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Farmacia abusiva sequestrata dai Nas

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Aperta nel centro di Campobasso. Denunciata la commessa, si cerca il titolare. Controlli anche a Bojano ed in un negozio di tatuaggi

I carabinieri dei N.A.S. di Campobasso hanno individuato nel capoluogo regionale una farmacia abusiva che dal mese di ottobre esercitava la vendita di medicinali da banco e prodotti parasanitari. Era nel centro della città ed era gestita da una commessa, di origine pugliese, corregionale del titolare che ha fatto perdere le proprie tracce. All’esterno non c’era alcuna insegna, mente all’interno i carabinieri hanno trovato, oltre a prodotti parasanitari, 900 confezioni circa di medicinali da banco per la cui vendita è indispensabile la presenza e l’assistenza di un farmacista abilitato e iscritto all’albo professionale. Inoltre per l’avvio dell’esercizio non era stata avanzata alcuna domanda né per la vendita dei prodotti comuni né per quella specifica dei medicinali. Il locale ed i prodotti sono stati sottoposti a sequestro giudiziario per un valore complessivo di 250mila euro. La commessa è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Campobasso per il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria in concorso con terzi. Ora i N.A.S. sono al lavoro per identificare il titolare della farmacia abusiva.

I carabinieri dei  N.A.S. di Campobasso sono stati impegnati anche in altre due operazioni.

A Bojano nel corso di un’ispezione igienico-sanitaria presso un caseificio, i carabinieri dei N.A.S.  insieme al personale del S.I.A.N di Campobasso hanno individuato e sequestrato un deposito annesso all’attività aziendale attrezzato a deposito per materiale d’imballaggio alimenti, perché in pessime condizioni igieniche e privo di autorizzazione sanitaria. In questo caso il valore economico del sequestro è, complessivamente, di 300mila euro.

Infine i  carabinieri dei N.A.S. hanno ispezionato una attività commerciale che eseguiva tatuaggi e piercing, denunciando il titolare alla Procura della Repubblica di Campobasso perché aveva esercitato la sua attività su minori senza avere richiesto ed ottenuto il relativo consenso informato.

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