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Treni, l’odissea dei Molisani

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Treni, l’odissea dei Molisani

Il Movimento Consumatori denuncia i disagi dovuti ai ritardi, alle soppressioni, ai bagni chiusi. E a Roma si parte dal binario 26

Sempre peggio. Il Movimento Consumatori continua a denunciare i disagi che sono costretti a subire i cittadini molisani che utilizzano il treno. Il quadro descritto è desolante. Ad esempio venerdì 2 ottobre il treno che parte da Roma alle ore 19,42 per raggiungere Campobasso viene posizionato sul binario 26 della Stazione Termini. I viaggiatori, con il cuore in gola ed in bagagli a mano, sono stati costretti a percorrere una distanza infinita. Poi, una volta saliti su, hanno scoperto che il bagno del convoglio era chiuso e inservibile, segno che il minuetto molisano non era stato oggetto del dovuto intervento nel deposito romano. A quel punto il giovane e cortese capotreno   comunica la sosta straordinaria a Cassino (dove l’ultimo treno da Roma normalmente  non ferma) per i bisogni fisiologici dei viaggiatori. Ma chi ha avuto la necessità del bagno dopo Cassino ha dovuto trattenersi e “stringere le gambe” perché il treno era in ritardo e ad Isernia e Bojano i servizi igienici erano chiusi. Questo è il quadro.

 poleggi_i.jpg  (Filippo Poleggi)

“Intanto si  conferma  la  linea di Moretti che munge denaro pubblico dal sistema ferroviario locale per finanziare “superstar” e treni rossi vari  che riguardano una minoranza di viaggiatori – afferma Filippo Poleggi, presidente della Sezione di Campobasso del Movimento Consumatori -  Sulle linee tirrenica e adriatica gli intercity  sono stati ridotti, i “treni  popolari a lunga percorrenza”.Un particolare trattamento viene riservato ai molisani. Infatti a quanto è dato sapere si progetta di sopprimere dal prossimo 1 gennaio le fermate delle quattro corse di eurostar che attualmente sostano a Termoli. Il 15 settembre  con un nostro intervento pubblico abbiamo tentato di attirare l’attenzione  degli organi politici competenti sull’ultimo provvedimento di Ferrovie italiane  riservato al Molise, il trasferimento dei D.C.O.  (posti di comando del traffico ferroviario) di Campobasso e Isernia agli impianti di Bari – afferma ancora Poleggi – Questo provvedimento, scrivevamo, peggiorerà ancora il servizio ferroviario nella nostra regione perché i DCO da Bari dovranno utilizzare la linea di comunicazione principale per gestire il movimento regionale ed è facile prevedere, per gl’ingolfamenti, quante volte le situazioni molisane “passeranno in coda o saranno messe in attesa” con ripercussioni negative sul traffico ferroviario molisano. I ritardi sono incominciati da subito, come ben sanno i pendolari, ma il 2 ottobre, il sistema è scoppiato – prosegue Poleggi – Si sono verificati, per più treni, fino a 40 minuti di ritardo. Il sistema precedente era “circolare”, le comunicazioni passavano sulle linee di Roma e Napoli delle ferrovie con più snellezza e buoni risultati. Il 2  e 3 ottobre la linea Telecom da Bari era sovraccarica e i viaggiatori molisani hanno pagato il prezzo”. Il Movimento Consumatori ha annunciato che riprenderà subito la campagna nazionale “Diritti in treno”  e quella regionale che da tre anni viene condotta contro il processo di impoverimento delle ferrovie molisane. “Il Governo regionale imponga il tavolo delle trattative – dichiara ancora Poleggi – coinvolga i soggetti sociali, applichi la disposizione di legge per la costituzione dell’osservatorio sul sistema ferroviario locale per non essere costretto a rincorrere sempre e senza risultati Ferrovie italiane.  Noi continueremo con la massima durezza, vista la sordità di Ferrovie italiane, la battaglia per una vera liberalizzazione,per fare le gare, smetterla con Ferrovie che piange e sfrutta il sistema locale – conclude Poleggi – mungendo soldi pubblici dei cittadini, per il diritto dei viaggiatori ad avere un servizio come si deve”

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