Caterina: “Non più di due mandati per il Presidente della Giunta regionale”
Il coordinatore molisano dell’IdVavanza una serie di proposte sul nuovo statuto
Riceviamo e pubblichiamo
“Lo sbocco che avrà il dibattito in corso sul nuovo Statuto Regionale sarà determinante per il futuro del Molise. Infatti oggi si stanno riscrivendo le regole che possono favorire la governabilità, oppure rendere ancora più macchinosa la macchina amministrativa degli Enti locali. Il passaggio è molto delicato e quindi l’Italia dei Valori ritiene che si debba partire da una netta e chiara riduzione dei centri decisionali, tagliando i costi della politica e avvicinando le Istituzioni ai cittadini. In termini concreti questo significa mettere fine ad una serie di Enti ormai inutili che rimangono in piedi solo per alimentare il personale politico. Pensiamo, ad esempio, alle Province che in assenza di deleghe da parte della Regione sono svuotate di funzioni importanti. Ancora più emblematica è la situazione delle Comunità Montane, ridotte di numero ma assolutamente prive di compiti di programmazione e amministrazione. Un quadro che riguarda anche moltissimi piccoli Comuni, le cui difficoltà finanziarie sono destinate ad aumentare per effetto della costante riduzione delle risorse finanziarie Statali. Per far fronte a questa situazione è indispensabile un vasto riordino istituzionale che induca obbligatoriamente i Comuni fino a 2.000 abitanti ad associarsi per gestire i servizi primari, pena il taglio delle risorse regionali. Si tratta di un percorso doloroso ma necessario se si vuole concretamente ridurre gli sprechi e migliorare la governabilità e quindi la qualità della vita dei cittadini. Ma è anche indispensabile che lo Statuto definisca con chiarezza il rapporto tra gli organi della Regione, ovvero Presidente della Giunta, esecutivo e Consiglio. A tal proposito è auspicabile una norma che preveda per il Presidente non più di due mandati consecutivi. Una formula applicata con ottimi risultati per i Sindaci e per i presidenti delle Province che ha messo fine a rendite politiche che duravano decenni ed ha aperto le porte al rinnovamento e all’alternanza. D’altronde la riduzione temporale del mandato è anche una forma di bilanciamento dei vasti poteri attribuiti al Presidente attraverso l’elezione diretta. Ritengo, inoltre, che bisogna riequilibrare il rapporto tra Consiglio Regionale ed esecutivo. Questo obiettivo si può raggiungere solo assegnando agli Assessori nominati dal Presidente un ruolo diverso rispetto a quello fin qui esercitato, così come previsto dai Decreti legislativi di attuazione delle Leggi Bassanini. In pratica l’Assessore va scelto all’esterno del Consiglio regionale, il che significa stabilire l’incompatibilità tra le due funzioni, tenendo presente che il Consigliere viene eletto direttamente dai cittadini e quindi oltre al potere di legiferare deve esercitare un controllo sull’operato dell’esecutivo. L’Assessore, invece, essendo esterno al Consiglio Regionale deve essere designato dal Presidente della Giunta sulla base di un rapporto di fiducia. Seguendo questa logica va rivisto anche il trattamento economico e lo stato giuridico dell’Assessore, collocandolo in una posizione inferiore rispetto al Consigliere regionale. Mi sembra che siano queste le basi di un confronto sul nuovo Statuto della Regione che possano consentire il rilancio di un’Istituzione che governa il presente e il futuro del Molise”.
Giuseppe Caterina – Coordinatore Regionale dell’Italia dei Valori

















