Anche da CommercioAttivo un “no” alla legge regionale
L’Associazione chiede che si riapra il confronto in Commissione. Scarabeo e Muccili si schierano con la Confcommercio
Prosegue il dibattito sulla nuova legge regionale per il commercio. Associazioni di categoria, forze politiche, singoli consiglieri regionali prendono posizione e sempre di più sono quelle contrarie alla normativa. Intanto la Confcommercio ha chiesto un incontro istituzionale urgente al Presidente del Consiglio Regionale, Michele Picciano e all’intero Ufficio di Presidenza per illustrare all’intera Assise Regionale le problematiche che la bozza deliberata dalla Commissione consiliare competente pone. Ma al dibattito contribuisce anche l’Associazione “CommercioAttivo” che ha chiesto al Presidente del Consiglio Regionale ed ai Consiglieri tutti la sospensione della discussione del testo presentato e la riapertura del confronto. “Noi di CommercioAttivo abbiamo continuato a difendere le nostre sorti presentando proposte di emendamenti per iscritto sulle modifiche della legge sul commercio – si afferma in una nota inviata alla stampa dall’associazione – sollecitando una giusta regolamentazione delle aperture per salvaguardare nel territorio, le piccole attività, lo spopolamento del centro cittadino e dei piccoli Comuni, sperando che la volontà generale di chi vive e lavora in Molise venisse presa in debita considerazione non andando oltre le 20 domeniche di apertura all’anno”. Nella stessa nota inviata alla stampa CommercioAttivo – pone una serie di domande: “come mai la politica Regionale annuncia aiuti alle piccole e medie imprese per superare la crisi e poi è in procinto di licenziare una legge sul commercio che le distruggerà? Come mai il Presidente della Confcommercio soltanto adesso lancia un grido di allarme sulle modifiche della legge sul commercio,e si stupisce solo ora, pur sapendo che la stessa era stata già approvata in Commissione da quattro mesi? Come mai la Commissione Commercio si dichiara con voto unanime a favore della liberalizzazione totale delle aperture domenicali, andando oltre quanto richiesto da Confcommercio unitamente alla Confesercenti in fase di concertazione e cioè un numero già esagerato di 35+7 aperture festive l’anno? Per quali categorie la Confcommercio svolge il suo ruolo sindacale? E’ forse questa la posizione di equilibrio?”.
Scarabeo: “Condivisibili le preoccupazioni del presidente della Confcommercio”
E nel dibattito interviene anche il Consigliere regionale Massimiliano Scarabeo il quale dichiara di condividere il grido di allarme lanciato dal presidente regionale della Confcommercio.
“Paolo Spina ha espresso tutto il proprio disappunto sul testo di legge, licenziato dalla Commissione regionale competente, che il Consiglio regionale si appresta ad esaminare – afferma Scarabeo - A suo dire, si tratta di una legge che liberalizza il settore del commercio, facendolo però in maniera scriteriata, conferendo cioè un canale privilegiato alla Grande Distribuzione la cui presenza in alcune aree del Molise è già abbastanza significativa. Questa avrebbe quindi il definitivo sopravvento sulla piccola distribuzione, o meglio ancora sui piccoli esercizi commerciali che continuano, tra enormi difficoltà, ad espletare un servizio che va ben oltre il semplice offrire un prodotto, entrando in sostanza in quella che può essere definita “locale sfera sociale”. Dunque – prosegue Scarabeo – via libera alla GD che si troverebbe ad incassare, insieme alla Media Distribuzione, un altro regalo da parte della riforma in materia di commercio: la liberalizzazione dei propri orari di apertura, con la possibilità di restare aperti tutti i giorni, domeniche comprese. Si può quindi comprendere la delusione espressa dal presidente Spina, che fa appello alla classe politica affinché la legge in itinere possa essere modificata, tenendo nella giusta considerazione le indicazioni provenienti sia dalle associazioni di categoria che dalle stesse organizzazioni dei lavoratori. Dal canto mio – conclude Scarabeo – posso assicurare la massima attenzione al problema sollevato dalla Confcommercio, preannunciando la richiesta in sede consiliare di approfondire meglio una tematica che riguarda il futuro di migliaia di famiglie molisane”.
Muccilli: “Ascoltare il grido di allarme della Confcommercio”
Ed anche il Consdigliere regionale Salvatore Muccilli raccoglie il grido d’allarme della Confrcommercio. “Il settore della piccola distribuzione commerciale dà lavoro e sostentamento a tante, tantissime famiglie molisane e va tutelato con attenzione e con convinzione – afferma Muccilli – In questo senso mi attiverò affinché il dibattito sulla bozza di legge sia, all’interno del Consiglio, il più approfondito e condiviso possibile. Se è evidente, da un lato, che bisogna adeguare la normativa ai mutati scenari competitivi e di mercato europei e nazionali – afferma Muccilli – dall’altro la Regione deve far sì che tale adeguamento non privilegi il grande capitale o la grande finanza, che nella distribuzione organizzata sovente impiega le proprie ingenti risorse”. Muccilli sottolinea come le piccole imprese della distribuzione rappresentino spesso anche un presidio sociale, oltre che attività d’impresa, e impediscono, con la lor stessa presenza la ulteriore desertificazione dei nostri piccoli centri. “E’evidente quindi che la Regione ha il dovere di affiancarsi a queste realtà – afferma Muccilli - di essere a loro vicino e di impedire che le grandi catene di vendita, che peraltro non sono molisane, possano avvantaggiarsi in modo decisivo della loro dimensione e della loro potenza economica e finanziaria. Nei prossimi giorni mi attiverò – conclude Muccilli – per avviare un’iniziativa di approfondimento e di incontro con i rappresentanti del settore e con i colleghi consiglieri al fine di ascoltare al meglio ogni istanza e di addivenire al perfezionamento di uno strumento legislativo delicato e importante per l’economia molisana”.

















