Seguici:

Black Hole: il “sistema Molise” rischia il processo

0 Commenti

La Procura di Larino ha chiesto il rinvio a giudizio per 110 persone. C’è il cuore della classe politica regionale di governo

Se, come richiesto dalla Procura della Repubblica di Larino, verrà accolta dal Gup la richiesta di rinvio a giudizio per 110 persone, il processo Black Hole sarà per, quantità e qualità degli imputati, il più grande e il più importante tra quelli celebrati nel Molise dall’istituzione della regione ad oggi. Potrebbe essere il processo “al sistema”, ad un modo di gestire la sanità molisana. Quel modo che, probabilmente, è all’origine di alcune carriere politiche oltre che del mega deficit finanziario che sta causando la chiusura degli ospedali e la perdita dei posti di lavoro. Black Hole è un’inchiesta che riguarda una parte importante della classe di Governo che da sempre  ha in mano il Molise, anche quando a governare era il centro sinistra. Le richieste di rinvio a giudizio riguardano nomi super eccellenti: il Presidente della Regione Michele Iorio, gli assessori regionali Vitagliano e Velardi, l’ex sindaco di Termoli Di Giandomenico e la moglie Patrizia De Palma, l’ex manager dell’Asl di Termoli Mario Verecchia, la deputata del Pdl Sabrina De Camillis, l’ex sindaco di Larino Nicola Anacoreta. In modo inquietante anche in Black Hole, come era già accaduto con  Piedi d’Argilla, l’inchiesta ha riguardato anche personaggi delle forze dell’ordine. Il Colonnello Maurizio Coppola, il maresciallo Raffaele Esposto, il carabiniere Luigi Soccio, l’ex comandante della sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri presso la procura di Larino, Giovanni Pagano, gli agenti di polizia giudiziaria: Michele Tenaglia, Orlando Zara e Giancarlo Littera, l’ex carabiniere Ruggero Romanazzi. Nel lunghissimo elenco dei 110 nominativi che rischiano il processo troviamo anche medici e dirigenti dell’Azienda sanitaria. La Procura della Repubblica di Larino ha prodotto una montagna di carte, oltre 100 faldoni, per dimostrare l’esistenza di una presunta rete di potere, un sistema di natura clientelare, radicatosi nella gestione della sanità pubblica.  I capi d’imputazione contestati sono 117. I più gravi riguardano l’associazione a delinquere, la concussione, la truffa, il peculato, la pratica illegale di aborti, le assunzioni truccate, la gestione degli appalti, le tangenti, i falsi invalidi, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, i finanziamenti pubblici illeciti. Ora toccherà al Gup Aceto decidere se accogliere le richieste di rinvio a giudizio o respingerle, per tutti o per una parte degli indagati. Probabilmente per effettuare l’udienza preliminare sarà necessario reperire una sede idonea ad accogliere, tra indagati, avvocati e magistrati più o meno a 200 persone. Forse sarà necessaria una palestra, oppure un cinema, un teatro, una sala convegni. 

Condividi:
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • LinkedIn
  • Live
  • TwitThis

Articoli correlati

Rispondi a

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>