Spina: “Cresce il deficit della sanità”
Il presidente della Confcommercio di Campobasso sottolinea l’allarmante situazione dei conti pubblici regionali
Il Presidente della Confcommercio di Campobasso, Paolo Spina, interviene sullo stato dei conti della sanità regionale evidenziando come il deficit, grazie anche a nuove assunzioni recentemente disposte dalla Giunta regionale, rischia di peggiorare ulteriormente anziché decrescere. Inoltre Spina ricorda come entro il 15 giugno prossimo la Regione Molise debba necessariamente fornire risposta al presidente del Consiglio Berlusconi sulle misure intraprese dal governo regionale per abbattere il deficit di 91 milioni di euro che secondo fonti autorevoli già sarebbe arrivato a 104 milioni di euro.. “Tali risposte sono attese non solo dal governo nazionale ma da tutte le imprese e i cittadini molisani – afferma Spina - essendo le stesse indispensabili per evitare ulteriori inasprimenti fiscali a loro carico e per scongiurare iniziative di mobilitazione da intraprendere sin dalla prossima settimana”. Ma ecco il testo integrale dell’intervento di Spina
“Il nostro intervento sulla difficile, quasi disastrosa, condizione dei conti della sanità molisana di circa quindici giorni orsono segnalava una preoccupazione dei ceti produttivi molisani profonda e reale. Tanto profonda e reale da motivare un successivo intervento sul tema del massimo rappresentante istituzionale del mondo economico e produttivo regionale, il presidente di Unioncamere Molise, Paolo Di Laura Frattura. Il suo intervento, che evidentemente è stato sollecitato dalle le categorie economiche e sociali che in Unioncamere hanno la loro rappresentanza, rende palese ed esplicita ulteriormente la condizione di assoluta pericolosità del deficit sanitario e chiede, come già abbiamo fatto noi, alla politica risposte chiare, precise e determinanti. Il tessuto economico molisano, fragile ed esposto ad una crisi dei mercati persistente e dolorosa, non può e non deve sopportare incrementi fiscali che ne comprometterebbero, forse definitivamente, qualsiasi capacità di sopravvivenza e di sviluppo. In questo senso né la nostra sollecitazione, né quella del presidente Frattura, né altre voci che a vario titolo hanno cercato di avviare un dibattito sulla fondamentale problematica problema sanità hanno avuto risposta ufficiale. Abbiamo letto qua è là solo voci ufficiose ma, allo stato, non abbiamo alcun riscontro alle nostre preoccupazioni. Né, d’altronde, è arrivata una risposta alla lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, lettera che il presidente della Giunta ha dichiarato essere pubblica, sullo stato di gravissima difficoltà del sistema sanitario molisano. Quello che, invece, é certo è che in forza di ulteriori e recenti atti amministrativi il deficit sanitario andrà ad aggravarsi. Da quel che è dato sapere, infatti, la Giunta regionale ha recentemente approvato le graduatorie e la conseguente immissione in ruolo di 12 anestesisti, di 10 infermieri, di 10 ausiliari e di due radiologi, per un costo annuo che supera i 2 milioni di euro. Atti indispensabili nel momento in cui non si decide la chiusura di alcuna delle 12 strutture che costellano questa regione, creando una sovraofferta per le degenze, la gran parte delle quali peraltro inappropriate, che ci pone in vetta, in Italia, per numero di ricoveri rispetto agli abitanti. E tenuto conto che un ricovero costa molto, ma soprattutto costa molto, moltissimo mantenere aperte strutture complesse e delicate come gli ospedali è chiaro che, a quel punto serve ulteriore immissione di personale, anche specialistico. L’inevitabile conseguenza è l’aggravio dei costi strutturali e di esercizio, tant’è che il deficit pro capite della Regione Campania è di 22.000 euro (1,25 miliardi di euro per 5.701.931 abitanti) mentre quello della Regione Molise è di 28.300 euro (91 milioni di euro per 320.601 abitanti). Ossia un deficit pro capite superiore quello molisano del 28% rispetto a quello della Campania, il che è tutto dire! Crediamo allora che i termini della questione siano piuttosto chiari. Da un lato c’è una vera e propria bomba ad orologeria, l’esplosione della quale comporterà danni gravissimi alle imprese (nella forma di ulteriori inasprimenti fiscali) e ai cittadini molisani, (sia come contribuenti con aumenti della tassazione sia come utenti del servizio sanitario). Dall’ altro lato c’è il silenzio della politica e dell’Istituzione regionale che non fornisce alcun elemento pubblico di rassicurazione o di prospettiva, non cerca dei momenti di dialogo per la ricerca di soluzioni ad un passaggio tanto delicato per la stessa autonomia e sopravvivenza della regione Molise. Festeggiare ogni dicembre la festa della regione Molise è cosa ragionevole, ma l’evento deve essere il culmine di un percorso positivo, fatto anche di gestione oculata e di attenzione agli equilibri contabili su cui l’autonomia di un territorio deve necessariamente vivere. Fin quando la sanità, che pesa oltre il 70% del bilancio regionale, continuerà ad accumulare deficit tanto profondi continueremo ad essere fortemente preoccupati specie se non arriveranno risposte persuasive o iniziative concrete sulla questione”.
Paolo Spina – Presidente Confcommercio Campobasso

















