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Precari della scuola: “La Regione ha disatteso gli impegni”

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Nel Molise 480 lavoratori perderanno il lavoro. Si preparano manifestazioni di protesta


Delusi dalla  Regione Molise e con un futuro molto incerto. Questo è il dramma vissuto dai 480 precari delle scuole molisane che rischiano seriamente il posto di lavoro per effetto dei tagli frutto della “riforma” Gelmini. In una nota dai toni molto duri, il Coordinamento Molisano dei precari della Scuola critica la regione per avere “disatteso gli impegni presi a partire dal tavolo ufficiale, che non è stato convocato e che avrebbe dovuto dare risposte concrete all’emergenza scuole nella nostra regione”. Il coordinamento sottolinea  che licenziamenti denunciati in questi mesi ci sono tutti, nessuno ha sinora smentito la realtà dei tagli al personale delle scuole molisane: 480 lavoratori, docenti e ata, stanno per perdere il proprio posto, dopo anni di servizio e precariato. “A breve la scuola molisana sarà più povera – afferma il coordinamento dei precari nella nota inviata alla stampa -  l’offerta formativa non potrà essere garantita, in molti comuni alunni e famiglie saranno costretti a significative penalizzazioni e a grandi disagi. La scuola non produce merci e non deve rispondere a logiche mercantili perché non è un’azienda in cui si  può decidere di aumentare o ridurre la produzione in base alla convenienza economica”. Il coordinamento ricorda che sono numerose le proteste e le mobilitazioni esplose su tutto il territorio nazionale (Salerno, Agrigento, Taranto, ecc.), dove i precari hanno già occupato i provveditorati  e analoghe e più eclatanti iniziative si stanno preparando ovunque. Quindi si dichiara la totale indisponibilità ad accettare una prassi politica nazionale  che, oltre a calpestare la Costituzione e il diritto al lavoro, mira a smantellare la scuola pubblica italiana. Quindi si sottolinea che ancor più gravi saranno le ripercussioni per le scuole situate nei piccoli e medi comuni, nei quali non potranno  più essere garantiti il diritto allo studio e la qualità dell’offerta formativa. Infine si annuncia l’intenzione di aderire a tutte le iniziative nazionali e di organizzare in Regione, concretamente e nell’immediato, diverse azioni di protesta: occupazioni, sit in, presidi permanenti, ecc. “Auspichiamo – conclude la nota del Coordinamento dei precari – la partecipazione e il sostegno di tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei propri figli, la salvaguardia della scuola pubblica italiana e del diritto all’istruzione”.

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