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Nucleare a Termoli, resta in piedi il progetto

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Petraroia riapre il dibattito con una lettera ai sindaci di Termoli e Campomarino e ricorda che il territorio è a rischio terremoti e alluvioni


Resta in piedi e si rafforza l’idea di collocare una centrale nucleare a Termoli. E’ il Consigliere Regionale Michele Petraroia (Pd) a rilanciare il tema che da un po’ di tempo era passato in secondo piano. A dire di Petraroia procede speditamente l’iter parlamentare del disegno di legge Scaiola che definisce le nuove scelte di politica energetica nazionale con l’individuazione di quattro siti  per realizzare nei prossimi anni  altrettante Centrali Nucleari in Italia prevedendo l’apertura dei cantieri entro i prossimi tre anni. “Nel provvedimento si istituisce l’Agenzia per il Nucleare che assorbe anche le funzioni dell’ENEA e l’iter procedurale si accentra a livello nazionale – afferma Petraroia -  Stante l’accelerazione dell’esame del testo ho incontrato a Roma un gruppo di parlamentari del Pd della Commissione Ambiente per verificare in tempo utile l’evolversi della situazione”. Petraroia ricorda che da alcune anticipazioni di stampa dello scorso febbraio tra i siti ipotizzati c’era anche Termoli per via di uno studio di compatibilità tecnica degli anni settanta che già prevedeva l’ubicazione di una Centrale Nucleare a Campomarino. Petraroia sostiene anche dai primi studi di fattibilità si immaginano come siti più idonei la pianura padana, la Sardegna ed il litorale del Basso Adriatico, mentre i territori esclusi a prescindere sono quelli a rischio per un insediamento atomico. Ora Petraroia ha deciso di scrivere ai sindaci di Termoli e Campomarino per sollecitare un loro intervento al fine di  segnalare, tecnicamente, alle Commissioni Parlamentari Ambiente di Camera e Senato oltre che al Ministero delle Attività Produttive, che lo studio tecnico degli anni settanta è da ritenersi superato perché il litorale adriatico molisano è stato inserito tra le aree a rischio sismico dopo il 2002 e a rischio alluvione dopo il .2003. “E’ evidente che trattasi di una nota meramente preventiva di carattere scientifico che – conclude Petraroia – sconsiglierebbe formalmente l’individuazione del sito di Termoli non solo per l’opposizione delle popolazioni locali ma soprattutto per l’inidoneità del luogo,  si pensi ad una Centrale Atomica sommersa dall’acqua come accadde allo stabilimento FIAT o alle chimiche, oppure con una scossa di terremoto”.

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