Antonio Monaco, sindaco di Capracotta, teme per la sopravvivenza delle piccole comunità delle aree interne. L’appello: “Mobilitiamoci”
Il sindaco di Capracotta, Antonio Monaco, lancia l’allarme su cosa accadrà con l’entrata in vigore della riforma della scuola voluta dal Ministro Gelmini, quando, cioè, i nuovi organici che verranno fuori dall’applicazione dei nuovi limiti di alunni per ogni classe comporteranno danni irreparabili al sistema scolastico delle aree interne e montane “Siamo in una vera e propria emergenza, denuncia Antonio Monaco, Sindaco di Capracotta, un vero e proprio terremoto che porterà sconquasso nelle piccole comunità delle aree meno popolate della nostra provincia. E’ un assurdo a cui non può darsi giustificazione, una mannaia che si abbatte senza distinzione alcuna sul sistema scolastico nazionale ed in particolare su quello locale, sia in termini di didattica e di formazione dei nostri ragazzi, sia in termini occupazionali. Aspetto, quest’ultimo, da non sottovalutare se si considera che nella provincia di Isernia la scuola primaria a fronte di una riduzione di scolari pari a 103 unità, perderà ben 93 posti di docenti. Una vera e propria emergenza – prosegue Monaco - meglio dire una vergogna nazionale, a cui deve porsi immediatamente riparo, e per la quale si invita il governo regionale a prestare attenzione, sia per i risvolti occupazionali sia per lo stravolgimento dell’assetto scolastico regionale”. A dire di Monaco la riforma Gelmini mette in discussione la sopravvivenza di piccole comunità perché saranno private del loro fulcro centrale: la scuola. Il sindaco di Capracotta non nasconde la propria preoccupazione per gli accorpamenti in pluriclassi di 18 alunni. “E’ una situazione inaccettabile - continua Monaco - che deve vedere mobilitate tutte le istituzioni, tutti i partiti politici, affinché le organizzazioni sindacali che da mesi denunciano questa gravissima situazione possano rivendicare con forza modifiche alla contestata riforma, che altro non è che un vero e proprio attentato a quelle realtà che con enormi sacrifici mantengono ancora vive le tradizioni della nostra storia. Spendere soldi per l’istruzione non significa sperperare danaro pubblico, è il contrario, perchè significa investire a favore delle giovani generazioni e per il loro futuro. Gli sprechi sono altrove – afferma ancora Monaco - una volta per tutte, si abbia il coraggio di tagliare le spese superflue che sono appannaggio di pochi e gravano sulle spalle di tutti”. Da qui l’invito rivolto alle istituzioni locali, ai partiti politici, ai sindacati, alle famiglie ed agli studenti, affinché ci si mobiliti per ottenere un ravvedimento da parte del Governo e si faccia un passo indietro tenendo nella dovuta considerazione le diverse realtà territoriali.





























