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Caduti in Afghanistan, si riapre la ferita

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Dopo Di Lisio altri 6 soldati Italiani vittime di un attentato. I messaggi di cordoglio dal Molise

Anche dal Molise sono stati numerosi i messaggi di cordoglio per la morte di 6 soldati italiani in Afghanistan. Purtroppo questo nuovo tragico episodio di guerra, accade a distanza di poco tempo dalla morte di Alessandro Di Lisio, il giovane molisano di 25 anni Artificiere dell’Ottavo genio guastatori della Folgore caduto anch’esso in Afghanistan.

Di seguito i messaggi di cordoglio.
 

Michele Iorio, Presidente della Giunta Regionale

“A nome mio personale e di tutto il Molise esprimo i più vivi sentimenti di cordoglio per le vittime del vile attentato di questa mattina. La nostra regione ha già pagato un duro prezzo per la difesa della libertà e della democrazia per quello sfortunato Paese che è l’Afghanistan.
Comprendiamo quindi pienamente lo strazio dei genitori delle vittime, il dolore dei commilitoni e lo sconcerto dei cittadini delle comunità da cui questi giovani provengono. Formulo, dunque, ai familiari dei caduti le più vive condoglianze con la certezza che il sacrificio di questi altri sei eroi italiani non verrà dimenticato e sarà un triste, ma utile tassello per la costruzione di quel duro e faticoso percorso che dovrà portare a pacificare l’Afghanistan, dare stabilità a quella regione e sconfiggere il terrorismo internazionale”.
 

Il Presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, ed i capigruppo

Nel corso della riunione dei capigruppo della Provincia di Isernia si è appresa la notizia dell’attentato in Afghanistan. Pertanto la conferenza di capigruppo ha espresso la propria solidarietà e vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, impegnandosi inoltre a redigere un documento da sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale che si riunirà il 24 settembre 2009. Al cordoglio dei capigruppo si unisce anche quello del presidente della Provincia Luigi Mazzuto che sottolinea come la storia contemporanea ci dimostra che il sacrificio di vite umane a servizio del conseguimento della pace dell’umanità sia un tributo purtroppo da pagare. “Il vile attentato di innegabile matrice terroristica – dichiara Mazzuto – dimostra ancora una volta l’incomprensibile disegno distruttivo dei talebani in Medio Oriente. In questo momento di lutto, il mio abbraccio giunga alle giovani vittime e alle loro famiglie. Al Corpo dei Paracadutisti della Folgore che, dopo il molisano Alessandro Di Lisio, morto nel luglio scorso, annuncia un nuovo drammatico bollettino di eroi caduti per la pace, va il mio più sentito cordoglio. A tutti i militari che rappresentano i colori della nostra Patria impegnati nel Mondo in missioni di pace, dico di non lasciarsi intimorire da simili episodi di umana crudeltà ma di perseverare nella strada della democrazia e della pace”.

L’Eurodeputato Aldo Patriciello

L’onorevole Aldo Patriciello esprime alle famiglie delle vittime italiane dell’attentato a Kabul di questa mattina il proprio cordoglio per questo vile attacco terroristico all’Italia e all’intera coalizione impegnata in Afghanistan in missione di pace.

La Lega Sannita

“Il partito della Lega Sannita nell’esprimere il cordoglio ai famigliari dei militari italiani caduti e ai militari feriti chiedono che sia fatta chiarezza – definitivamente e pubblicamente – sulle reali condizioni di sicurezza in cui operano i militari in Italia e nel mondo. E’ gravissimo che i nostri militari continuino ad operare sulla insicurezza dei mezzi Lince, oggi bare dei caduti di Kabul”. A dichiaralo è Lorenzo Lommano presidente della La Lega Sannita che chiede prima al governo e poi al parlamento, l’immediato ritiro delle truppe italiane dall’Afganistan e possibilmente anche dal Libano. “Si badi bene, questa richiesta non è dettata dall’onda dell’emozione – afferma Lommano – ma dalla certezza che i nostri militari non debbano più morire per mano vile dei terroristi che vedono la nostra presenza, purtroppo, come invasori. Allo stato attuale – ha concluso Lommano -  non esistono le condizioni di sicurezza per i nostri militari all’estero e pertanto, è preferibile che questi nostri militari professionisti facciano attività di sicurezza nelle nostre città,  che finire uno alla volta dentro una bara. Che venga decretato il lutto nazionale”.

L’Arcivescovo di Campobasso- Bojano, Monsignor Bregatini

La tragedia dei sei giovani soldati italiani in Afghanistan prolunga la scia di pianto generata dalla morte di Alessandro Di Lisio e interpella ad alta voce la nostra coscienza di cittadini e di cristiani.
Il cordoglio delle famiglie è anche il nostro dolore e piena e convinta è la nostra partecipazione al lutto che abbruna le bandiere e colpisce l’intera comunità nazionale e le istituzioni. Ma l’emozione del momento non detta certo le risposte più chiare e serene.  E’ la parola del Vangelo – svincolata dall’oscillare dei sentimenti – che invece può guidare verso prospettive più alte, più universali, più nuove per la soluzione dei conflitti che insanguinano i popoli della terra. Non si uscirà mai dalla spirale di morte che soffoca il mondo se non imboccando la strada dell’umanizzazione dei rapporti fra le genti, che non è utopia di sognatori.  Occorre uno sforzo di coraggio, è urgente il coraggio della pace. La parola del Vangelo chiama ad una rivoluzione che “trasforma le spade in aratri” e capovolge le logiche della vendetta in abbracci di perdono, di cooperazione, di corresponsabilità nella convivenza di uomini e donne che hanno diverso grado di sviluppo, diverse civiltà, diverse religioni e che, da relazioni ostili o diffidenti, devono essere accompagnati alla civiltà dell’amore invocata anche dalla recente enciclica di Benedetto XVI (nn. 58-60). Continuiamo, perciò, a pregare – come ai funerali di Alessandro – perché questo sangue non sia stato sparso invano.
 

Il Presidente del Consiglio Regionale del Molise, Michele Picciano

“Esprimo a nome personale e del Consiglio regionale, con profonda emozione e dolore, i sentimenti di cordoglio e vicinanza verso i familiari dei soldati caduti a kabul in un attentato vile ed odioso. Il Molise, che ha da poco vissuto la tragedia della morte analoghe circostanze  di un suo figlio, il caporale Alessandro Di Lisio, comprende appieno e condivide i sentimenti di dolore dei familiari, dei commilitoni dei caduti, dell’Esercito italiano, della Folgore, per questo tributo di vite umane sacrificate per la difesa democrazia, della sicurezza internazionale, della pace ed  esprime per questo profonda riconoscenza. Oggi è un giorno di dolore, ma l’accaduto richiede l’apertura di una profonda riflessione di tutti per  capire con l’impegno per obiettivi irrinunciabili di convivenza civile possano essere mantenuti e perseguiti  in maniera sicura in considerazione  di un prevedibile, ulteriore imbarbarimento della azione dei terroristi.

La Confcommercio del Molise

Nell’esprimere tutto il proprio cordoglio per le vittime del vile attentato terroristico di Kabul, la Confcommercio Molise invita tutte le imprese, associate e non,  a voler sospendere in occasione delle esequie di Stato  le proprie attività in segno di lutto. Questo per fornire un visibile momento di solidarietà ai familiari dei militari caduti e di convinta ed unanime condanna dell’attacco perpetrato nei confronti dei nostri soldati. Fidando nella sensibilità di tutti gli imprenditori e operatori economici locali e ringraziando per la diffusione che gli organi di informazione vorranno dare al presente invito si porgono i più cordiali saluti.

Il Movimento Regionale del Guerriero Sannita

Oggi non esiste “una verità”, ve ne sono tante di “verità”: ognuno crede di possederla ed ognuno sente il bisogno di spifferare ai quattro venti la sua opinione, cruda o addolcita, retorica, spesso ipocrita, quasi sempre espressione di “posizioni ed idee precostituite”. Il Movimento Regionale del Guerriero Sannita ritiene che di fronte alla realtà degli accadimenti in cui sei soldati della Folgore sono caduti per un’imboscata nel centro di Kabul, esiste una sola possibilità per esprimere al meglio il proprio pensiero: “ la verità del silenzio”, che è molto più adeguata di tante inutili parole di circostanza che a nulla servono se non ad aumentare, con una cortina di nebbia od una patina di zucchero, l’opinione pubblica. Meglio dire pane al pane e vino al vino, ma con serena determinazione in un secondo tempo: ora e’ meglio tacere.
 

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