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Il ritorno di Massa

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L’ex senatore vince le primarie e verrà ricandidato sindaco di Campobasso.  Valente: “A Isernia sconfitti i dirigenti del Pd”. Paglione: “Moderatamente soddisfatto”

E adesso il quadro è ancora più chiaro. A Campobasso sono (per il momento) quattro i candidati a sindaco: Augusto Massa, che ha vinto le primarie del Pd; Gino Di Bartolomeo che verrà sostenuto da tutto il centro destra; Massimo Romano, espressione dell’Italia dei Valori; Adriana Izzi, candidata della lista civica “Città per noi” è sostenuta anche dal circolo campobassano di Rifondazione Comunista. Tutta da verificare la posizione di Giuseppe Di Fabio che secondo alcuni potrebbe decidere di ricandidarsi. Intanto grazie alle primarie c’è il ritorno in campo di Augusto Massa che vince largamente il confronto con gli altri tre candidati. Un risultato per molti aspetti scontato. Massa ha ottenuto 1396 voti, mentre Annamaria Macchiarola ne conquista 816. Molto più distanti gli altri due candidati: Rino Ziccardi con 197 voti e Luigi Di Nucci con 116.
 

La felicità del Pd di Isernia: “Grazie a tutti”

Passando a Isernia, dove per 47 voti ha vinto Sorbo le primarie per la candidatura alla presidenza della Provincia per la coalizione costituita da Pd, socialisti e Sinistra e Libertà, c’è da registrare il comunicato del Partito Democratico, nel quale la segreteria provinciale esprime il proprio sentito ringraziamento a tutti quei volontari che nel corso della giornata di domenica scorsa (29 marzo 2009) hanno reso possibile lo svolgimento delle elezioni. “La partecipazione di oltre 5000 votanti è stato un evento straordinario – si afferma nel comunicato – Alle 180 persone che con passione e dedizione hanno sottratto un’intera giornata al proprio tempo libero per essere presenti nei seggi va un grazie sincero per aver consentito di svolgere le operazioni elettorali con scorrevolezza e senza inceppi. Organizzare un impresa del genere, su un territorio cosi vasto e completamente autofinanziandosi, non è stata di sicuro cosa semplice ma loro ci sono riusciti.  Un grazie sincero deve essere doverosamente rivolto  – prosegue la nota -  ai 5000 cittadini della provincia di Isernia che hanno colto questa straordinaria occasione di democrazia partecipata per far sentire la propria voce e per esprimere la loro opinione.  È la prima volta nella storia che un candidato presidente all’Ente di via Berta viene scelto con questo metodo e siamo sicuri che il frutto di questa assunzione di responsabilità si coglierà nelle elezioni di giugno. Un ringraziamento, infine, lo si indirizza ai cinque candidati che – conclude la nota – spendendo il loro nome, la loro esperienza, il loro impegno e la forza delle loro idee, hanno reso questa competizione vera ed entusiasmante”.
 

Valente: “A Isernia sconfitti i dirigenti del Partito Democratico”

E’ molto diverso, invece, il tono del commento di Franco Valente, il quale affida ad una nota inviata alla stampa il suo commento a mente fredda sul risultato elettorale. L’aspetto da sottolineare riguarda la valutazione di chi ha vinto. Nell’elenco Valente non inserisce il Partito Democratico della Provincia di Isernia e, a tal proposito, scrive: “Non ho capito la felicità di Leva, che ora si deve tenere il riccio in casa. Un riccio che fa bene a tenere affilati tutti gli aculei che gli saranno necessari per la sua sopravvivenza nella sinistra”. Ma ecco il testo integrale del comunicato di Valente. “Quando ho cominciato a vedere i risultati di Venafro ho pensato che qualcosa non aveva funzionato nel comportamento della gente. Poi mi sono reso conto che quello che non aveva funzionato ero io. Venafro, come tutti i paesi mediamente mediocri, non accetta chi non è omologato. E io che omologato non sono, avevo voluto provare a smentirmi. Per carità, tutti i voti presi da Sorbo sono voti meritati, ma la scomparsa di un certo tipo di elettorato crea qualche perplessità. La lettura del voto alle primarie complessivamente mi porta a ritenere che si tratti di una pesante sconfitta della dirigenza regionale del Partito Democratico. Semplicemente una sconfitta strategica che allungherà i tempi del recupero dal coma in cui una sciagurata segreteria lo ha messo. Se fossi stato Danilo Leva, (segretario regionale facente-funzione) avrei evitato di andare alla televisione subito dopo lo spoglio ad esaltare il risultato. La segreteria di Macchiarola (di cui Leva è espressione sostitutiva) esce con le ossa rotte da queste primarie che, al di là dei sospetti, si sono svolte con una trasparenza cristallina. A Campobasso ha stravinto Massa dimostrando che la politica della Macchiarola era assolutamente inconsistente. A Isernia ha stravinto Sorbo sul quale si è concentrato l’elettorato trasversale dell’Italia dei Valori, dei Socialisti e dei cosiddetti Cani Sciolti, mentre la base storica dei Democratici di Sinistra e della Margherita democraticamente divideva i consensi.  Io faccio parte di un partito, il Partito Democratico, che esce pesantemente sconfitto, ancora una volta, perché adesso rischia di scomparire definitivamente dalla Provincia di Isernia. Certamente, con la classe dirigente che ha, non è una grande perdita. Nei fatti non cambia niente, però molti militanti sono ancora più sfiduciati. Ricordate la storiella del serpente che invita il riccio nella sua tana. Dopo un po’ il riccio comincia a muoversi provocando le proteste del rettile. A quel punto il riccio si spazientisce e dice al serpente: “Se non stai comodo te ne puoi anche uscire”. Non ho capito la felicità di Leva, che ora si deve tenere il riccio in casa. Un riccio che fa bene a tenere affilati tutti gli aculei che gli saranno necessari per la sua sopravvivenza nella sinistra. Certamente, però, il risultato delle primarie in provincia di Isernia semplifica il ricongiungimento di questa coalizione con l’Italia del Valori che ha contribuito in maniera determinante al successo di Sorbo. Politicamente, però, è una situazione complicata perché il progetto politico del Partito Democratico del Molise per alcuni aspetti sostanziali, non coincide con quello di Di Pietro. La storiella del “Partito del Fare”, che funziona come slogan nazionale, nella Provincia di Isernia diventerà il motivo conduttore di un irrinunciabile “volemose bene”. E “Volemose Bene” potrebbe essere il logo della coalizione guidata da Sorbo”.
 

Paglione: “Moderatamente soddisfatto”

Pur ammettendo la sconfitta Candido Paglione ragiona sul significato di quello che è il vero risultato delle primarie: la grande partecipazione popolare. “È difficile essere felici dopo una sconfitta – dice Paglione – ed io naturalmente non lo sono. Ma qui non stiamo commentando una debacle, tutt’altro. Commento una sconfitta di stretta misura, maturata peraltro solo in una specifica zona della Provincia, a fronte di un’affermazione invece uniforme in pressoché tutte le altre aree.  Questo mi consente di esprimere una moderata soddisfazione, soprattutto per aver contribuito a rimettere in moto – per quanto mi riguarda – con un meccanismo di partecipazione democratica, un percorso di rigenerazione vera del centro sinistra. Abbiamo se non altro dimostrato che i cittadini, quando si trovano di fronte alla possibilità di scegliere senza troppi condizionamenti, si mobilitano volentieri, partecipano, dicono la loro. Per questo ringrazio tutti coloro che mi hanno accordato la fiducia nelle varie parti del territorio provinciale e mi auguro che questo, che è il vero patrimonio del Pd, non vada disperso”

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