Gli ex compagni di merende continuano a litigare
Il giornale di Ciarrapico annuncia presunte minacce al Pm Papa e cita le indagini su Iorio, il quale risponde: “Vergogna!”
Iorio e Ciarrapico non si amano più. Tra i vecchi compagni di merende è ormai scontro aperto, a tutto campo, con i giornalisti amici dell’Imperatore Molisano schierati contro l’historicus che a sua volta mette in campo il suo esercito di penne. Uniche reali vittime, quei giornalisti che vorrebbero solo svolgere il loro lavoro ed invece ogni giorno sono costretti all’adunanza in Caserma per combattere al fronte. E pensare che un tempo non era così. Un tempo erano sinergie editoriali, complimenti, onori, fiori, campagne elettorali contro i comunisti, ecc. L’historicus e l’Imperatore si amavano.
L’ultimo colpo l’ha inferto l’ articolo pubblicato da Nuovo Molise il 16 maggio, dal titolo sparato a tutta prima “Attacco alla Giustizia, minacciato anche il pm Papa”. All’interno l’altro emblematico titolo: “A chi fa paura Fabio Papa?”. Nel pezzo si afferma che anche il sostituto Procuratore della Repubblica di Campobasso avrebbe ricevuto minacce simili a quelle inviate nei giorni scorsi al pm di Bari Dinapoli, al Capitano dei Carabineri Bandelli e al Procuratore di Campobasso D’Angelo. Storie diverse, però. Infatti gli ultimi tre sono collegati tra loro dall’indagine su Piedi D’Argilla, che ha coinvolto l’eurodeputato Patriciello ed un suo fratello, e da quella di Bari, che ha riguardato funzionari delle forze dell’ordine, un sindaco della provincia di Isernia e l’ex capo della Procura della Repubblica di Isernia, La Venuta. Il Pm Papa, invece, ha indagato sul Presidente della Giunta Regionale con due inchieste: quella sulle consulenze assegnate dalla Giunta regionale alla Bain & Company, società nella quale lavorava il figlio di Iorio, e quella sulla Centrale Turbogas di Termoli.
Nell’articolo di Nuovo Molise si afferma: “Questa volta tocca a Fabio Papa. A parlare è «Radio Procura», indiscrezioni che trapelano dalle austere stanze del Palazzo di Giustizia di Campobasso. Da quelle aule, che per dirla con Manzoni atterrano e suscitano centinaia, migliaia di persone, deflagra, come una vera bomba, la notizia di una esplicita minaccia ricevuta da Fabio Papa in relazione alle indagini e ai processi che il Pm ha intentato nei confronti di noti esponenti politici. Parrebbe che a Papa sia giunta una o più lettere che lo «esortano» a desistere dall’indagare e procedere a carico del mondo politico”. Poi l’affondo che ha fatto infuriare il Presidente della Giunta Regionale. “E’ Fabio Papa – si afferma nell’articolo – ad avere tra le mani, ad esempio, due scottanti inchieste che vedono coinvolto il presidente della Regione Molise, Michele Iorio. Parliamo di «Bain & Company» e «Turbogas», due inchieste che si sono letteralmente «incagliate» in sede di udienza preliminare. Per la prima la Procura ha chiesto per Iorio il rinvio a giudizio per i reati di concussione e abuso d’ufficio. Affidando alla multinazionale «Bain & Company» due consulenze per circa 100mila euro, Iorio avrebbe favorito, secondo gli inquirenti, la fulminante carriera del figlio, Davide Iorio, in seno alla stessa società.….. L’altra indagine di peso, portata avanti da Papa, è quella sull’insediamento della centrale a ciclo combinato Turbogas in seno al nucleo industriale di Termoli. Qui, a far compagnia a Iorio, c’è anche Gianfranco Vitagliano. Caduta l’accusa di falso per decorrenza della prescrizione, resta in piedi l’ipotesi di abuso d’ufficio che tuttavia, sempre il Pm Papa, dovrà rinnovare per una nullità processuale eccepita nel corso dell’udienza preliminare….. «Lascia stare i politici, occupati dei criminali. Iorio è una benefattore di questa Regione». Queste le parole, accompagnate da minacce al Pm e alla famiglia, che sarebbero state scritte a Papa. Chi le ha vergate? A chi fa paura Fabio Papa?”.
A questo articolo Iorio ha risposto deplorando l’episodio intimidatorio nei confronti del Pm Fabio Papa ed esprimendogli solidarietà umana ed istituzionale. Detto questo il Presidente della Giunta Regionale ha restituito il colpo al giornale dell’ex compagno di merende. “Quanto realizzato oggi dal quotidiano “Nuovo Molise” in prima pagina è forse il punto più basso ed indecente toccato dal giornale nella strategia diffamatoria pianificata in questi mesi contro la mia persona e tutte le Istituzioni della Regione Molise. Una strategia attuata per ragioni esclusivamente e volgarmente, ricattatorie e politiche – afferma Iorio nel comunicato inviato alla stampa - Accostare proditoriamente minacce a Pubblici Ministeri della Repubblica alla circostanza che questi stessi stiano indagando sul mio conto, è un atto vile e bestiale. Il giornale, se possiamo ancora definirlo così, vuole creare nel lettore la suggestione secondo cui il responsabile delle minacce possa essere riconducibile al sottoscritto, che, viceversa, ha piena ed incondizionata fiducia e rispetto per l’attività dei Magistrati, il cui ruolo è fondamentale ed insostituibile. E proprio alla Magistratura mi rivolgerò per porre fine a questa indegna barbarie. Altro che manifestazione del pensiero e diritto di cronaca – conclude Iorio - quella di Nuovo Molise è una intollerabile e strumentale espressione di volgarità e di subdole insinuazioni. Vergogna !”.
Questa la cronaca. Restano, però, le domande alle quale nessuno dei due risponde. Perchè litigano? Cosa (a parte l’antipatia verso i comunisti) ieri li legava ed oggi, invece, li separa? E Iorio ci dica: quali sono le ragioni “ricattatorie” di cui parla nel comunicato? Esistono, forse, accordi stipulati e poi saltati che i Molisani non devono conoscere?

















