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Valente: “Andrò a votare per il segretario del Pd”

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“In questo momento in Italia per i democratici non esistono alternative. Che Dio ce la mandi buona!”

I quattro candidati alla segreteria regionale del Partito Democratico si sono incartati perché sono tutti rappresentanti di una posizione politica che non esiste.Le loro candidature strategicamente si reggono sul nulla.
Sceglierò uno di loro già sapendo che vincerà Danilo Leva perché i giochi, “ a prescindere”, sono stati già fatti nel modo più sbagliato possibile.
Nessuno di loro rappresenta una scelta condivisa da coloro che appartengono a quella piccola popolazione dei sordomuti del partito (che una volta si chiamava “base”), ma solo dalle solite camarille dei mediocri baroncini che non si rassegnano alla loro definitiva trombatura.
Ho sempre sostenuto come tanti altri che le elezioni si vincono nel momento in cui si presentano le liste. Questa volta i trombati e i futuri trombati hanno fatto gruppo e per il momento vinceranno l’ultima battaglia prima del disastro finale.
 Una sconfitta programmata in partenza, come quella della candidatura di Sorbo alle provinciali di Isernia perché egli era l’espressione apolitica di un blitz da ragionieri elettorali. Allo stesso modo sono perdenti in partenza le candidature di Petraroia o di De Angelis o di Leva o di Di Lisa.
E’ vero che uno di loro sarà eletto, ma non rappresenterà null’altro che la conclusione di un giochetto che non porta da nessuna parte.
Leva e Petraroia avrebbero fatto bene a non presentarsi non solo perché sono consiglieri regionali, ma anche e soprattutto perché non rappresentano alcuna novità.
Leva vincerà l’elezione solamente perché prenderà più voti in un partito ormai sfilacciato su posizioni solo ed esclusivamente personali di valore mediamente poco apprezzabili.
La candidatura di Petraroia è puramente strumentale perché non nasce da un progetto condiviso o da una storia personale che sia in grado di far sognare un futuro radioso.
Petraroia ormai si regge sull’immagine stereotipata del comunista rassegnato ad essere bastonato.
Michele a me appare come la vittima di uno stupro politico che cerca sostegno nell’opinione pubblica solo perché è stato violentato. Se solo avesse tentato un rapporto con quel poco di cultura che vi è nel partito, facendosi forte della sua personale onestà, forse avrebbe potuto avere qualche chance. Purtroppo ragiona da comunista retrò e il futuro sta da un’altra parte.
Mi viene la depressione a pensarlo segretario di un partito che ha bisogno di entusiasmi.
Mimì De Angelis, per il quale ho raccolto anche qualche firma per la sua candidatura, gode della mia personale simpatia, ma è sostenuto da personaggi che non mi piacciono. A cominciare da Pierpaolo Nagni che si sarebbe dovuto candidare a sindaco di Campobasso per quante bugie dice in politica.
Domenico Di Lisa si è voluto candidare ma non ho capito quale sia la sua visione strategica nel partito. In politica valgono anche le storie personali e la segreteria deve essere il luogo di una sintesi politica che non mi sembra gli appartenga. Non credo che la sua vicenda politica personale sia il massimo della coerenza. E’ vero che solo gli imbecilli non cambiano mai idea. Ma i “non-imbecilli” come lui devono, comunque, dimostrare di avere qualche idea. Sinceramente non ho capito il motivo per cui dovrebbe essere il segretario regionale del Partito Democratico.
Rimane Danilo Leva. Avrei visto piuttosto Antonio D’Ambrosio candidato al suo posto per una questione di affinità elettiva e per la simpatia che fuori del partito riesce a conquistare.
Ma Antonio D’Ambrosio legge troppo e certe volte non si fa i fatti suoi e allora non sarebbe stato controllabile dai manovratori occulti della disciolta gerarchia ulivista che si è concentrata attorno a Danilo Leva.
Danilo Leva è sfacciatamente figlio di un compromesso e perciò sarà segretario.

Franco Valente

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