Sette giorni di tempo, poi il ricorso
Sorbo scrive a Mazzuto e chiede di rimodulare la giunta per assicurare pari opportunità uomo-donna. Altrimenti si rilvolgerà al Tar
Sette giorni di tempo. Questo è il tempo che Antonio Sorbo, capogruppo di Sinistra e Libertà in Consiglio provinciale, ha concesso al Presidente dell’Ente di Via Berta, Luigi Mazzuto, per rimodulare la giunta, oggi costituita da soli maschi e, nel rispetto dello Statuto, assicurare le pari opportunità uomo-donna con le presenze femminili. Superati i sette giorni Sorbo produrrà un ricorso al Tar per chiedere l’azzeramento dell’esecutivo. Potrebbe, quindi, ripetersi ciò che è accaduto alla Provincia di Taranto, il cui presidente ha dovuto rifare la Giunta per effetto della sentenza del Tar di Lecce, che stabili il principio di pari opportunità uomo – donna. Antonio Sorbo ha invitato Mazzuto ad intervenire attraverso una lettera che è stata inviata anche al Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che a proposito della vicenda di Taranto commentò: “ben venga un intervento del Tar a rimettere le cose a posto”. Ma ecco il testo integrale della missiva.
“Gentile presidente,
le scrivo per chiederle ufficialmente e formalmente di rimodulare la sua giunta provinciale in modo da garantire la pari opportunità uomo-donna.
Come ricorderà in occasione dell’ultima seduta del Consiglio provinciale, intervenendo nella discussione sulla sua relazione programmatica, le contestai il mancato rispetto, nella formulazione dell’esecutivo, di quanto previsto dallo Statuto della Provincia di Isernia all’art. 26 comma 5, laddove si afferma che “per la composizione della Giunta il Presidente assicura la pari opportunità uomo-donna”. Lo Statuto prevede, in un comma precedente dello stesso articolo, che la giunta provinciale è composta dal presidente e da otto assessori. Lei, come presidente, ha nominato otto assessori tutti maschi, disattendendo quanto stabilito dallo Statuto poiché è lampante ed indiscutibile il fatto che non risulta assicurata la “pari opportunità uomo-donna”.
Una singolare coincidenza ha voluto che il giorno stesso in cui io intervenivo in Consiglio provinciale per richiamarla al rispetto dello Statuto, il Tar di Lecce accoglieva il ricorso di un’associazione che aveva chiesto l’annullamento delle nomine degli assessori della Provincia di Taranto proprio perché tutti maschi. I giudici avevano disposto che entro 30 giorni doveva essere assicurata la presenza di entrambi i sessi nell’esecutivo. Il presidente della Provincia di Taranto di centrosinistra ha deciso di adempiere subito alla sentenza del Tar senza prolungare oltre il procedimento giudiziario, sciogliendo la giunta e rimodulandola con la presenza femminile, a dimostrazione di una grande sensibilità verso le problematiche delle pari opportunità uomo-donna. La sentenza del Tar di Lecce ha indotto l’on. Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità (che legge per conoscenza) a dichiarare che “un buon amministratore, un politico attento, dovrebbe mostrare sensibilità nei confronti delle donne e garantire una adeguata rappresentanza della componente femminile in ciascun organismo, a prescindere dalle quote rosa”, soprattutto – mi sento di aggiungere a quanto detto dal ministro – quando ciò è espressamente previsto da uno Statuto. Parole, quelle dell’on. Carfagna, che mi sento di condividere in pieno e che mi hanno indotto, con la presente, a chiederle formalmente di procedere alla rimodulazione della giunta provinciale di Isernia assicurando, come prevede lo Statuto, le pari opportunità uomo-donna con la presenza della componente femminile nell’esecutivo.
Confido, per usare le parole del ministro Carfagna, nella sua “sensibilità”, convinto che lei non vorrà sottrarsi ad uno dei suoi precisi doveri istituzionali, quello cioè di dare piena applicazione a quanto previsto dallo Statuto e, nel caso specifico, a quanto stabilito dall’art. 26 comma 5.
Pur tuttavia debbo avvisarla che se entro sette giorni dalla data di deposito della presente nota all’ufficio protocollo della Provincia lei non provvederà a sanare il “vulnus” inferto allo Statuto provinciale e non procederà, quindi, alla nomina della componente femminile nella sua giunta, mi vedrò costretto a ricorrere al Tar Molise per chiedere l’annullamento dei decreti di nomina degli assessori provinciali attualmente in carica. In ciò confortato dalle parole del ministro Carfagna che, sempre all’indomani dell’ormai famosa sentenza del Tar di Lecce, ha dichiarato che se manca la sensibilità nei confronti delle donne e se non è garantita una adeguata rappresentanza della componente femminile, “ben venga un intervento del Tar a rimettere le cose a posto. Antonio Sorbo – Capogruppo di “Sinistra e Libertà” Consiglio Provinciale di Isernia”

















