore, avete fatto soltanto due consulenze (stanno togliendo il consiglio di amministrazione perché non ci avete messo una «lira»), il caso dei Fondi della Pag. 109sanità che sono in debito, così in debito, che bisogna dichiarare la regione Molise insolvente”. Di Pietro ha replicato a Vito bacchettandolo pesantemente per essere venuto in Parlamento a fare “la lezioncina di che cosa sono i commissari straordinari” mentre la regione Molise muore. Non è mancato un cenno polemica sulla scelta del Ministro Scajola. ”Ebbene, tra questi commissari straordinari vi sono persone con cui vi sono problemi di trasparenza anche con il presidente della Regione – ha detto Di Pietro rivolgendosi a Vito - Lei lo sa che il presidente della Regione ha problemi anche con questi commissari straordinari? Quale fiducia possiamo avere da essi? Questo Governo si assuma le proprie responsabilità. Abbiamo una regione che è abbandonata da Dio e dagli uomini, oserei dire , perché nessuno ha provveduto a dare una mano a una regione che ha subito un terremoto. Prendete i soldi anche del terremoto per riparare i vostri debiti – ha concluso Di Pietro – vergognatevi di questo” .
Le perplessità di Patriciello: “La gestione commissariale starebbe valutando la cessione frazionata degli asset migliori e dei marchi più importanti del gruppo It Holding”
Sulla crisi Ittierre e soprattutto sulle scelte che stanno per fare i Commissari ha manifestato forti perplessità anche l’Europarlamentare Aldo Patriciello. Lo fa attraverso una lettera aperta nella quale afferma: “E’ notizia di queste ore che il noto stilista Roberto Cavalli è stato costretto ad annullare la sua sfilata a causa della mancata consegna,da parte di Ittierre, del numero di capi da lui richiesto. Alla luce di quest’ultimo accadimento, che lascerebbe presupporre un divorzio da Ittierre, e delle ripetute indiscrezioni giornalistiche apparse in questi giorni, non posso non esprimere la mia preoccupazione, non solo di natura politica ma anche sotto il profilo più strettamente giuridico ed economico. Infatti la gestione commissariale del gruppo della moda It holding starebbe valutando la cessione frazionata degli asset migliori e dei marchi più importanti del gruppo ( quali ad esempio, Ferrè, Malo). Va premesso infatti che, in questi anni, le leggi italiane sull’Amministrazione Straordinaria delle grandi e grandissime imprese, utilizzate anche per il gruppo It holding, sono state spesso sottoposte al vaglio dell’UE e dei giudici comunitari in ordine alla presunta violazione dei divieti di aiuti di Stato alle imprese in crisi. Ma le stesse hanno resistito ad ogni censura comunitaria basandosi sull’assunto che risiedeva, e risiede, nell’interesse superiore alla “sopravvivenza dell’azienda” che le rendeva compatibili con i trattati europei e ne giustificava l’applicazione. D’altronde è evidente l’alternatività di una procedura di amministrazione straordinaria rispetto al fallimento vero e proprio. Tale alternatività è giustificata proprio con la possibilità che una gestione commissariale, avendo congelato la situazione debitoria complessiva, possa creare le migliori condizioni per una ripresa produttiva, anche individuando un nuovo soggetto imprenditoriale capace di proseguire la mission imprenditoriale del complesso aziendale oggetto della procedura. E’chiaro quindi che una vendita, sic et simpliciter, degli asset del gruppo sarebbe completamente distonica rispetto alla portata della normativa e alla sua ratio, che è quella di evitare la dispersione di un patrimonio imprenditoriale meritevole di tutela. A differenza di quanto accade in una normale procedura fallimentare o in un concordato preventivo, una vendita a spezzatino, pur se garantisse maggiori introiti, cosa peraltro del tutto aleatoria, non risponde certo agli obiettivi dell’Amministrazione Straordinaria. Ritengo poi che un eventuale approccio in tal senso, oltre a non avere il conforto della legge, sia profondamente sbagliato anche nello specifico economico della vicenda. La It holding presenta, infatti, una situazione di indebitamento concentrato essenzialmente verso il sistema bancario, per il tramite di un bond da 187 milioni di euro emesso a suo tempo per acquistare Ferrè. Si tratta di una condizione che, essendo stata cristallizzata dall’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria può essere,quindi, agevolmente gestita in un’ottica di risanamento aziendale complessivo. Peraltro non c’è chi non ritenga It holding un grande player in un settore fondamentale del Made in Italy quale la moda, un patrimonio di professionalità, esperienze e di capitale umano che risulterebbe inevitabilmente dissipato nel caso di una sua artificiosa e per tutto quanto abbiamo visto, non necessaria frammentazione attraverso vendite dei suoi beni più pregiati. L’Ittierre ha da sempre rappresentato una fondamentale realtà economica ed occupazionale per il Molise, un vero e proprio fiore all’occhiello per il nostro territorio. Siamo certamente sicuri che i Commissari si adopereranno per salvaguardare l’azienda nel suo complesso per tutelarne il valore anche sociale per la Regione Molise . E’ certo che anche la politica debba a questo punto assumersi le proprie responsabilità indicando chiaramente quali percorsi di scenario siano più proficui per superare un momento tanto grave quale quello vissuto dall’economia molisana in particolare e da quella mondiale nel suo complesso. Questo al fine di evitare scelte del management forse condizionate dall’emergenza quotidiana ma passibili, poi, di gravi ricadute imprenditoriali e sociali nel medio e nel lungo periodo”.
I Commissari: “Cinque Gruppi Bancari riaprono il credito con 30 milioni di euro”
Nel mentre si apre un piccolo spiraglio dal quale arriva un po’ di luce e speranza per la Ittierre. Infatti i tre Commissari, Andrea Ciccoli, Stanislao Chimenti e Roberto Spada, hanno comunicato di aver ottenuto da parte di 5 Gruppi Bancari l’attivazione di linee di credito per 30 milioni di euro. Più in particolare, i gruppi bancari sono Gruppo Unicredit, Gruppo Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Gruppo Banca Popolare di Milano e Gruppo Banco Popolare, Gruppo Intesa San Paolo. “Le nuove risorse finanziarie – affermano i Comnmissari – consentiranno di riattivare le attività operative, sia industriali sia commerciali di Ittierre, nello spirito della tutela della continuità aziendale previsto dalla Legge Marzano”.


















Chi nasce quadre nun pò murì tunne