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Reintegrato Florio, sconfitto Iorio

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Il Giudice del Lavoro accoglie il ricorso del manager Asrem defenestrato dalla Giunta regionale.  Spina: “Una buona notizia”. Petraroia: “Ora chi paga i due Direttori generali?”


Un colpo di scena che per molti era prevedibile. Una Giunta Regionale che naviga a vista e rischia di fare affogare i Molisani in un mare di debiti. La teoria Talebana del “chi non è con me è contro di me”, ispirata da vecchi craxiani rigenerati alla fonte Berlusconiana, che  affoga miseramente. C’è tutto questo dietro la sentenza del Giudice del Tribunale del Lavoro di Campobasso  che accoglie il ricorso di Sergio Florio e lo reintegra al suo posto di manager dell’Asrem. Messo fuori gioco dalla Giunta Iorio e sostituito con Angelo Percopo, attraverso il ricorso Florio contestò il mancato rinnovo del contratto.  Il Giudice del Lavoro gli ha dato ragione stabilendo che dovrà tornare a guidare l’Azienda sanitaria regionale fino al febbraio del 2012. Dunque, salta la nomina di Percopo ed a questo punto con un Florio indipendente e non più così amico, come era fino a poco tempo fa, al Presidente della Giunta Regionale, Michele Iorio, resta solo una carta da giocare: essere nominato dal Governo Commissario straordinario della sanità. Accadrà? Berlusconi affiderà a Iorio il compito di apportare altri dolorosi tagli per rientrare dal deficit? E Iorio è intenzionato a caricarsi sulle spalle scelte che necessariamente saranno impopolari, ad iniziare da quelle che porteranno alla definitiva smobilitazione degli ospedali di Larino e Venafro?
 

Paolo Spina (Confcommercio): “La pronuncia del giudice su Sergio Florio è una buona notizia per i cittadini”.

Intanto chi commenta con soddisfazione la decisione del Tribunale del Lavoro è Paolo Spina, presidente della Confcommercio di Campobasso, il quale da tempo interviene sui temi relativi al deficit maturato nella sanità, avendo capito che dopo l’aumento dei ticket si prospetta anche quello delle tasse. Ricordiamo che a tal proposito gli imprenditori hanno già detto che loro non tireranno fuori un centesimo in più di quello che già pagano per saldare i debiti di 20 anni di gestione Ioriana della sanità Molisana. Messaggio forte e chiaro. Ma torniamo al caso Florio. Il presidente della Confcommercio di Campobasso  ritiene che la sentenza del Tribunale del Lavoro assume un gradissimo significato ed una rilevanza che va anche oltre il suo dispositivo. “Il giudice, che ha attentamente ponderato l’istanza di Florio, ha evidentemente posto un argine alla politica, segnalando come la stessa non può e non deve travalicare i compiti attribuitegli dalla legge – afferma Spina -  I manager non sono articolazioni o mere cinghie di trasmissioni dei politici ma devono svolgere, una volta individuati dalla politica, il loro compito esclusivamente in favore dei cittadini e delle imprese. E’una sentenza questa che riporta il baricentro, in un settore politicizzato oltre ogni misura come quello della sanità, in favore dei cittadini e dei contribuenti”. A dire del Presidente della Confcommercio oggi Sergio Florio è legittimato a gestire la sanità molisana solo ed esclusivamente avendo i cittadini e la legge come proprio riferimento, libero da condizionamenti, quelli della politica, che il giudice, con la sua ponderata decisione, ha voluto recidere alla radice. “Si tratta, quindi, di un passaggio che apre grandi spiragli di maturazione democratica nel Molise – afferma Spina – e che potrebbe avere effetti positivi su una situazione di deficit della sanità molisana che è diventata drammatica e che ogni giorno di più allarma le imprese e la comunità locale. Peraltro anche in vista dell’imminente commissariamento della sanità regionale, la presenza di un direttore generale libero da condizionamenti esterni è un buon viatico per un’opera di risanamento reale dei conti del settore”. Sempre a dire di Spina la sentenza Florio potrà  influenzare lo status giuridico degli altri direttori generali in regime di proroga, che potrebbero trovarsi nella stessa situazione e potrebbero legittimamente agire per la tutela delle loro ragioni con un evidente impatto negativo sull’erario pubblico. “In definitiva – conclude Spina – pensiamo che la sentenza sia certamente una vittoria per Sergio Florio ma sia, soprattutto, una buona notizia per i cittadini, che nella magistratura possono evidentemente riporre piena e incondizionata fiducia, anche quando sono in discussione i rapporti con il potere politico”.

Michele Petraroia: “Ora chi paga i contratti di due Direttori generali dell’Asrem?”

Michele Petraroia ricorda che il 20 gennaio 2009 in Consiglio regionale dichiarò a verbale che non era possibile per legge prorogare il contratto a Florio. In una nota inviata alla stampa Petraroia chiede perché non si è voluto tener conto dei rilievi messi a verbale negli interventi di diversi consiglieri regionali che menzionavano l’articolato di legge che precludeva l’Istituto della proroga?  “Ora chi paga le spese per due Direttori Generali e un contenzioso giudiziario che poteva essere evitato? – chiede ancora Petraroia – Non bastavano i debiti accumulati, la crescita del deficit annuo, le tasse e i tagli a servizi e prestazioni che hanno indotto con la Delibera 683/09 a mettere in vendita l’argenteria di famiglia per 28 milioni di euro? Mi pare che la farsa di due Manager dell’Asrem con un commissario in procinto di nomina poteva essere risparmiata ai molisani. L’auspicio è che le forze sane della Regione sappiano unirsi per porre un freno ad un accentramento di funzioni e di poteri nelle mani del solo Presidente della Giunta del tutto deleteria per gli interessi della nostra comunità”. Intano Petraroia ha anche chiesto al Presidente del Consiglio Regionale, Michele Picciano, una copia di tutti gli atti, delibere e provvedimenti connessi alla proroga del contratto di Direttore Generale dell’Asrem a Sergio Florio  e  quelli riferiti alla stipula del contratto con  Angelo Percopo, compresi i riscontri cartacei delle dichiarazioni rese nelle sedute consiliari da diversi consiglieri circa l’assenza dell’istituto della proroga tra quelli previsti dalla normativa inerenti i contratti dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie. Petraroia ha anche chiesto copia degli atti giudiziari relativi al contenzioso con lorio inclusi il ricorso di parte, la comparsa della Regione ed i provvedimenti adottati dal Giudice del lavoro.  

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