Il presidente della Regione farà saltare la poltrona di Pietracupa. Intanto la polemica tra l’Europarlamentare e Vitagliano sui fondi UE
E’ finita la tregua tra Patriciello e Michele Iorio. Forte del consenso ottenuto superando la soglia dei 100 mila voti, l’Europarlamentare venafrano ha deciso di dare vita alla fase due: la conquista del PdL Molisano. Probabilmente Iorio gli manderà un segnale forte già nei prossimi giorni eleggendo un nuovo Presidente del Consiglio Regionale al posto di Mario Pietracupa, cognato di Patriciello. Se poi sceglierà di affidare il prestigioso incarico istituzionale a Massimiliano Scarabeo, imprenditore venafrano e avversario certificato di Patriciello, allora l’affronto sarà doppio e ancor più indigeribile. Nel frattempo le seconde linee preparano il campo di battaglia. E’ il caso dell’assessore regionale alla programmazione Gianfranco Vitagliano, il quale ha replicato alle dichiarazioni di Patriciello. Dopo essersi lamentato per il poco sostegno ottenuto dal Pdl Molisano, l’Europarlamentare ha affermato che alcuni imprenditori hanno chiesto di chiarire in che modo sono stati gestiti i fondi europei da parte della Regione. Patriciello ha parlato di lamentele per una gestione personalistica da parte dell’assessore Vitagliano e per una elargizione a pioggia senza una valutazione delle necessità del territorio. L’assessore regionale Vitagliano ha replicato definendo prive di fondamento le dichiarazioni di Patriciello. “Il parlamentare europeo deve sapere che l’Assessorato e la Direzione Generale, concertano e condividono con il partenariato tutte le scelte programmatiche ed agiscono rispettando le prerogative degli organi regionali – si legge nella nota diffusa da Vitagliano - e che il Molise è la prima Regione nel Mezzogiorno per la spesa e la sesta in Italia”. Detto ciò l’assessore ha ricordato che i Por hanno permesso di conseguire gli obiettivi della politica di coesione per il periodo 2000-2006 ed i circa 3.900 interventi finanziati hanno permesso di diffondere i finanziamenti europei sull’intero territorio molisano, a beneficio della maggior parte degli Enti locali e dell’intera popolazione. “Per quanto riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale POR 2007-13, –prosegue Gianfranco Vitagliano – è stato già avviato il Bando sulla Programmazione territoriale e presto saranno pubblicati i bandi sul risparmio energetico, ricerca ed industria, per filiere ed imprese. Quando si fanno accuse imprecise e si spara nel mucchio, si compromette la dignità di tutti ed anche dell’istituzione – ha concluso Vitagliano – e questo è tanto più incomprensibile e compromettente se si pensa al ruolo ed ai doveri che ha un parlamentare”.
La controreplica di Patriciello non si è fatta attendere. Il deputato rivendica per se stesso, in qualità di membro del Parlamento europeo, il compito di approfondire come siano stati spesi o saranno spesi gli ingenti fondi europei messi a disposizione del Molise. Detto ciò aggiunge: “E’ evidente il diffuso disagio, tra gli stessi consiglieri regionali di maggioranza per una gestione, quella fatta dall’assessorato alla Programmazione, personalistica. Basta vedere la tempistica risicata, solitamente a ridosso di scadenze fissate dai cronogrammi della Unione europea, con convocazioni immediate e repentine, a volte carente addirittura del necessario supporto documentale con cui l’assessorato alla programmazione, tanto in commissione quanto in assemblea ha illustrato, discusso e condiviso le proprie linee di azione e di spesa per i fondi strutturali europei derivanti dal Por Molise 2007-2013. Ci sono evidenze documentali di tutto ciò e la solerte segreteria dell’assessorato alla programmazione può acquisirla con facilità presso il Consiglio Regionale. Lo stesso dicasi per i rapporti con il partenariato economico e sociale – prosegue Patriciello - in sostanza limitati a qualche riunione formale, con scopi illustrativi o didattici, mentre tutte le decisioni di sostanza (pensiamo solo ai settori privilegiati nell’allocazione dei fondi alle imprese) erano state da tempo già adottate dalla struttura dell’assessorato medesimo. In un caso specifico, addirittura, la riunione con il partenariato per definire le linee guida dei documenti fu tenuta dopo che un bando, a valere sul Fondo Sociale Europeo del valore di ben 12,5 milioni di euro, era stato già pubblicato e aggiudicato dalla Regione stessa. La diffusione ai cittadini è stata del pari carente e durante la mia recente campagna elettorale in regione non ho trovato traccia tra i cittadini di questa intensa azione di sensibilizzazione svolta dall’assessorato. Pesa poi come un macigno il fatto che, dati macroeconomici alla mano, la spesa dei fondi europei ha avuto, allo stato, effetti limitati se non nulli sulla crescita economica molisana e soprattutto sulla sua dotazione infrastrutturale (compito essenziale dei fondi europei che non a caso si chiamano strutturali). Va inoltre sottolineato come, in alcune recenti occasioni, e senza che si aprisse il necessario preventivo dibattito con la struttura europea deputata al controllo degli aiuti alle imprese, importanti fondi derivanti dai Fas (fondi nazionali ma pur sempre finalizzati alla crescita economica e infrastrutturale della Regione) siano stati utilizzati, distraendoli dalla loro originaria allocazione e solo perché nella disponibilità di cassa della regione, come anticipo per discusse operazioni di salvataggio industriale dello Zuccherificio del Molise e della Solagrital/Arena. Va da sé che tali somme anticipate hanno un tasso di rientro non particolarmente elevato. Ricordo inoltre come per lo Zuccherificio sia aperta in sede europea una procedura di infrazione per la ricapitalizzazione della struttura effettuata con l’emissione di bond, emissione curata sempre dall’assessorato alla programmazione nella quale erano previsti anche meccanismi di finanza derivata. Rilevo inoltre come le procedure di evidenza pubblica utilizzate per le spesa dei fondi europei, specie quelle per le attività di supporto e assistenza tecnica (che pesano per milioni di euro) presentino tempistiche assai ristrette e pubblicità ridotta. Rilevo anche che molti casi la Regione ha prescelto l’utilizzo di stazioni appaltanti nominalmente private (vedi ad esempio Molise Dati-Eutelia S.p.a.) e come in generale si possano evidenziare criteri di conoscibilità e di trasparenza del tutto discutibili, e che io reputo insufficienti. Non si tratta, quindi, di sparare in alcun mucchio ma di chiedere, a nome dei cittadini molisani , delle imprese e dei contribuenti, come vengano spesi i soldi pubblici regionali al di là dei bolli di conformità apposti dall’organo burocratico di turno. Sarebbe anzi altamente auspicabile che gli organi di controllo, anche degli organismi giudiziari a ciò deputati, approfondissero al meglio ed in tempi rapidi l’intera materia. Una materia che, e me ne dispiace per l’assessorato alla Programmazione, non porta affatto a quel quadretto di tranquillizzante efficientismo burocratico che il comunicato stampa vorrebbe suggerire Se poi, al di la del “sentito dire” cui fa riferimento la segreteria dell’assessore mi è sfuggito qualche ultimo passaggio e la Regione Molise è diventata esempio di confronto democratico interno, di decisioni collegiali, di trasparenza nell’azione amministrativa, sovvertendo i monotoni e innumerevoli rilievi della Corte dei Conti su bond, consulenze, co. co. co. e chi più ne ha più metta, sono ben lieto di essermi sbagliato».





























