Blitz antidroga, 9 rom arrestati
Due operazioni distinte e contemporanee di polizia e carabinieri, a Isernia nel quartiere San Lazzaro
Due operazioni distinte ma messe in atto contemporaneamente a Isernia nel quartiere San Lazzaro dove polizia e carabinieri all’alba del 4 giugno 2009 hanno arrestato 9 pusher. Sono tutti rom considerati parte integrante di una rete di spaccio che dal popoloso quartiere del capoluogo pentro si estende alla città e all’intera provincia. L’operazione della Polizia era denominata “Fatal Blow” ed ha portato gli agenti della Squadra Mobile ad arrestare cinque persone già note per precedenti penali sempre legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nelle loro mani era i mercato del crack, del cobret, dell’eroina e della cocaina, con prezzi che raggiungevano la quota massima di 45 euro a dose. Nell’operazione, conclusasi alle 5,30 del mattino, sono stati impiegati 30 agenti ed unità cinofile giunte da Napoli e Roma. Le perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli arrestati hanno dato esito negativo, ma nelle mani delle polizia ci sono una serie di prove schiaccianti che inchiodano i cinque arrestati. Prove raccolte nel corso delle indagini avviate da diversi mesi.
I carabinieri hanno dato all’operazione il significativo nome di “Market Rom”. Si tratta del secondo atto del blitz messo a segno il 13 maggio 2009, quando furono arrestati a due trentenni ed un minorenne di 16 anni, tutti appartenenti alla comunità rom di San Lazzaro.
All’alba, invece, le manette sono scattate ai polsi di un’intera famiglia che aveva fatto diventare lo spaccio di droga una vera e propria attività lavorativa. A San Lazzaro i carabinieri hanno arrestato un 23enne e due donne, mentre un giovane di 22 anni è stato prelevato ad Avezzano e condotto nella casa circondariale di Isernia. Il nome “Market Rom” sta ad indicare la trasformazione del quartiere San Lazzaro nel centro dello spaccio di droga di tutta la provincia di Isernia. Ad ogni ora del giorno le abitazioni degli arrestati accoglievano acquirenti che arrivavano nel capoluogo pentro anche da Campobasso. Dalle indagini emerge un quadro allarmante sulla trasformazione di una parte della comunità rom di Isernia che, sempre più, tende verso la malavita.

















