Buco nero della sanità, tagli senza sconti
I commissari applicheranno la linea indicata dal Governo, ad iniziare dagli ospedali. Il commento di Macoretta (GD)
Probabilmente Michele Iorio ne era a conoscenza e quando, dopo le elezioni amministrative di giugno, ha annunciato l’ospedale unico per Isernia e Venafro, ha solo tentato di rendere meno amara la pillola. E’ notizia di oggi (26 luglio 2009) che esiste un documento riservato ed in fase di ulteriore definizione che detta la linea dei commissariamenti per Campania e Molise. Un piano che potrebbe essere esteso anche ad altre regioni italiane che rischiano lo stesso destino. Il buco nero riguarda prevalentemente l’Italia centro-meridionale ed entrando nello specifico una prima fase della manovra detta, per il Molise, il recupero di 8o milioni di euro frutto di debiti maturati nel 2008, nonostante il piano di rientro concordato con il Governo. Dal dossier elaborato dai tecnici del ministero del Welfare risulta che al Molise appartiene il primato nei ritardi accumulati nel pagamento dei fornitori. Per le aziende avere a che fare con le Asrem significa attendere, mediatamente, quasi due anni (668 giorni), prima di vedere saldato il dovuto. Molti più tempo di regioni come Lazio (478 giorni) e Puglia (403 giorni). In un quadro devastante, caratterizzato anche e soprattutto da strutture ospedaliere scadenti, secondo il dossier nel Molise si salvano solo le strutture private (Neuromed e Cattolica). Dunque, sulle spalle di Iorio c’è un futuro di tagli. E’ finita l’epoca d’oro, quella dell’elargizione di finanziamenti a larghe mani (vedi articolo 15, post-terremoto, alluvione, consulenze) che hanno contribuito alle fortune elettorali del Presidente della Giunta Regionale e, per indotto, dei suoi amici. Adesso bisognerà chiudere la cassa e tagliare, iniziando dagli ospedali. Non è detto, però, che sia sufficiente. Il deficit complessivo della sanità molisana, quello maturato in anni di allegra finanza e di reparti doppione per soddisfare i vari amici, ha raggiunto quota 700 milioni di euro. Questo perché, nonostante gli annunci, la Giunta Regionale non ha rispettato il piano di rientro ed anzi ha accumulato ulteriori debiti, allargando sempre di più il buco nero. Insomma, chiudere l’ospedale di Venafro potrebbe non essere sufficiente per riequilibrare i conti pubblici. Probabilmente saranno necessari ulteriori sacrifici: la chiusura dell’ospedale di Larino, l’aumento dei ticket anche per le fasce sociali più deboli, l’incremento delle tasse regionali. Ed anche questo non è detto che basti.
Il commento di Giuseppe Macoretta, segretario della Federazione dei Giovani Democratici di Campobasso
“10, 100, 1000 incarichi. Il governatore, il bi-Commisario, il Presidente, il coordinatore Michele Iorio, può aggiungere un altro trofeo alla sua collezione di incarichi, è stato nominato, da Berlusconi, Commissario per il risanamento dei debiti della sanità Molisana”. Così Giuseppe Macoretta, segretario della Federazione dei Giovani Democratici di Campobasso, commenta l’incarico affidato a Michele Iorio. Macoretta cita l’articolo di Giuseppe Caporale pubblicato oggi (26 luglio 2009) sul quotidiano La Repubblica dal titolo: “Dieci incarichi e sette parenti piazzati chi è l’uomo chiamato a risanare il Molise”. Caporale parla di un debito sanitario che sotto la gestione di Iorio ha superato quota 700 milioni di euro, ovvero 2.000 euro per ogni molisano. Caporale sottolinea, quindi, che nonostante ciò il Governo Berlusconi ha affidato allo stesso Iorio il compito di risanare il bilancio della sanità molisana, con annessi poteri speciali.
“Tanti incarichi fanno pensare che il nostro Governatore abbia notevoli capacità di governo e di amministrazione dei soldi pubblici – commenta Macoretta – Eppure la sanità molisana è sepolta sotto un debito enorme, e costa sempre più ai cittadini molisani. Eppure poi vai a vedere che dopo 7 anni i cittadini dei comuni del cratere sismico sono ancora nelle case di legno, mentre i soldi sono andati via, spesso lontano dai territori terremotati e alluvionati. E in questi anni chi è stato al governo regionale? Chi ha provocato questo dissesto, nonostante i 250 milioni di euro elargiti dal governo Prodi due anni fa? Chi ha già aumentato all’inverosimile le tasse ai molisani per far fronte alle incredibili spese della nostra sanità (solo con la tassa regionale sulla benzina la regione ha incassato 10 milioni di euro l’anno passato) ? – chiede ancora Macoretta – Chi ha 10 parenti nei ruoli di primissimo piano della gestione della sanità nella provincia di Isernia? Chi ha fatto approvare solo un anno fa il piano sanitario regionale, tagliando tantissimi posti letto all’ospedale Cardarelli, senza riuscire a ridurre la spesa ? E chi pagherà le conseguenze di un tale dissennata gestione? – conclude Macoretta – Sempre i cittadini molisani…Un giorno un pastore disse al lupo: fa la guardia alle mie pecore…”.

















