Il Consigliere regionale illustra i sedici emendamenti che ha presentato. Tra i punti principali la tutela dei consumatori
Riceviamo e pubblichiamo
Con l’imminente discussione degli emendamenti alla proposta di Statuto al vaglio del Consiglio Regionale ci accingiamo a definire la prima stesura dell’importante Carta Costituzionale regionale. In questo senso ho presentato sedici emendamenti migliorativi della proposta in esame.
In primo luogo ritengo che sia fondamentale aggiungere nei principi dello Statuto un chiaro riferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Essa risponde alla necessità di definire un gruppo di diritti e di libertà di eccezionale rilevanza a garanzia di tutti i cittadini dell’Unione. Essa ha un forte valore politico e rende esplicita e solenne la serie di valori che la Corte di giustizia delle Comunità Europee si è riservata di difendere.
Altro punto qualificante riguarda il diritto di informazione dei cittadini molisani, tutelando la libertà di manifestare il pensiero con la stampa e con ogni altro mezzo di diffusione (radio, televisione, internet, teatro, cinema); tutelando il diritto di ogni cittadino, così come riconosciuto dalla Legge 241/1990, di accedere ai documenti amministrativi ma anche a tutte quelle informazioni riguardanti il mondo del lavoro, l’occupazione, gli investimenti, la tutela del diritto alla salute e dell’ambiente regionale.
Nella proposta, inoltre, ho provveduto ad inserire un nuovo emendamento riguardante la tutela dei consumatori con il quale la Regione si pone a difesa degli interessi e dei diritti fondamentali dei cittadini; a protezione della salute e della sicurezza, alla tutela degli interessi economici, a conoscere i propri diritti e a far valere le proprie ragioni, il diritto a essere rappresentati e ascoltati presso le istituzioni, il diritto a vivere in un ambiente sano e a compiere scelte di consumo etiche e responsabili.
Ritengo, inoltre, che occorra ridare senso al voto popolare, non senza porre in essere alcune riforme nella legge elettorale, tali da bilanciare lo strapotere dei Governatori sia nei confronti dell’assemblea legislativa che degli altri attori sociali, economici e politici di questa regione.
In questa direzione ho ribadito, attraverso un emendamento, la mia contrarietà all’elezione diretta del presidente della Giunta Regionale, auspicando che l’aula trovi i numeri necessari per un ritorno alla forma assembleare, non senza però alcuni cambiamenti, dovuti sia al particolare momento economico che ad una nuova visione delle esigenze di questa regione, evitando in questo modo una ulteriore frammentazione territoriale e politica che non giova sicuramente agli interessi complessivi dell’intero territorio. E’ questo il senso del mio emendamento che prevede la riduzione dei consiglieri regionali a 25 unità, sulla base di una unica circoscrizione regionale. Non si giustifica più, infatti, una suddivisione territoriale in un territorio che registra un decremento del proprio numero di abitanti e che troppo spesso ha guardato agli interessi localistici. In questo senso sarà il partito o la coalizione dei partiti, con maggioranza anche relativa dei voti espressi, ad aver diritto all’elezione di 16 consiglieri, mentre i restanti 9 saranno attribuiti ai partiti e/o alle coalizioni in base al calcolo già in vigore nella precedente legge regionale.
In questo modo verrebbe soppresso anche il cosiddetto “listino” che tanti danni ha fatto nella vita politica regionale, causando l’allontanamento di tanti cittadini ed un clima di rassegnazione nel corpo elettorale. Sarà la futura legge elettorale ad indicare i modi; in caso di mozione di sfiducia ribadisco che il nuovo Presidente venga designato tra i consiglieri regionali che abbiano riportato i maggiori consensi nell’ambito del partito/coalizione di maggioranza relativa.
Infine ho proposto l’istituzione del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro, organismo di consultazione e concertazione che risponde proprio a quelle richieste che la società molisana avanza da tempo, essere cioè protagonista consapevole delle scelte programmatiche della Regione Molise, creando un mezzo di trasmissione istituzionale, l’anello di congiunzione tra l’associazionismo, il sindacato, le onlus, le associazioni di categorie, di consumatori e di utenti. Un organismo che sia momento di incontro tra il mondo che produce e che vive il territorio e la politica che deve programmare strategie sempre più adeguate.
Michelangelo Bonomolo - Consigliere Regionale





























