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Il Tar Molise azzera la giunta provinciale di Isernia

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Accolto il ricorso delle associazioni femminili sul rispetto delle pari opportunità. Mazzuto valuta cosa fare


La giunta provinciale di Isernia non c’è più. L’ordinanza del Tar Molise ha sospeso la delibera con la quale, l’8 luglio 2009, il Presidente Mazzutto ha nominato gli otto assessori non prevedendo una o più presenze di donne nell’esecutivo, così come stabilito dallo Statuto dell’Ente. Ricordiamo che un precedente ricorso dei consiglieri provinciali di Sinistra e Libertà, Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone,  fu respinto perché essendo stato presentato da due maschi non esisteva un interesse legittimo. Diversa, invece, è stata la posizione del Tar in presenza di un ricorso delle rappresentanti delle associazioni femminili, ovvero:  Immacolata Petrarca, Tania Appugliese, Anna Bucci, Anna Rosa Eramo, Barbara Ferri, Barbara Gianfrancesco, Fiora Luzzato, Giuseppina Negro e Angela Zampini.  Nell’ordinanza i giudici affermano che il ricorso appare tempestivo “in quanto il decreto presidenziale di nomina dei membri della Giunta n. 3 del 8 luglio 2009 non risulta pubblicato all’albo pretorio (cfr. attestazione in calce al decreto sub doc. 1 in fascicolo ricorrenti) e non risulta dimostrata dalla parte che ha eccepito al tardività del ricorso la data in cui le ricorrenti avrebbero avuto effettiva conoscenza del provvedimento impugnato”. Inoltre si afferma l’ammissibilità del ricorso “in quanto le ricorrenti, quali cittadine elettrici di sesso femminile, appaiono rivestire tutte le condizioni per la nomina ad assessore provinciale a garanzia della rappresentanza femminile”.  Sempre nell’ordinanza il Tar rileva che le ricorrenti hanno anche interesse all’annullamento del decreto presidenziale n. 3 del 8 luglio 2009 “in quanto preclude loro la possibilità di assicurare la rappresentanza femminile in seno alla Giunta provinciale, garantita dalle fonti normative di seguito richiamate”. Inoltre si sottolinea che “il decreto presidenziale di nomina dei componenti della giunta deve ritenersi illegittimo nella parte in cui esclude dall’organo di governo la rappresentanza femminile garantita sia dall’art. 51 della Costituzione che dell’art. 6 del d. lgs. 267 del 2000, come pure dallo statuto della Provincia di Isernia il quale ultimo, all’art. 38, con norma di valenza immediatamente precettiva, prevede espressamente che ‘E’ garantita la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali della Provincia, nonché negli enti, aziende ed istituzioni dipendenti della Provincia stessa’”. Infine nell’ordinanza di afferma “che il mancato rispetto delle norme che prescrivono di assicurare la rappresentanza femminile in seno alla Giunta non è stato in alcun modo giustificato dal Presidente della Provincia che non ha addotto alcuna motivazione nel decreto di nomina neppure a fronte di specifica contestazione avanzata dall’Avv. Petracca con nota del 30.10.2009”. Pertanto il ricorso presentato dall’avvocato Roberto Giammaria viene accolto dal Tar Molise che sospende la delibera di nomina degli assessori provinciali. A questo punto ci si chiede cosa accadrà. Il presidente della Provincia Luigi Mazzuto insieme ai suoi assessori si trovava a Bruxelles mentre il Tar si pronunciava. Appresa la notizia ha inviato alla stampa la seguente dichiarazione: “In merito all’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale del Molise sulle disposizioni di sospensiva della Giunta provinciale, il presidente della Provincia di Isernia Luigi Mazzuto, fuori sede per ragioni istituzionali, prende atto della decisione del TAR e si riserva di valutare un ulteriore comportamento amministrativo proprio in relazione alle motivazioni poste a fondamento dell’ordinanza”.  Quel “valutare un ulteriore comportamento amministrativo” potrebbe voler dire che l’esecutivo della Provincia apre le porte alla presenza femminile. In tal caso dovrebbe mettere fuori uno o due assessori nominati a Luglio, i quali si vedrebbero esclusi da tutti i giochi perché per entrare nell’esecutivo sono stati costretti a dimettersi da Consiglieri provinciali. Ma c’è anche chi sostiene che la giunta possa contenere fino a 10 assessori. Ipotesi contestata dall’opposizione.
 

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  1. Pensieri da far leggere a Mazzuto al ritorno dall’estero.

    A proposito della ordinanza del TAR Molise che ha sospeso gli assessori della Provincia di Isernia, è possibile qualche commento:

    1) Invece di mettere giudizio e di procedere immediatamente in
    autotutela, si è persistito nella illegalità omettendo di nominare una
    donna alla carica di assessore;
    2) nella vicenda sono coinvolti ora due tre assessori-avvocati (Del Basso Francesco , Di Lucente Florindo e Pallante Clementino) e due
    stipendiati dalla Provincia avvocati Azzolini e Bontempo Gemma, per un totale di quattro, che potevano e dovevano essere più che sufficienti per trattare l’aspetto giuridico e capire che avevano torto;
    3) non si comprende come in mezzo a tente menti elette e ben pagate nessuna abbia pensato che sarebbe bastata la firma di una donna per vincere il ricorso al TAR;
    4) nessuno ha pensato che l’Albo Pretorio è della pubblicità legale e che diversamente si cade come nella Comunità Montana di quella di Agnone;
    5) nella stessa vicenda è stato incaricato anche l’avvocato Vincenzo Colalillo, così palesando indirettamente e implicitamente un giudizio di insufficienza nei sopra citati cinque avvocati;
    6) nove donne di buona volontà, andando al TAR, hanno battuto tanti avvocati e la Provincia che, forse, dovrebbe vergognarsi;
    7) il Presidente della Provincia Luigi Mazzuto, al momento della sospensiva da parte del TAR, si trovava a Bruxelles con gli assessori tutti e unicamente di sesso maschile;
    8) l’assenza da Isernia è stata quanto mai opportuna, per evitare di farsi vedere con quelle facce e con gli occhi (figurativamente) ammaccati e anneriti come pugili suonati;
    9) il motivo, della assenza da Isernia e della presenza a Bruxelles, è stato dichiarato da Mazzuto, era istituzionale (e ti pareva ! ) ;
    10) così, soprattutto ai Leghisti , è stato dimostrato che la Provincia di Isernia è una cosa utile;
    11) questo giudizio di utilità potrebbe essere confermato anche dagli assessori viaggianti;
    12) dovevamo farci riconoscere all’estero e ci siamo riusciti;
    13) a proposito di utilità della Provincia, si può dire che essa ha anche una funzione igienico-sanitaria, in sinergia strategica aziendale economica statutaria con la Regione, giacché ci procura un buon riso che fa buon sangue;
    14) per il buon riso si può aggiungere che un sindaco, quando andava al bagno, soleva dire che mentre era nell’esercizio delle funzioni istituzionali era stato costretto ad alzarsi e ad andare in un altro ambiente per altre esigenze impellenti;
    15) si può dire anche che gli assessori, da Bruxelles, ora torneranno a Isernia con l’auto-stop;
    16) si può dire che, per mantenere le promesse politiche con gli assessori di sesso maschile e per rispettare il TAR che ne vuole almeno uno di sesso femminile, si può valutare la opportunità di farne diventare uno trans ;
    17) Mazzuto, che qualcuno potrebbe ora chiamare ” Mazziato ” dal TAR, è sempre Mazzuto e poteva evitare questa pessima figura e le insignificanti giustificazioni rese nella memorabile conferenza stampa.

    Albino Iacovone

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