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“Ancora nei prefabbricati”

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Claudio Nuonno, segretario del circolo Pd, solleva il caso della struttura scolastica che ospita gli i bambini del centro storico di Larino


“Quella che doveva essere una sistemazione precaria sta diventando sempre più definitiva”. Questo è il commento di Claudio Nuonno, segretario del Circolo Pd di Larino in merito alla collocazione dei bambini del Centro Storico nel prefabbricato al Piano S. Leonardo. A dire di Nuonno i tempi si preannunciano ancora lunghi, perché al momento, da parte dell’amministrazione comunale, siamo alla fase della presentazione dei progetti. “Considerato il tempo che intercorre, in Italia, tra l’annuncio di un progetto, la sua realizzazione, il reperimento di fondi e la consegna dell’opera finita (non mancano innumerevoli esempi in merito) – afferma Nuonno – tra non meno di dieci anni la scuola sarà pronta”.  Il segretario del Circolo Pd di Larino pone una serie di domande: potevano essere impegnati i locali dell’ex carcere per le scuole elementari del centro storico, una volta liberati dagli uffici comunali ?  C’è stato il tempo per discutere di un’idea del genere? “Domanda retorica e risposta scontata : purtroppo no – ha affermato Nuonno – Si è preferita la politica dei figli e dei figliastri, ed i locali dell’ex carcere sono stati svuotati per fare posto all’IMA Molise.  Con una celerità che mai si è vista in giro. E così nessuno spazio per nessuno : né per le elementari, né per i medici di base (che finalmente vanno altrove), né per altre associazioni (magari costrette ad emigrare nei paraggi), né per qualsiasi altra iniziativa non meno meritevole dell’IMA Molise”. Nuonno invita ad aprire il dibattito, chiedendo: è  possibile destinare gratuitamente un edificio pubblico ad una associazione privata? Quali conseguenze politiche implica il sorgere di una tale idrovora di risorse economiche e finanziarie, pubbliche? E’ necessario che impegni oltre 1500 metri quadrati ? Perché non condividere gli spazi con altri ? “Il problema è, e mi auguro di sbagliare – conclude Nuonno – che certe scelte sono frutto di esigenze personali e elettoralistiche che purtroppo mal si conciliano con gli interessi della collettività.  Insomma, buona pace ai ‘comuni mortali’ e via libera agli ‘immortali’”.

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