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Valente racconta i popoli in movimento intorno al Matese

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Sanniti, Romani, Longobardi e Normanni. Nello splendido Teatro di Altilia la storia rivivrà sotto le stelle


Sabato 22 agosto 2009, presso il Teatro romano di Altilia – Saepinum, alle ore 20.30 Franco Valente racconta: “Popoli in movimento intorno al Matese: Sanniti, Romani, Longobardi e Normanni”. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Sepino, offrirà, sulla ribalta dell’antico teatro, immagini spesso inedite che narreranno l’epopea delle popolazioni che si sono alternate nel dominio del Matese, una montagna che ancora, per molti versi, è misteriosa. Al di là delle considerazioni sul patrimonio paesaggistico, il Matese conserva, attraverso le testimonianze archeologiche, monumentali e archivistiche, la memoria registrata di avvenimenti che hanno fatto la storia dell’Italia meridionale. Dai racconti di Franco Valente, tutti documentati scientificamente, viene fuori uno scenario in cui tutti le singole storie sembrano legate da un unico filo conduttore che, complessivamente, rappresenta la matrice virtuale della realtà attuale. E’ un modo di raccontare la storia che attira sempre più gente perché fatto per raggiungere ogni tipo di ascoltatore. La storia molto spesso viene considerata una materia per addetti ai lavori. Ciò deriva da una difficoltà oggettiva di comunicare una materia che molti ritengono relegata all’interno delle biblioteche e degli archivi. Franco Valente cerca di facilitare l’approccio al passato spiegando ed esaltando ciò che è davanti agli occhi di tutti, nella convinzione che tutti possano consapevolmente sentirsi partecipi delle radici del proprio territorio se vengono fornite le chiavi di lettura. Il teatro di Sepino, con la sua stratificazione di edifici rinascimentali su un impianto romano rappresenta un luogo irripetibile per dimostrare che la storia globale di una territorio ha lasciato tracce indelebili che devono solo essere interpretate. Parlare di Sanniti, di Romani, di Longobardi e di Normanni in questo luogo significa nella sostanza evocare gli spiriti di coloro che questi luoghi hanno conquistato, amministrato, difeso e cambiato lasciando volta per volta la traccia del loro passaggio.

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