Italia dei Valori, consumato lo strappo
Vanno via in 23 “perchè è stato tradito il progetto politico”. La replica di Caterina: “L’Idv non eleva muri”. Mancinelli chiarisce: “Mi autosospendo”
Assenza di democrazia interna. Volontà di non proseguire il rinnovamento della politica avviato con le elezioni Comunali di Campobasso. Avere accettato nel Partito chi alle amministrative si è contrapposto alla candidatura di Romano. Assenza del Partito sulle battaglie condotte dallo stesso Romano (voto di scambio, cementificazione dell’ex Romagnoli). Scelte improvvisate imposte dall’alto per le candidature e per le alleanze nei vari enti. Spostamento della barra all’ estrema sinistra. Questo è ciò che rimproverano a Di Pietro i 23 amministratori e dirigenti che oggi (lunedì 9 novembre) hanno annunciato in una conferenza stampa l’uscita dall’Italia dei Valori per dare vita ad un’associazione politica e culturale, in attesa di stabilire le future collocazioni. Durante l’incontro con i giornalisti Romano ha diffuso un documento firmato da oltre quaranta tra dirigenti regionali dimissionari dell’Italia dei Valori e amministratori locali, nel quale si afferma: “Apprendiamo dalla stampa locale che Antonio Di Pietro avrebbe reagito con una grassa risata alla nostra scelta di lasciare il partito nei cui ideali e valori abbiamo creduto ed investito. La nostra reazione è stata certamente più vicina al dolore che alla gioia. Prendiamo atto che al di là della divergenza politica c’è probabilmente anche un profilo umano da riconsiderare. Rivendichiamo il coraggio di aver assunto una pur dolorosa decisione di coerenza. E lo facciamo innanzitutto per rispetto dei nostri elettori, ai quali abbiamo raccontato che Italia dei Valori rappresentava una speranza: eravamo in campo per un ricambio della classe dirigente, per un rinnovamento della politica e del modo di concepire la cosa pubblica, per una alternativa di uomini e di costumi, non certo per offrire un approdo agli itineranti della politica che approdano oggi in quel partito che hanno avversato e contro il quale si sono scagliati, dopo averle tentate tutte (dapprima al Comune di Campobasso con NpD, da ultimo le primarie del PD) e dopo essere stati sonoramente bocciati dall’elettorato. Se agissimo per un puro calcolo opportunistico, non avremmo nessuna difficoltà a restare nella casa che abbiamo contribuito a costruire. Non abbiamo l’arroganza di esprimere giudizi morali sulle persone. Abbiamo il dovere di chiarire agli elettori che hanno sperato nella diversità culturale e politica dell’Italia dei Valori che non abbiamo nulla a che fare con questa operazione di potere e di poltrone nel segno del peggiore opportunismo, da cui dunque ci dissociamo nella maniera più netta e convinta. Restituiamo al mittente le accuse di non voler aprire il partito per trarne vantaggi personali. Sul piano elettorale non abbiamo alcun problema. E lo dimostrano i dati di tutte le ultime competizioni elettorali. Poniamo, al contrario, una questione politica: aprire “a chi” e soprattutto “per fare cosa”. Noi continuiamo a credere che sia sbagliato utilizzare le sedi istituzionali come sedi di partito ove svolgere le conferenze stampa e riunioni. Noi continuiamo a credere che sia sbagliato tacere o addirittura avallare gli interessi immobiliari che si celano dietro all’operazione di costruzione della nuova sede regionale a Campobasso. Noi continuiamo a credere che sia sbagliato tacere di fronte alle ipotesi di voto di scambio ed infatti siamo stati i soli a denunciarlo in campagna elettorale. Chiediamo ad Antonio Di Pietro di spiegare, visto che fino ad ora ha taciuto, perché oggi premia o ricompensa tutti quelli che nelle ultime competizioni elettorali hanno combattuto contro Italia dei Valori e al solo fine di osteggiare Italia dei Valori, peraltro con risultati assai deludenti. Lanciamo oggi un appello a tutte quelle persone che in questi anni, spontaneamente e con passione, hanno creduto come noi nel messaggio politico dell’Italia dei Valori. Per noi quel messaggio e quei valori sono ancora attuali e per essi vale ancora la pena di battersi. Continueremo a farlo fuori dal partito, ormai ridotto ad altro, in un movimento civico, aperto e democratico, insieme a tutte le persone che ci hanno sostenuto in questi anni non certo per aspettative di ricompense ma per la speranza di un reale cambiamento di uomini e di metodi”. Dunque, sul banco degli “imputati” c’è il leader del Partito, Antonio Di Pietro, reo soprattutto di avere accettato l’ingresso nell’IdV del gruppo legato al Presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, ovvero il movimento Nuova Primavera Democratica. Alla guida del gruppo che ha scelto di abbandonare l’Idv c’è il Consigliere Regionale Massimo Romano che dopo la candidatura a sindaco di Campobasso, ritenendosi principale interprete del rinnovamento della politica, puntava al controllo del Partito nel Molise. Al suo fianco il senatore Astore che già da tempo era fortemente critico nei confronti di Di Pietro al quale, però, deve al veloce carriera parlamentare con candidature in lista bloccata e paracadute. Fin qui i “dissidenti”. Intanto Di Pietro va avanti, senza esitare. Secondo alcuni sta concretamente pensando di candidarsi alla Presidenza della Regione, ma solo se si arriverà alla fine naturale della legislazione. Forse anche per questa ragione Iorio sta valutando l’opportunità di anticipare il voto.
La replica di Caterina: “L’Idv non eleva muri. Nel rispetto della legalità e dei programmi include e non esclude”
Alle dichiarazioni dei 23 usciti dall’IdV ha replicato il Coordinatore Regionale dell’Italia dei Valori, Giuseppe Caterina, con il seguente comunicato: “Prendo atto con grande rammarico che il senatore Astore, il consigliere regionale Massimo Romano ed altri ventuno tra amministratori e dirigenti dell’Italia dei Valori, hanno deciso di abbandonare il Partito. Una scelta scaturita dall’adesione all’IdV degli esponenti politici che a Campobasso hanno dato vita all’esperienza di Nuova Primavera Democratica. Dunque, nel giorno in cui celebriamo la caduta del Muro di Berlino e la fine degli steccati ideologici, c’è chi avrebbe voluto elevare una barriera all’interno di un Partito che, invece, in questi anni si è caratterizzato soprattutto per la capacità di ascoltare e accogliere quanti, in nome della legalità e del buon governo, hanno condiviso il percorso avviato dall’Onorevole Di Pietro, al quale si deve il merito di essere riuscito a portare nel Molise l’IdV ad essere il primo partito del centrosinistra e il secondo nel panorama regionale. Leggendo i resoconti della conferenza stampa ho trovato alcune incongruenze che meritano di essere chiarite. A partire dalle vicende relative alla candidatura a sindaco di Campobasso del consigliere regionale Romano che, vorrei sottolinearlo, è stata fortemente voluta dall’onorevole Antonio Di Pietro e sostenuta da tutto il Partito che ha condiviso ogni iniziativa intrapresa durante la campagna elettorale, compresa quella relativa alla denuncia per il voto di scambio. L’IdV ha anche condiviso la scelta dei candidati alle Comunali di Campobasso, non elevando muri per escludere dalla lista esponenti politici che provenivano dal Pd. Questo nel rispetto del principio dell’inclusione e dell’ampliamento degli orizzonti politici dell’IdV e non per difendere singole posizioni già acquisite. Questo perché l’Italia dei Valori, al contrario di ciò che si sostiene, lavora per l’unità del centrosinistra, pur nella chiarezza delle posizioni espresse, e quindi non intende rinchiudersi in confini prestabiliti, soprattutto ora, quando vi è la necessità di un più ampio contributo per l’elaborazione di proposte programmatiche. Circa poi il tema della rappresentatività del nuovo, ritengo che questa caratteristica si misuri sulla base di una rappresentanza politica più ampia rispetto a quella di una singola comunità. Dunque, salutiamo con amicizia e rispetto quanti hanno deciso di lasciare l’Italia dei Valori, consapevoli che ci sarà il modo e l’occasione per tornare a dialogare per combattere insieme la destra berlusconiana. D’altronde su questo obiettivo si concentra l’iniziativa politica dell’Italia dei Valori che, mettendo da parte i personalismi ed i muri ideologici, lavora nel concreto per modernizzare il Molise, per creare infrastrutture, per rilanciare l’economia, per ridare fiducia ai nostri giovani che oggi sono costretti ad emigrare, per garantire la legalità e la gestione trasparente delle pubbliche amministrazioni. Nel rispetto di questi principi l’IdV resta un partito aperto, pronto ad accogliere quanti con noi vogliono condurre una battaglia difficile ma essenziale per la democrazia”.
Mancinelli (Idv Larino): “Autosospensione come atto di condivisione delle motivazioni di uscita dei “dissidenti” e per non perdere la speranza in una politica migliore”
Intanto Stefano Mancinelli, uno dei 23 dissidenti dell’Idv, con una nota inviata alla stampa precisa la sua posizione parlando di “autospensione” e non uscita dal Partito. Ecco il testo integrale della nota: “Domenica 8 novembre, sulla stampa regionale, è stata resa nota la volontà da parte di 23 autorevoli membri dipietristi di mettere fine alla loro attività politica all’interno del partito. Pur essendo nella lista dei 23 e condividendo le motivazioni che hanno spinto i dissidenti ad abbandonare il partito, ho deciso di mettere in atto una protesta differente. Prima però, sento la necessità di esprimere la mia più piena vicinanza e solidarietà al Senatore Giuseppe Astore, la persona che più di tutti ha saputo garantire in questo periodo la crescita del partito nel Molise, assicurare una visione politica ben precisa, creare un gruppo di persone serie e di saper interpretare al meglio il messaggio del nostro Presidente Antonio Di Pietro. Ritengo che averlo perso e con lui tutto il gruppo dei dissidenti, sia stata una perdita che non potrà essere ricompensata “dall’ingresso(?)” di nessun altro “gruppo(?)” alternativo. Sono stato combattuto fino all’ultima ora nel partecipare alla conferenza stampa tenutasi lunedì 9 novembre ma alla fine ho deciso di restare, di farlo in nome del progetto che ho intrapreso all’interno dell’Italia dei Valori. Ho deciso di mettere da parte la passione politica per non deludere tutte quelle persone che hanno fiducia e credono in me, in tutte quelle persone che in queste ore mi hanno contattato per pregarmi di non uscire, di continuare a lavorare nell’Italia dei Valori per non distruggere quello che tutti insieme abbiamo creato con tanti sacrifici. Sono certo che l’Italia dei Valori rappresenti l’unico partito nel quale si può credere per un cambiamento, penso che il nostro Presidente Antonio Di Pietro sia l’unica persona che possa garantire la tutela e lo sviluppo del Molise, però oggi l’Italia dei Valori presenta dei seri problemi che devono doverosamente essere affrontati per potersi presentare come vera alternativa di governo. Oggi l’Italia dei Valori nel Molise vive una grande anomalia rappresentata da una gestione non trasparente e rispettosa delle regole che lo stesso partito si è dato, non vi è un serio coinvolgimento della base e non c’è il rispetto concreto e serio delle cariche democraticamente elette. Troppo spesso persone che non hanno cariche effettive all’interno del partito, o non fanno parte del partito, prendono decisioni importanti, troppo spesso il partito si è caratterizzato da discrepanze tra ciò che il Presidente Antonio Di Pietro proclama a livello nazionale e ciò che si attua a livello regionale e territoriale. Mi sento in obbligo di spendere anche due parole nei confronti dei nuovi ingressi avvenuti pochi giorni fa, ingressi che non vedo di cattivo occhio se non per il fatto che rappresentano il solito modo di fare politica, quella prassi politica caratterizzata da soggetti che cambiano troppo spesso collocazione partitica uscendo e entrando in base a ciò che li si promette e a ciò che possono ottenere. Sono convinto che se l’Italia dei Valori vuole consolidare nel Molise i voti che ha ottenuto nelle ultime tornate elettorali deve avere il coraggio di attuare ciò che il nostro Presidente professa tutti i giorni, di puntare su persone nuove, giovani, professionisti, membri della società civile, a prescindere dal “pacchetto” di voti che ognuno porta in dote. Moralità, coerenza, trasparenza nelle regole interne del partito, onestà politica e morale, facce nuove e rinnovamento nelle idee e nelle persone, meritocrazia vera e assenza di nepotismo, coraggio di cambiare nelle idee, nei fatti e nel modo di intendere la politica. Questi sono i principi che il partito deve attuare perché questi sono i principi che ogni giorno il nostro Presidente Antonio Di Pietro cerca di attuare. È proprio per questo che non posso uscire dal partito, perché solo l’Italia dei Valori può portare avanti le battaglie nelle quali tutti noi, persone oneste, crediamo. Nello stesso tempo, però, non posso rinunciare a rivendicare un partito migliore, un partito che sia nel nome e nei fatti “L’Italia dei Valori”. Piuttosto che uscire ho deciso di autosospendermi dalla carica di Presidente del Circolo Cittadino di Larino e da tutte le attività politiche, come segno di protesta nei confronti di un partito che sempre più spesso rinnega i suoi principi vitali. Inizio una protesta interna, DA SOLO, fino al giorno del congresso nazionale e regionale nei quali voglio avere la possibilità di esprimere la mia voce, la voce di chi chiede il rispetto di tutti quei principi che fanno dell’Italia dei Valori l’unica vera alternativa di governo regionale e nazionale. Chiedo al Presidente nazionale Antonio Di Pietro di farsi garante della possibilità di farmi esprimere la mia voce, la mia mozione ai due congressi che ci saranno nei prossimi mesi, di portare una mozione che sia interprete del malessere che ormai tante persone vivono all’interno e fuori dal nostro partito. Il Presidente deve fare questo, lo deve fare per tutti quei molisani che credono nel suo progetto, nel nostro progetto, un progetto che però adesso necessita di una sana autocritica che si dovrà esprimere nel congresso e che permetta di far lavorare a chiunque ne uscirà vincitore, con l’appoggio di tutti. Crediamo in un’Italia dei Valori ma in un’Italia dei Valori diversa e con la voglia di cambiare e di proporre un’alternativa seria e convincente per lo sviluppo del nostro Molise”.

















