Arrestati due presunti membri del clan dei Casalesi che vivevano nel centro storico del paese. Petraroia: “Mantenere alta l’attenzione”
L’arresto a Toro di due presunti camorristi del clan dei Casalesi, rappresenta l’ennesimo preoccupante segnale che rivela l’infiltrazione nel territorio molisano da parte della potente organizzazione criminale. Le manette sono scattate nell’ambito di una più vasta operazione che ha portato all’arresto di 44 presunti camorristi tra l’area del Casertano, Modena e il piccolo paese alle porte di Campobasso. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati firmati dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo Campano. L’inchiesta riguarda un giro di estorsioni e il gioco d’azzardo. A 9 delle 44 persone coinvolte, l’arresto è stato notificato in carcere dove sono detenuti per altri reati. Solo in due sono riusciti a sfuggire alla cattura: Antonio Aquilone, di 25 anni e Costantino Garofalo, di 24. I giovani arrestati a Toro vivevano in una casa presa in fitto nel centro storico. Si indaga per capire se erano in Molise per curare affari o per nascondersi.
Petraroia (Pd) ringrazia le forze dell’ordine. “Mantenere alta l’attenzione”
Intanto in una lettera inviata al Prefetto, al questore, al Comando provinciale dei carabinieri di Campobasso e al comando della Stazione dell’Arma di Toro, Michele Petraroi, consigliere regionale del Pd, esprime il proprio apprezzamento per l’opera delle Forze dell’Ordine “che – sottolinea . sono riuscite ad eseguire due arresti di presunti affiliati all’organizzazione camorristica dei Casalesi nel comune di Toro”. Nella stessa lettera Petraroia sottolinea la necessità di mantenere alta l’attenzione sui rischi di infiltrazione della criminalità organizzata in Molise, alla luce anche dei recenti eventi della confisca di beni per milioni di euro a boss della camorra di Sant’Anastasia a Cantalupo del Sannio e a Venafro. “Solo un efficace coordinamento di tutte le Forze presenti sul territorio nell’ambito dell’attività del Comitato di prevenzione e sicurezza pubblica – conclude Petraroia - può aiutare a comprendere in anticipo le misure da adottare per debellare il fenomeno e tenerlo lontano dalla nostra regione – conclude”.





























