Cattolica di Campobasso, miglior centro di radioterapia d’Italia
Per il secondo anno consecutivo arriva l’importante riconoscimento per la struttura sanitaria molisana
Si è concluso a Bologna il congresso nazionale dell’ Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica (AIRO); per il secondo anno consecutivo il Centro di Ricerche e Formazione Ad Alta Tecnologia Nelle Scienze Biomediche dell’Università Cattolica di Campobasso, diretto dal professor Savino Cannone, è stata premiato per aver presentato il “miglior contributo scientifico” tra oltre 250 presentazioni provenienti da tutti i Centri Italiani. Lo studio è stato realizzato dall’U.O.C di Radioterapia dell’Università Cattolica di Campobasso, diretta dal dottor Alessio Morganti, in stretta collaborazione con l’U.O.C. di Radioterapia del Policlinico Gemelli di Roma, diretta dal professor Numa Cellini e con l’U.O.C di Fisica Sanitaria, diretta dal professor Angelo Piermattei. A ritirare il premio è stata la dottoressa Gabriella Macchia esperta nel trattamento dei tumori ginecologici con radiazioni e responsabile del coordinamento dell’attività scientifica dell’U.O.C di Radioterapia della Cattolica di Campobasso. Lo studio, che ha tra i principali autori il professor Angelo Piermattei ed il dottor Savino Cilla, riguarda la messa a punto di una tecnica innovativa per il trattamento dei tumori dell’utero. Per questo tipo di neoplasia è nota la possibilità, dopo l’intervento chirurgico, di una ripresa di malattia a livello della vagina; per ridurre tale rischio la terapia convenzionale prevede o il trattamento radioterapico di circa un mese oppure l’uso di sostanze radioattive poste nel corpo delle pazienti. L’innovativa metodica “messa a punto” dalla dottoressa Macchia prevede un trattamento inferiore ad una settimana, che permette una migliore irradiazione delle zone “a rischio”, evitando il ricovero e il ricorso a tecniche invasive. Lo studio presentato a Bologna ha messo in risalto le potenzialità dell’innovativa terapia, sia in termini di maggior probabilità di guarigione definitiva, sia in termini di ridotto rischio di effetti collaterali da radiazioni. Questa tecnica è attualmente utilizzata alla Cattolica di Campobasso presso l’U.O.C di Ginecologia Oncologica, diretta dalla dottoressa Gabriella Ferrandina. Fino ad oggi sono state curate circa 20 pazienti con ottimi risultati.

















