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Ss. Rosario, notificato il ricorso al Tar

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Grazie alla disponibilità dell’Auser, l’opposizione impugna la delibera regionale. Immobili sindaco e amministrazione comunale

 

Visto l’immobilismo dell’Amministrazione Comunale di Venafro, i consiglieri di minoranza hanno trovato la disponibilità di un’associazione riconosciuta e registrata che avesse un legittimo interesse ad impugnare la delibera numero 1261/2008 della Giunta Regionale che riguarda la riorganizzazione del sistema sanitario. Un provvedimento che prevede tagli ed un forte ridimensionamento dell’ospedale “Ss. Rosario”. Dunque, grazie all’iniziativa dei gruppi di minoranza e alla disponibilità dell’Auser, presieduta da Nicandro Silvestri, oggi (2 marzo 2009) è stato notificato il ricorso al Tar per annullare la delibera della Giunta Regionale . La notizia è stata diffusa da Antonio Sorbo, capogruppo di Città Nuova, il quale a nome anche dei consiglieri di minoranza ha ringraziato Silvestri per avere dimostrato “grande sensibilità e attenzione per la difesa degli interessi della collettività venafrana” ed ha voluto “raccogliere l’appello e condividere questa importante battaglia a difesa del diritto alla salute dei cittadini di Venafro e del comprensorio”.  Sorbo ha anche annunciato che il ricorso è patrocinato dagli avvocati Salvatore Di Pardo ed Enzo Iacovino del Foro di Campobasso che hanno eccepito una serie di profili di illegittimità dell’atto della giunta regionale. Gli stessi avvocati hanno notificato oggi(2 marzo 2009)  un analogo ricorso relativamente all’ospedale “Vietri” di Larino. Ad affiancare l’Auser di Venafro nel ricorso al Tar c’è anche una importante associazione nazionale a difesa dei consumatori. “Tutti i consiglieri di minoranza continueranno a sostenere con ogni forza questa iniziativa ed ogni altra che si vorrà intraprendere a difesa del Ss. Rosario – afferma Sorbo – L’opposizione ha quindi mantenuto gli impegni assunti. Stiamo aspettando ora che anche l’Amministrazione comunale faccia la sua parte, in ottemperanza a quanto deliberato all’unanimità dal Consiglio comunale, conferendo immediatamente il mandato ai legali per il ricorso straordinario al Capo dello Stato che consentirebbe, come è stato già spiegato al sindaco dagli avvocati indicati dalla minoranza nel recente incontro tenuto al Comune, di riportare la questione dinanzi al Tar. La costituzione in giudizio del Comune di Venafro – prosegue Sorbo – avrebbe una grande valenza rafforzando il fronte costituito a difesa dell’ospedale cittadino”. Detto ciò il capogruppo di Città Nuova chiarisce “che la minoranza al Consiglio comunale di Venafro non accetterà passivamente che l’ospedale di Venafro venga “venduto” in cambio di un piatto di lenticchie da alcuni dirigenti medici che vi lavorano o da esponenti politici comunali e regionali che continuano a tacere e a far finta di niente”.
“Anche se l’Amministrazione comunale dovesse tirarsi indietro – conclude Sorbo – i consiglieri di minoranza proseguiranno nella loro azione in difesa del Ss. Rosario”. Infine l’invito alla popolazione “a non abbassare la guardia e a proseguire nella mobilitazione”.

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