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Paglione: “Ecco perchè chiedo di sostenere Bersani e Petraroia”

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“Non credo che l’essere scesi al 12% a livello regionale e a meno del 9% in provincia di Isernia, negli ultimi due anni, sia colpa del destino”.

Pubblichiamo l’intervento con il quale Candido Paglione, capolista nel Molise per l’assemblea nazionale del Pd, spiega perchè ha deciso di sostenere Bersani, segretario nazionale e Petraroia, segretario regionale.

«Mi convince l’idea di partito organizzato e strutturato su basi solide che ha Bersani. Un partito degli iscritti che utilizza i circoli (quelle che una volta si chiamavano sezioni) per discutere e soprattutto per ascoltare, insomma un partito radicato sul territorio che si riprende la sua funzione fondamentale di luogo della selezione della classe dirigente.
Un partito aperto, plurale, democratico davvero; il contrario del partito militarizzato, dove ogni distinguo è vissuto con fastidio. Un partito, invece, che fa della pluralità un elemento di ricchezza e non un ostacolo.
Un partito, il PD di Bersani, che guarda ai ceti popolari e ai ceti produttivi, dai quali ci siamo colpevolmente staccati, da un po’ di tempo.
E ancora: un partito del lavoro, laico, di sinistra e dei diritti civili. Un partito dove si debba poter ancora pronunciare la parola sinistra. Un partito, soprattutto, che mantenga ben riconoscibili le proprie identità.
Un partito – dice Paglione – che sa guardare a sinistra, ma che è capace di cercare il dialogo con le forze riformiste moderate che sono presenti nel Parlamento.
Un PD, insomma, che lavora per costruire un ampio schieramento di centro sinistra, riconoscendo il valore degli altri, e che abbandona l’idea bislacca dell’autosufficienza.
Un PD che sta dentro a un progetto di bipolarismo e non di bipartitismo. Un partito che si assume pienamente la responsabilità di scegliere la propria classe dirigente.
E poi- prosegue l’ex consigliere regionale – un partito dei territori e della sussidiarietà, un PD dei giovani (ma non dei conflitti tra le generazioni). Un Partito dove sia facile entrare e contare, dove un militante di lungo corso si senta utile e non un vecchio “arnese” della politica. Io personalmente credo che un partito senza giovani è un partito già morto, ma un partito senza vecchi è un partito triste e malato.
Io immagino un Partito dove il rispetto dell’altro sia la parola d’ordine. Un partito dove rinnovare vuol dire aprire le porte senza avere paura.
Un partito libero e non soffocato dal controllo di ogni forma di dissenso.
Il PD del civismo, come dice Bersani, di un nuovo e rinnovato civismo, cioè il partito dove si aderisce perché si ha il senso dei propri doveri di cittadino.
Io penso – aggiunge Paglione – ad un partito che assuma alcuni valori fondamentali e dica chiaramente che non sono negoziabili: mi riferisco alle politiche dei diritti fondamentali che non si possono affidare al mercato e devono rimanere universali, come la salute, l’istruzione e la sicurezza.
Non solo non possono essere affidate al mercato, ma non possono neanche essere territorializzate (la declinazione negativa e pericolosa del federalismo egoista della Lega).
Un PD che il pragmatismo di Bersani immagina che sappia stare dentro i grandi valori dell’umanità, della giustizia sociale, dell’uguaglianza, del merito ( e non della cooptazione), della mobilità sociale.
Per venire al Molise – sottolinea l’esponente politico altomolisano – credo che sia necessario un PD che sappia fare uno scatto in avanti e che sappia riconoscere gli errori compiuti fin qui.
Io non credo che l’essere scesi al 12% a livello regionale e a meno del 9% in provincia di Isernia, negli ultimi due anni, sia colpa del destino.
E’ colpa, invece, di politiche profondamente sbagliate e di una classe dirigente, evidentemente, inadeguata.
E’ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità e si metta a disposizione per favorire una rigenerazione vera del Partito democratico molisano.
Perché di un partito democratico forte, affidabile  ed autorevole ha bisogno l’Italia ed il Molise.
E’ necessario che gli italiani e i Molisani lo capiscano.
E noi dobbiamo lavorare per farlo capire.
In Molise, in questo momento – dice sempre Paglione – credo che Michele Petraroia possa rispondere a queste richieste e guidare questo difficile processo.
Spero che in tanti il 25 ottobre sosterranno con convinzione questo percorso di rinnovamento e di rilancio per lasciare aperta la porta della speranza per la costruzione di un grande partito democratico.
Se qualcuno, al contrario,  intende percorrere altre strade che vanno nella direzione di costruire un Pd ancora più piccolo ci dispiace; noi – conclude Paglione – vogliamo fare altro, nell’esclusivo interesse del Molise e dei molisani».

Candido Paglione

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