Crisi Ittierre. Di Pietro si rimbocca le maniche
Il leader dell’IdV ha incontrato fasonisti e dipendenti. “Il tavolo nazionale deve essere permanente”
Un giudizio positivo sull’intervento della Finmolise e soprattutto la richiesta indirizzata al governo Berlusconi affinché renda permanente il tavolo nazionale per affrontare la crisi della Ittierre e delle altre aziende della It Holding. Questi, sostanzialmente, i due dati che emergono al termine dell’incontro che l’onorevole Antonio Di Pietro ha avuto questa mattina (14 marzo 2009) ad Isernia con alcuni fasonisti e alcuni dipendenti della Ittierre. Alla presenza anche del gruppo dirigente locale e dei Consiglieri regionali dell’Italia dei Valori, Di Pietro ha detto subito che, considerata la situazione e il rischio di perdere molti posti di lavoro, era necessaria la massima concretezza. Quindi al bando i proclami ed i comizi, rimboccarsi le maniche e agire, coinvolgendo tutti per affrontare e risolvere i due principali problemi del Gruppo It Holding: la mancanza di liquidità ed i debiti. Dal leader dell’Italia dei Valori è arrivato un giudizio positivo sulla volontà, manifestata dalla Finmolise, la Finanziaria della Regione, di cartolarizzare i debiti proprio per consentire all’azienda di avere l’ossigeno di cui ha assolutamente bisogno. Detto ciò per Di Pietro è necessario un impegno più forte e concreto del Governo. Dunque, non una riunione sporadica del tavolo nazionale, ad iniziare da quella prevista per giovedì, ma una convocazione permanente. I fasonisti hanno rilanciato l’idea, già formulata dai loro avvocati, di chiedere al Governo la sospensione del pagamento dei tributi, così come è accaduto nei Comuni terremotati del Basso Molise. A tal proposito è arrivata la disponibilità di Di Pietro per mettere sul tavolo del confronto nazionale anche questa problematica.

















