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“Cosa accade all’U.O.C. di Ginecologia del Cardarelli?”

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Il centro sinistra: ”Florio riferisca in IV Commissione”. Intanto l’organismo regionale fa proprie le direttive sulla sanità proposte da Bonomolo

I Consiglieri regionali del centro sinistra, Bonomolo, Leva, Petraroia, Natalini e Romano, hanno chiesto al Presidente della quarta commissione, Salvatore Muccilli, di organizzare l’audizione del Direttore Generale dell’Asrem, Sergio Florio, per ottenere chiarimenti in merito agli incarichi assegnati a due professionisti della Cattolica per la direzione e la riorganizzazione dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Cardarelli , “la cui gestione – sostengono i Consiglieri del centro sinistra – è stata dalla Giunta sostanzialmente trasferita al Centro dell’Università Cattolica”. I consiglieri chiedono che ci sia un chiarimento in merito “al ripetersi di eventi drammatici, all’autonomia del servizio sanitario pubblico regionale e alle  diverse consulenze esterne pregresse e vigenti sulla riduzione dei tagli cesarei, sulla procreazione assistita, ecc”.

Le proposte di Bonomolo 

Intanto nella riunione di lunedì 16 marzo 2009, la  quarta Commissione ha fatto proprio il documento presentato dal Consigliere regionale Michelangelo Bonomolo relativo alle proposte di direttive in materia di sanità.  Documento che sarà inviato all’attenzione della Giunta Regionale per gli eventuali adempimenti.

Pubblichiamo il testo integrale delle proposte di Bonomolo.  
“In relazione a quanto stabilito dal Presidente del Consiglio Regionale con un atto formale e dal Consiglio Regionale con deliberazione n.11/2009, si propone di intervenire per:  L’organizzazione del nuovo sistema contabile secondo quanto stabilito dall’articolo 4 bis della L.R. n.34/2008, con la contestuale entrata in esercizio provvisorio dell’Asrem riferito all’ultimo bilancio consuntivo; La predisposizione di un atto aziendale provvisorio così come stabilito dall’articolo 5, commi 2 e 3 della L.R. n.9/2005. Nell’atto, inoltre, deve essere prevista la costituzione di un gruppo di lavoro che ha come obiettivo l’accentramento degli uffici dirigenziali sia amministrativi che sanitari. 
E’ importante, in particolare, costituire un centro unico per l’acquisizione di beni e servizi che comporterebbe una riduzione dei costi di approvvigionamento che potrebbe superare i 20 milioni di euro annui. Provvisoriamente, in attesa delle nuove gare d’appalto per l’acquisizione di beni e servizi, si potrebbero utilizzare i contratti più favorevoli.
In seconda analisi agire attraverso una gara ristretta, ove possibile, riferita soltanto ai fornitori di beni e servizi già operanti, mediante la richiesta di una offerta migliorativa, assegnando il contratto alla migliore offerta, ciò per almeno un anno, in attesa delle nuove gare d’appalto.
La Giunta Regionale deve indicare al Direttore Generale che, nell’atto aziendale, debba prevedere l’immediata istituzione delle attività di lungo degenza e di assistenza socio – sanitaria (RSA), all’interno degli ospedali pubblici che posseggono spazi e caratteristiche disponibili.
In tal caso si otterrebbe una gestione economicamente vantaggiosa, poiché i costi di ricovero giornalieri sarebbero economicamente vantaggiosi, in quanto i costi fissi che le strutture ospedaliere sostengono rimarrebbero inalterati (utenze, servizi, attrezzature e personale medico ed infermieristico già disponibile). Tale scelta delle strutture di filtro determinerebbe una notevole riduzione dell’indice di ospedalizzazione. Tutto ciò è propedeutico ad evitare ulteriori tagli dei posti letto nelle strutture ospedaliere poiché i ricoveri impropri verrebbero abbattuti per almeno l’80%.
Con l’atto sovracitato la Giunta Regionale da mandato al Direttore Generale, inoltre, di attivare un sistema di controllo interno, così come previsto dall’articolo 3 comma 6 del D.Lgs 502/92 che obbliga di “verificare mediante valutazioni comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati,  la corretta ed economica gestione delle risorse attribuite ed introitate nonché l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa”. L’istituzione di tale servizio è previsto dall’articolo 20 del D.Lgs 3 febbraio 1993, n.29 e successive modificazioni ed integrazioni. Il Direttore Generale deve inoltre disporre la completa applicazione dell’articolo 3 comma 1 lettera b) del D.Lgs n.502/92 che riguarda le competenze del Collegio Sindacale riferite anche alla vigilanza sull’osservanza della legge e della lettera d) dello stesso articolo che dispone l’invio alla Regione Molise da parte del Collegio Sindacale dei risultati trimestrali di riscontro eseguito, anche su richiesta diretta della IV Commissione competente. A tal fine si ritiene opportuno un incontro tra la IV Commissione Consiliare ed il Collegio Sindacale per definire altre iniziative finalizzate alla riduzione dei costi.
La mobilità attiva da corrispondere alle strutture private convenzionate rimane a carico del Bilancio dell’Asrem, anticipando il compenso dovuto a tali strutture per una percentuale inferiore a quanto spettante. La restante quota verrà attribuita a tali strutture quando sarà definita l’attribuzione dei conguagli del Fondo Sanitario Nazionale. L’assegnazione del budget alle strutture private convenzionate deve essere riferito a prestazioni che l’Azienda acquista  a completamento dell’offerta sanitaria che la struttura pubblica non riesce ad erogare.
Eventuali deroghe a tali principi devono essere motivate dal Direttore Generale ed approvate dalla Giunta Regionale, sentita la IV Commissione Consiliare.
La Giunta Regionale indica, con il presente atto, al Direttore Generale l’attivazione immediata delle disposizioni previste dall’articolo 15 quinques, comma 3 del D.Lgs 502/92, riferite alle attività libero professionale di ciascun dipendente, in modo da assicurare un corretto ed equilibrato rapporto tra attività istituzionale e corrispondente attività libero professionale. Tutto ciò al fine di concorrere alla riduzione delle liste d’attesa. L’attività intramoenia deve essere regolata e gestita direttamente dagli uffici dell’Asrem mentre l’extramoenia può essere autorizzata presso strutture sanitarie diverse da quelle in cui si opera, sia pubbliche che private, attraverso la formalizzazione di accordi che prevedono  una quota percentuale degli introiti a beneficio della struttura da cui proviene.
Deve essere previsto un nuovo protocollo d’intesa tra Regione Molise e Università degli Studi del Molise, nel quale si prevede la costituzione di una azienda ospedaliera universitaria, mediante l’utilizzazione di strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate che devono essere caratterizzate da “unitarietà strutturale e logistica”.
In tale protocollo d’intesa deve essere stabilito quali sono i costi di gestione a carico del Fondo Sanitario Regionale e quali quelli a carico del Ministero della Ricerca e dell’Università,definendo l’utilizzazione del personale medico già operante presso la struttura sanitaria utilizzata, nonché la completa utilizzazione del personale non sanitario. Ciò comporterebbe una riduzione significativa dei costi,  un contestuale aumento della mobilità attiva e la tutela dei posto di lavoro esistenti.
Occorre, inoltre, prevedere in modo vincolante l’attribuzione “a cascata” di obiettivi specifici ai responsabili delle strutture organizzative individuate nei vari settori dell’ azienda sanitaria.
Tali obiettivi sono di tipo qualitativo e di tipo economico: l’assegnazione degli obiettivi è portata avanti attraverso una regolamentazione interna all’azienda, che attribuisca una piena responsabilità gestionale ai dirigenti preposti alle strutture organizzative e “a cascata” dai responsabili di tali strutture a quelli delle unità organizzative interne, che prevede di percepire una quota di retribuzione di risultato. Il non raggiungimento degli obiettivi comporta la perdita di tale retribuzione e la possibilità, per i dirigenti preposti, di una penalizzazione riferita anche alla posizione di responsabilità.
La gestione per obiettivi, se implementata correttamente, porta ad un duplice risultato: riduzione dei costi di esercizio; miglioramento della qualità del servizio.
Ulteriore attività da incentivare è la telemedicina. L’obiettivo può essere raggiunto attraverso la messa in rete di tutti gli ospedali della regione, attraverso un sistema di telemedicina per consulti e telediagnosi.
Il cittadino può rivolgersi per la cura di qualsiasi patologia all’ospedale o addirittura al poliambulatorio più vicino, dal momento che tali strutture saranno in rete tra loro.
I vantaggi derivanti da tale sistema riguardano: l’omogeneità delle prestazioni di tutta la regione, garantendo le prestazioni sull’intero territorio; potenziamento delle attività territoriali mediante l’impiego del personale medico e paramedico in esubero; possibilità di teleconsultarsi sia a livello regionale che nazionale, con specialisti operanti presso strutture qualificate per particolari patologie.
 
Conclusioni
La presente proposta deve verificare quali sono i risultati economico finanziari positivi che si presume dovrebbero realizzarsi, consentendo in tal modo di definire le attività delle strutture ospedaliere esistenti, attraverso un completamento dell’offerta sanitaria, con l’obiettivo di ridurre la mobilità passiva, aumentare quella attiva e perseguire i LEA ottimali, più vicini all’utenza del territorio.
Si ritiene quindi di dover integrare le scelte operate dalla Giunta Regionale, per avere il tempo di definire meglio l’organizzazione delle strutture sanitarie esistenti”.

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