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“La Giunta regionale non ha fatto nulla per la scuola pubblica”

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Forti critiche da Rifondazione Comunista. Manocchio: “Risibile il finanziamento di 500 mila euro”

“Il governo regionale si disinteressa della grave situazione in cui versa la scuola pubblica molisana”. E’ il Partito della Rifondazione Comunista del Molise ad andare all’attacco per  denunciare il mancato avvio dei provvedimenti in favore delle scuole molisane deliberati dalla Giunta Iorio. “È  questo un atteggiamento indicativo di una classe politica disinteressata alla scuola e allo sviluppo socio-culturale del proprio territorio e dei suoi cittadini – afferma Antonello Manocchio, componente della segreteria regionale del Prc – Non stupisce, purtroppo, neppure il reiterato silenzio dell’opposizione regionale che anche su questa vicenda ha dimostrato insufficienza e ambiguità nel contrastare concretamente le politiche del governo regionale. Continua, intanto, a crescere il numero dei lavoratori molisani licenziati o in cassa integrazione ai quali si aggiungono i numerosi precari della scuola che da settembre hanno perso il posto di lavoro. Nonostante le dichiarazioni pubbliche da parte di esponenti regionali circa lo stanziamento dei fondi necessari alla salvaguardia di alcune realtà scolastiche – prosegue Manocchio -  il finanziamento di 500 mila euro, deliberato a settembre dalla giunta regionale in seguito alle mobilitazioni dei precari, non ha, ad oggi, ancora terminato il suo complicato iter burocratico e le scuole che avrebbero dovuto beneficiarne versano ancora in situazioni di grave disagio”. Manocchio giudica risibile il finanziamento di 500 mila euro perché insufficiente a risolvere i gravi problemi della scuola pubblica molisana. “Sarebbe comunque dovuto essere disponibile ad inizio anno scolastico  proprio nel tentativo di arginare gli ingenti danni causati dalla legge Gelmini, che sta gravemente compromettendo la qualità dell’istruzione degli studenti molisani – afferma ancora Manocchio -  Ad un quadro generale così sconfortante, va dunque sommandosi il colpevole ed ingiustificato attendismo della Regione che, nell’imminenza della chiusura del primo quadrimestre scolastico, non ha ancora, di fatto, disposto alcuna risorsa economica per la scuola molisana. Più volte sono state sottolineate dal nostro Partito, oltre al Coordinamento molisano  dei precari scuola, le gravi difficoltà in cui opera il personale della scuola ed in cui studiano, fortemente penalizzati, i nostri giovani”. Detto ciò, Manocchio ricorda le gravi condizioni un cui versano le scuole molisane. “Permangono pluriclassi nei comuni decentrati e classi sovraffollate nei centri maggiori – prosegue il dirigente del Prc del Molise – permane la riduzione del tempo scuola (abolizione del tempo pieno e prolungato), anche in presenza di pluriclassi; sono state abolite le compresenze e i laboratori;sono gravemente compromesse le possibilità di interventi di recupero e potenziamento”. Sempre a dire di Manocchio il prossimo anno la situazione sarà  ancora peggiore, non solo per la scuola dell’obbligo ma anche   per le scuole superiori per effetto della riforma in corso. “L’applicazione della legge 133/08 in vigore, infatti, comporterà la chiusura di numerose scuole nella nostra regione con ulteriori gravi disagi per genitori e studenti – sottolinea Manocchio – È dunque  necessario proseguire tutte le forme possibili di  mobilitazione contro un governo nazionale che persegue senza alcun freno lo smantellamento della scuola pubblica e  contro una riforma che quest’anno ha iniziato a danneggiare le scuole elementari e medie e, dall’anno prossimo, estenderà i suoi rovinosi effetti alle scuole superiori”.  Il PRC Molisano fa perciò appello a tutti i lavoratori, studenti, disoccupati e precari a mobilitarsi e ad unificare le proprie vertenze e le proprie lotte, “eludendo chimere “concertative” ho illusorie promesse di palliativi – afferma Manocchio – i quali, oltre ad essere inutili o fasulli, finiscono solo per dividere o indebolire il fronte delle proteste”. Manocchio conclude sostenendo la necessità di “contrastare unitariamente e in massa le politiche scellerate e insensibili di questo governo, che intendono aggredire inesorabilmente tutto il mondo del lavoro e scaricare solo su di esso i costi della crisi capitalistica, impoverendo migliaia di famiglie e compromettendo irreversibilmente il futuro delle nuove generazioni”.

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