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Una speranza in più

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Grazie all’accordo tra Comune e Asrem di Isernia sarà possibile reinserire nella società le persone affette da patologie psichiatriche

Da una collaborazione fra l’amministrazione comunale e il dipartimento di salute mentale della Asrem di Isernia, sono iniziati gli interventi finalizzati al reinserimento sociale di persone affette da patologie psichiatriche. L’iniziativa rientra tra le misure adottate per il recupero della margina¬lità sociale e del disagio psichico. E’ prevista l’attivazione di progetti gestiti dall’associazione ‘Luna onlus’, coi quali, attraverso il coinvolgimento in la-vori artigianali di vario genere, si procederà al recupero ed al potenzia-mento delle capacità e delle autonomie residue dei soggetti affetti da pro-blemi di tipo psichiatrico. “A trent’anni dalla legge che ha condotto alla chiusura dei manicomi – ha commentato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Isernia, Dome¬nico Izzi –, non è più sostenibile, né efficace, il concetto di mero assisten¬zialismo economico nei confronti di chi, uscito da una struttura, deve rien¬trare nella comunità di provenienza. Il Comune di Isernia si è sempre fatto carico di tale esigenza, erogando contributi finanziari, ma oggi sta tentando di superare il principio dell’assistenza passiva e di fare proprio quello del potenziamento dell’autonomia del cittadino. Per tali motivi – ha aggiunto Izzi – si è dato il via ad una sinergia che ha condotto ad intra¬pren¬dere un percorso improntato sul concreto impiego dei pazienti in atti¬vità la¬vorative all’interno di laboratori artigianali. L’obiettivo è una riabilitazione e una riqualificazione umana e professionale. I prodotti realizzati saranno venduti in un apposito mercatino e i proventi andranno a costituire una forma di sostentamento economico autonomo per tali cittadini.  Sono fermamente convinto – ha concluso Izzi – che la collaborazione avviata in tale campo con il Dipartimento di salute mentale di Isernia consentirà la messa in atto di un’azione incisiva ed efficace su più fronti, quello della malattia e quello degli effetti sociali, economici e fa¬miliari che la patologia comporta a discapito del totale ed armonico inseri¬mento nel tessuto sociale e lavorativo”.

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