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Cancellato il Ss. Rosario. Sorbo: “Cotugno si dimetta”

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L’Asrem notifica il taglio del reparto di Ortopedia e Traumatologia. Chiesta una seduta straordinaria del Consiglio comunale

“E’ il colpo di grazia al Santissimo Rosario”. Così Antonio Sorbo, capogruppo di Città Nuova al Comune di Venafro, commenta la delibera numero 566 del 9 aprile 2009 dell’Asrem che cancella il reparto di Ortopedia e Traumatologia, “che a detta di tutti – sottolinea Sorbo – doveva essere quello su cui puntare per garantire la sopravvivenza del nosocomio venafrano”. Il 28 aprile 2009 il provvedimento è stato trasmesso ai direttori delle Unità Operative degli ospedali molisani. Sorbo ricorda che attualmente il reparto di Ortopedia e Traumatologia può contare su 24 posti letto ordinari e 2 in day hospital per un totale di 26 posti. “Con il nuovo provvedimento è previsto che al 31 dicembre 2009 dovranno essere eliminati tutti i posti letto ordinari, quelli cioè che consentono ad una Unità Operativa di definirsi tale – afferma Sorbo – L’Ortopedia avrà zero posti letto ordinari, 7 posti letto in week hospital e 2 posti letto in day hospital per un totale di 9 posti letto. Il reparto verrà “trasferito” ad Isernia, dove attualmente non è presente. Un forte ridimensionamento è stato deliberato anche per gli altri reparti – prosegue Sorbo -  la Chirurgia generale, che al 31 dicembre 2008 contava su 20 posti letto ordinari e 2 in day hospital per un totale di 22, non avrà più alcun posto letto ordinario e potrà contare su 13 posti letto in week hospital e 5 in day hospital”. Il capogruppo di Città Nuova sottolinea anche il forte ridimensionamento del Reparto di Medicina generale che passada 39 posti letto complessivi (35 ordinari e 4 in day hospital) a 33 posti letto (29 ordinari e 4 in day hospital). “Il nuovo provvedimento cancella ufficialmente il reparto di Terapia Intensiva (Rianimazione) che vede definitivamente eliminati i tre posti letto previsti al 31 dicembre 2008 (già di fatto smantellati) che sono stati trasferiti ad Isernia dove il reparto è passato così da 6 a 9 posti letto ordinari – sottolinea ancora Sorbo -  Il “Ss. Rosario” conserva soltanto la Riabilitazione mentre si vede assegnare 20 posti letto di lungodegenza. In totale, rispetto alla situazione al 31 dicembre 2008, l’ospedale di Venafro, per effetto di questo ultimo provvedimento, passa da un totale di 120 posti letto a 110 posti letto. Ma, analizzando nel dettaglio la distribuzione di tali posti letto, scopriamo che i posti letto ordinari vengono ridotti di ben 33 unità passando da 110 a 77. Una perdita solo in parte compensata dai posti in week e day hospital. L’effetto di questo provvedimento è quello di trasformare il “Ss. Rosario” da “ospedale” a “cronicario” dove le attività di Ortopedia e Traumatologia e di Chirurgia non si possono svolgere nei fine settimana”. Sorbo ricorda anche l’ormai nota de Pronto Soccorso che, nonostante le tante promesse, e stato smantellato. “A dispetto dei solenni impegni assunti da qualche politicante, non c’è stato alcun provvedimento per garantirne in funzionamento 24 ore su 24 – afferma Sorbo -  Mentre il “Ss. Rosario” viene penalizzato e di fatto “cancellato”, l’ospedale di Isernia, unico tra gli ospedali molisani, per uno strano miracolo vede invece aumentare posti letto e servizi. Evidentemente il governo regionale e i vertici dell’Asrem hanno avuto un occhio di riguardo per l’ospedale “a conduzione familiare”. Infine Sorbo  sollecita  azioni forti ed estreme. “Come opposizione, d’intesa anche con i consiglieri de “Il Patto”, nei prossimi giorni chiederemo la convocazione di una seduta straordinaria monotematica del Consiglio comunale con la richiesta di tenerlo nuovamente all’interno del “Ss. Rosario” – afferma il capogruppo di Città Nuova -  Chiediamo inoltre al sindaco di Venafro di rassegnare le dimissioni, coerentemente con le dichiarazioni rese nelle scorse settimane, quando affermò che si sarebbe dimesso se si fossero concretizzate misure tali da mettere in pericolo la sopravvivenza del “Ss. Rosario”. Sarebbe un gesto apprezzabile di dignità nell’interesse della Città. Chiediamo inoltre ai consiglieri regionali Mario Pietracupa, Massimiliano Scarabeo e Nicandro Ottaviano di chiarire definitivamente la loro posizione circa questa fondamentale questione per la città di Venafro e di sapere – conclude Sorbo – quali iniziative intendono adottare per scongiurare la “cancellazione” dell’ospedale di Venafro. Per quanto ci riguarda siamo determinati ad andare fino in fondo e non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci”.

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