Candidati chiamati ad impegnarsi per la famiglia
Il Forum delle associazioni familiari chiederà di sottoscrivere le proposte contenute nel manifesto “Una città per la famiglia”
In vista delle elezioni europee ed amministrative la cui campagna elettorale è appena iniziata, il Fo-rum delle associazioni familiari ha elaborato due “manifesti”: Il futuro dell’Europa passa per la famiglia e Una città per la famiglia rivolti, uno, ai candidati al Parlamento europeo e, l’altro, ai candidati agli enti locali. Il Forum del Molise, ricostituitosi all’indomani del Family Day del 13 Maggio 2007 ed attivo anche con la campagna “Per un fisco a misura di Famiglia” (Primavera 2008), ha avviato nei giorni scorsi contatti con candidati sindaci e consiglieri impegnati nella imminente tornata elettorale. Il manifesto riguardante le elezioni amministrative è articolato in 14 punti che vanno dai giovani sposi alla fragilità familiare; dal sostegno alle famiglie numerose alla solidarietà con le fa-miglie immigrate. Senza tralasciare una tariffazione che riconosca condizioni più favorevoli alle famiglie con più figli rispetto a quanto previsto dall’ISEE. Una piattaforma legata da un comune denominatore. “Non esiste una politica neutra per la famiglia – afferma il Forum delle associazioni - una politica o è a favore della famiglia o la penalizza”. A ciascun candidato verrà chiesto di sottoscrivere il presente impegno: “Io candidato, mi impegno pubblicamente se sarò eletto a fare quanto in mio potere – con i voti e con le iniziative – per dare attuazione a quanto contenuto nel manifesto “Una città per la famiglia” promosso dal Forum delle associazioni familiari». L’adesione sarà resa pubblica e soprattutto comunicata alle famiglie aderenti alle associazioni che costituiscono il Forum così da costituire un criterio di scelta elettorale.
IL MANIFESTO “UNA CITTA PER LA FAMIGLIA”
La famiglia non è solo un fatto privato: è una risorsa vitale per la società. Infatti svolge funzioni sociali fondamentali: è l’ambiente privilegiato per la nascita e la formazione della persona, per la sua crescita e la sua educazione, per l’incontro e il confronto tra le generazioni ed è produttrice di beni economici, psicologici, sociali e culturali per la collettività.
La famiglia è il primo luogo della solidarietà e della gratuità nelle relazioni di cura delle persone, in quanto si fa carico di gran parte dei costi sociali ed economici degli interventi sui soggetti deboli. Le innumerevoli funzioni che la famiglia svolge nei confronti dei suoi membri e verso l’esterno ne fanno pertanto a pieno titolo un attore delle politiche sociali, un soggetto che genera benessere nella società in integrazione con lo Stato e il mercato. Le stesse comunità locali sono reti di famiglie, ossia reti di relazioni tra le famiglie.
È necessario quindi un ripensamento e un rilancio delle politiche locali, riportando la famiglia ad assumere la posizione centrale che di diritto, al di là delle posizioni ideologiche, le è propria nella società. Le proposte che seguono vanno intese come un primo contributo generale e di impostazione allo sviluppo di un dibattito costruttivo sul ruolo che la famiglia ha per la società e alla formulazione di una politica locale per la famiglia.
Il Forum intende, in spirito di collaborazione propositiva, fornire linee di riflessione e di tendenza per stimolare la formulazione di programmi che esplicitamente vedano la famiglia al centro della politica, per fare di ogni nostra città una città per la famiglia.
Quali politiche familiari?
Una corretta e innovativa impostazione della politica a livello locale richiede l’adozione di alcuni principi metodologici fondamentali:
1. considerare innanzitutto la famiglia come risorsa e bene comune per la società locale, ribadendo la centralità e la insostituibilità del suo ruolo di soggetto sociale attivo;
2. considerare la famiglia come nucleo unitario, sia pure complesso e in continua trasformazione nelle sue fasi del ciclo di vita, progettando gli interventi per i singoli componenti come membri di una famiglia e non come entità isolate, integrando i servizi rivolti ai singoli soggetti con i servizi rivolti alla famiglia;
3. operare nei confronti della famiglia con politiche dirette ed esplicite, accanto ai tradizionali interventi indiretti o impliciti;
4. la famiglia è influenzata da innumerevoli fattori e pertanto gli interventi ad essa rivolti devono essere ben considerati in tutti i settori di attività (quindi non solo nei “servizi sociali”, ma negli interventi per la casa, la scuola, l’educazione e la formazione, l’arredo urbano, le tariffe, le tasse, i trasporti, la qualità della vita, la sicurezza, la salute, ecc.;)
5. riconoscere la necessità di coordinare gli interventi che localmente si compiono da parte dei diversi enti locali oltre che dal privato e dal privato sociale;
6. passare da un’impostazione di tipo assistenziale e di intervento sulle patologie a una politica di prevenzione e promozione orientata alla famiglia normale, sia pure indirizzando maggiore attenzione alle famiglie deboli e in difficoltà;
7. tenere presente che l’ente pubblico si deve far carico anche il compito propositivo di stimolo e di promozione culturale nei confronti della famiglia, per farle riscoprire il proprio fondamentale ruolo educativo e di soggetto sociale, e per trasformarla da semplice fruitrice passiva a protagonista attiva nella vita della città;
8. prendere atto che gli interventi devono essere caratterizzati dal principio di sussidiarietà correttamente applicato, nel senso che non solo l’ente superiore non deve svolgere le funzioni che possono essere correttamente svolte dalla società inferiore, in questo caso dalla famiglia o dalle reti informali, ma che nel momento in cui questo soggetto si trovi in difficoltà nel compiere tali proprie funzioni, l’ente superiore deve stimolarlo ed aiutarlo a riprendere la capacità di svolgerle, piuttosto che tentare di sostituirsi ad esso;
9. coinvolgere e favorire la creazione delle reti informali di solidarietà e di servizi delle famiglie all’interno dei quartieri, l’attività delle associazioni e del volontariato;
10. riorganizzare l’impostazione dei servizi sociali, che non devono più indirizzarsi solo all’utenza passiva e alla patologia, ma sempre più fornire supporti e informazioni, erogare servizi ed esercitare azioni che promuovano la solidarietà.
11. monitorare costantemente l’evoluzione della società e delle famiglie e l’efficacia degli interventi a livello territoriale per riorganizzare tempestivamente le politiche adottate tramite anche lo strumento della Valutazione dell’Impatto Familiare (VIF) dei singoli interventi.
14 PROPOSTE CONCRETE
1 – CITTADINANZA
Non esiste una politica neutra per la famiglia: una politica o è a favore della famiglia o la penalizza. Per questo, si ritiene importante che vi sia un organismo (come ad esempio un Assessorato alla famiglia) che all’interno dell’amministrazione comunale coordini ed espliciti le politiche che l’intera amministrazione compie e vigili perché la famiglia sia promossa in ogni azione amministrativa. Altresì è importante che si costituisca una qualificata rappresentanza della famiglia, una Consulta della famiglia che raccolga a scopo consultivo e propositivo le associazioni familiari presenti nel territorio.
2 – GIOVANI SPOSI
Favorire la formazione delle nuove famiglia tramite aiuti finanziari, senza interesse o a tasso agevolato, per le coppie sposate o che intendono sposarsi, priorità nell’assegnazione degli alloggi, revisione del trattamento fiscale locale delle coppie giovani con figli, interventi innovativi sui congedi parentali (vedi ad esempio: Un anno in famiglia) facilitazioni per servizi come nidi, trasporti, mensa, libri per la scuola dell’obbligo, borse di studio. Itinerari di preparazione al matrimonio civile e di sostegno alla relazione di coppia.
3 – FAMIGLIA E LAVORO
Nel difficile panorama del mondo del lavoro, è fondamentale pensare al lavoro per la famiglia, studiando progetti innovativi a carattere locale che favoriscano l’armonizzazione dei tempi familiari con i tempi di lavoro, con particolare riguardo alla flessibilità, al part-time e ai congedi genitoriali.
4 – FRAGILITA’ FAMILIARE
Accompagnare le situazioni di fragilità derivanti da un progressivo sgretolamento dei legami familiari offrendo a sposi e minori assistenza psicologica e psicopedagogica e favorire percorsi di conciliazione e mediazione familiare direttamente attraverso i servizi socio-sanitari o attuando convenzioni con le associazioni di settore ed i consultori.
5 – POLITICHE PER LA CASA
La politica della casa influenza grandemente la creazione di nuove famiglie e il loro sviluppo. E’ quindi necessario intervenire con una programmazione territoriale che favorisca insediamenti di edilizia pubblica e convenzionata con assegnazioni prioritarie ai giovani sposi. Agevolazioni in materia di oneri di urbanizzazione e di costo delle aree per chi costruisce riservando una quota di alloggi da destinare alla locazione o alla futura vendita a favore di giovani coppie che si sposano. Interventi edilizi che tengano conto degli spazi necessari ad una famiglia che cresce, che si prende cura dei genitori o parenti anziani. Prevedere lo sviluppo di aree per l’edilizia popolare integrate nelle zone residenziali, destinando al-loggi ai giovani sposi.
6 – MATERNITÀ E PATERNITÀ
Promuovere una cultura che valorizzi la maternità e la paternità, che ne espliciti con interventi concreti l’alto valore personale e sociale, anche con iniziative pubblicitarie o slogan che inviino messaggi favorevoli alla vita e alla relazione stabile nel matrimonio. Promuovere iniziative che facciano sentire che le famiglie non sono lasciate sole in questo compito così importante anche per la società. Sviluppare una cultura dell’adozione e dell’affido, come risposta al diritto alla famiglia per ogni bambino. Convenzioni con associazioni che si occupano della vita, dal concepimento alla sua fine naturale.
7 – FAMIGLIE NUMEROSE
È necessario pensare e progettare una politica di attenzione e di promozione nei confronti delle famiglie numerose, in quanto a tutt’oggi queste famiglie, oltre ai problemi di organizzazione, devono sopportare anche penalizzazioni introdotte dal sistema fiscale e tariffario.
8– INFANZIA, ADOLESCENZA E ISTRUZIONE
Rispettare le scelte educative delle famiglie e le loro esigenze particolari. Rafforzare i servizi per la prima infanzia ( i nidi). Promuovere e sostenere i servizi diversificati ed integrativi anche gestiti direttamente da associazioni di famiglie o da organizzazioni di volontariato (nidi famiglia, tagesmut-ter,…). Promuovere politiche scolastiche per la migliore consonanza tra famiglia, scuola e territorio”.
9 – SOLIDARIETA’ E FAMIGLIE IMMIGRATE
Sviluppare una cultura della solidarietà e della rete tra famiglie; favorire l’accoglienza e la disponibilità concreta nei confronti di famiglie in difficoltà. Intervenire in maniera adeguata per favorire l’inserimento e l’integrazione delle famiglie immigrate nel tessuto sociale cittadino, valorizzandone l’identità.
10 – ANZIANI
Valorizzare la componente anziana della popolazione come risorsa reale e positiva. Mantenere l’anziano con autonomia ridotta nel proprio domicilio. Rafforzare il servizio di assistenza domiciliare socio-sanitaria, il conferimento di pasti a domicilio, il trasporto per visite mediche ed il sostegno delle famiglie che si prendono cura degli anziani.
11 – TARIFFE, TRIBUTI E RETTE COMUNALI
Migliorare le politiche tributarie e tariffarie attuate dal Comune (nido, mensa e trasporto scolastici, borse di studio, testi scolastici) Sconti significativi ai figli su trasporti cittadini, accesso a musei, attrazioni culturali e turistiche, mostre. Introduzione della CARTA FAMIGLIA per appositi sconti da applicare alle situazioni familiari in stato di particolare necessità. Valutare con attenzione il carico tariffario sull’asporto rifiuti. Uniformare i regolamenti per l’erogazione di riduzioni utilizzando scale di equivalenza correttive e più favorevoli alle famiglie con più figli rispetto a quanto previsto dall’ISEE. Riduzione dell’addizionale comunale sull’Irpef in funzione del carico familiare.
12 – GIOVANI
Sensibilizzazione delle figure di riferimento, ad esempio tecnici sportivi, insegnanti, operatori socio-sanitari, sul loro ruolo educativo ai valori fondamentali. Campagne, concordate con le famiglie, di prevenzione alle dipendenze da droghe e sostanze. Sostegno alle famiglie con giovani entrati nella spirale droga-alcool. Sostegno e promozione di spazi di incontro e di svago rivalutando i centri parrocchiali e luoghi liberi da pornografia, violenza diretta o indiretta, uso di sostanze. Promozione e coinvolgimento dei giovani nel volontariato e nella solidarietà. Corsi di educazione ai giovani e alle loro famiglie sull’affettività e sulla sessualità.
13 – CITTA’ E AMBIENTE
Valutare attentamente i piani di sviluppo urbano per costruire città e spazi a misura di famiglia e di bambino: qualità architettonica e abbattimento delle barriere, disponibilità di spazi verdi, piste ciclabili, vie e percorsi di circolazione sicuri per gli abitanti, spazi attrezzati per lo sport e il tempo libero in tutti i quartieri. Attuare politiche residenziali che prevengano la creazione, sia pur involontaria, di ghetti. Avviare azioni per il controllo della qualità dell’aria e il monitoraggio della pericolosità dei rifiuti e dei materiali.
14 – ORARI E SERVIZI
Rendere le diverse funzioni e servizi della città più facili da raggiungere, anche con l’utilizzo di forme e tecnologie innovative (es. reti telematiche). Condurre una ricerca sulla “qualità dei tempi” dell’organizzazione sociale della città e in particolare in merito al funzionamento dei servizi pubblici con l’ottica di favorire le funzioni della famiglia.

















