Precari della scuola, la protesta arriva in Consiglio Regionale
Martedì 8 settembre la manifestazione organizzata dal Coordinamento molisano. Il Prc aderisce
Delusi dalla Regione che non ha mantenuto le promesse fatte e sul punto di perdere il lavoro per effetto delle scelte del Governo Berlusconi, anche nel Molise i precari della scuola preparano una manifestazione di protesta che si terrà martedì 8 settembre a Campobasso, davanti alla sede del Consiglio Regionale. Con il passare dei giorni il movimento si va estendendo in tutta Italia. Migliaia di docenti e personale amministrativo difendono il proprio futuro e dopo anni d’incertezza non accettano in silenzio di essere mandati a casa con un semplice indennizzo. Le manifestazioni di protesta si moltiplicano in tutta Italia e dunque anche nel Molise i lavoratori della scuola faranno sentire la propria voce. Intanto Rifondazione Comunista con una nota inviata alla stampa annuncia il proprio sostegno alla manifestazione di protesta dell’8 settembre, sollecitando gli iscritti ed i simpatizzanti a partecipare.
“La ministra della “pubblica distruzione”, utilizzando il dileggio dei lavoratori pubblici, la disinformazione e le menzogne, ha varato un decreto che mette praticamente in ginocchio tutta la Scuola Pubblica e prevede la perdita di oltre centocinquanta mila posti di lavoro in tre anni tra personale docente e ATA – si afferma nella nota di Rifondazione Comunista - In effetti, si tratta del più grande licenziamento di massa realizzato da un governo italiano dal dopoguerra ad oggi: non osiamo immaginare cosa ancora saranno capaci di fare nel futuro! Si capisce bene quanto questo Governo, mendace e autoritario, abbia interesse a smantellare tutta l’area della conoscenza per degradare la qualità dell’offerta formativa pubblica e costruire così una nuova generazione inebetita e “resettata”, vuotata di valori e di memoria, indifesa e malleabile dal potere. La lotta dei precari della scuola diventa così emblematica poiché diviene davvero lotta per la difesa della democrazia e per l’avvenire dei giovani”. Il Partito della Rifondazione Comunista ricorda di avere sostenuto, dalla prima ora e a tutti i livelli, la protesta del Coordinamento dei Precari Scuola, condividendone tutta la piattaforma programmatica e le mobilitazioni. “Accogliamo positivamente il fatto che anche altre forze politiche finalmente si siano accorte del crescente disagio di questi lavoratori – prosegue la nota del Prc - È doveroso riconoscere in tutto ciò il ruolo e l’impegno che la CGIL ha profuso nel sostenere tutte le rivendicazioni dei precari in agitazione. Spiace invece constatare il ruolo ambiguo di altri sindacati, che sono stati assenti o contrari a sostenere in piazza le ragioni dei lavoratori precari della scuola. Per quanto ci riguarda, non esiste alcuna differenza tra la lotta degli operai di Melfi o di Porto Torres e quella dei docenti di Messina o di Napoli. Tutti i lavoratori oggi sono “sotto attacco” di questo governo e subiscono gli effetti di una ristrutturazione capitalistica di portata internazionale – si afferma nel comunicato del Prc - la cui la crisi non è altro che un effetto di questo devastante processo che deve togliere diritti e risorse ai lavoratori e ai ceti deboli ed eliminare i servizi sociali e pubblici strategici del Paese, per poi riconsegnarli al profitto dei padroni. Tutti più poveri, insomma, in termini di salario, di condizioni di vita, di libertà, di agibilità generali e di diritti sociali e nel lavoro. Si aprono scenari davvero inquietanti per il nostro paese e soltanto l’unità delle lotte di tutti i lavoratori potrà vanificare e sconfiggere questo nefasto disegno politico. La storia ci ha insegnato che soltanto la lotta paga e fa ottenere ai lavoratori risultati concreti in termini di avanzamento sociale e di conquista e di difesa dei propri diritti. La vittoria degli operai dell’Innse – termina la nota del Prc – sta ancora lì a dimostrarcelo”.

















