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Aumentano i Consiglieri regionali

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Approvato con i voti della maggioranza l’articolo 14 dello Statuto. Bonomolo sollecita l’intervento di Brunetta


Trenta consiglieri regionali più otto assessori non sono sufficienti a governare una popolazione di 280.000 residenti. Ecco quindi che la maggioranza di centro destra ha deciso di aumentare di due unità il numero dei Consiglieri regionali. Questo è ciò che prevede il nuovo Statuto in un momento in cui a livello nazionale si discute di come riformare le Istituzioni riducendo drasticamente il numero dei parlamentari. Insomma la “casta” si è premiata, nonostante il buco della sanità, la crisi occupazionale, la crisi economica. Il tema è stato al centro del dibattito del Consiglio regionali, dove le posizioni si sono divise tra i favorevoli ad un nuova forma presidenzialista della Regione e chi invece preferisce una forma assembleare. Il  Consiglio regionale ha proseguito l’esame dello Statuto, in particolare l’articolo 14 riguardante la composizione del Consiglio. Antonio Chieffo si dichiarato contrario ad una impostazione “presidenziale” perché le norme previste incentiveranno la concentrazione del potere in poche mani mentre, a dire di Chieffo, le caratteristiche del Molise esigono un governo assembleare, capace di rappresentare tutti i territori e tutte le loro diverse esigenze. Chieffo  ha dichiarato che assicurerà in ogni caso il suo contributo alla legge in discussione non rinunziando a sostenere correttivi, anche se non intende partecipare al voto sull’articolo in esame, così com’è stato proposto.
I Consiglieri Vincenzo Niro, Pangia, Natalini, sono intervenuti per sostenere l’opportunità di approvare uno Statuto che s’ispiri ad un modello assembleare perché il modello presidenziale assicura stabilità ma non la governabilità della Regione. Inoltre sempre Niro, Pangia, Natalini, oltre a  D’Alete e  Petraroia si sono espressi contro l’aumento del numero dei Consiglieri regionali per limitare le spese e perché, con il meccanismo delle dimissioni dei consiglieri che diventano assessori, la possibilità di nominare assessori esterni, l’istituzione del Sottosegretario ai rapporti con il Consiglio ed altri meccanismi aumentano le figure di amministratori non autonomi dal vertice e quindi accresce il potere personale del Presidente della Giunta.  I Consiglieri Gennaro Chierchia e Luigi Pardo Terzano, pur affermando di essere “proporzionalisti”, hanno dichiarato di votare la proposta di legge per fedeltà alla maggioranza cui appartengono.
Intervenendo il aula Michele Iorio ha affermato che pur non ponendosi il problema di tornare ad un modello istituzionale proporzionalista esiste la possibilità di introdurre correttivi, nel corso dell’esame della legga, per dare più ruolo al Consiglio ma ha invitato a non irrigidirsi sul numero dei consiglieri per la possibilità di eleggere nell’Assemblea il candidato perdente più votato come “capo dell’opposizione” e perché , a dire di Iorio “il numero degli attuali consiglieri è insufficiente rispetto ai compiti che sempre di più sono assegnati alla Regione”. Al termine del dibattito l’articolo 14 dello Statuto è stato approvato a maggioranza con la sola previsione di eleggere 31 consiglieri più il presidente della Giunta.

E’ iniziata, quindi, la discussione sull’articolo 15 riguardante le attribuzioni del Consiglio. Sono stati respinti gli emendamenti di Pangia e Natalini e di Niro e Tamburro, che intendevano introdurre l’istituto della sfiducia costruttiva. Non è stato approvato anche l’emendamento del Consigliere Michelangelo Bonomolo che affidava al Consiglio l’elezione dei “delegati della Regione per l’elezione del Presidente della Repubblica, in conformità del dettato costituzionale”. Sono passati, invece, due emendamenti di Chieffo. Il primo attribuisce al Consiglio la prerogativa di “determinare l’indirizzo politico generale”. Il secondo riguarda la possibilità del Consiglio di esercitare “ il potere di richiesta di referendum di cui agli art. 73 e 138 della Costituzione a norma della legge in materia”. Sono stati anche approvati gli emendamenti del Consigliere Tony Incollingo che consente al Consiglio di avvalersi “di organismi esterni per la ricerca e la raccolta dei dati necessari all’esercizio delle proprie funzioni” e quello del Consigliere  Emilio Gentile  con il quale si stabilisce che “il Consiglio si dota di strumenti organizzativi per esercitare efficacemente la funzione di controllo, per valutare gli effetti delle politiche e per verificare  il raggiungimento dei risultati previsti”. La seduta si è conclusa con l’approvazione a maggioranza dell’articolo 15.
Bonomolo: “Sull’aumento dei consiglieri regionale intervenga Brunetta”

Intanto la decisione di aumentare il numero dei Consiglieri regionali ha alimentato e alimenterà molte polemiche. Il consigliere Bonomolo ha sollecitato l’intervento del Ministro Brunetta.  “All’indomani dell’approvazione dell’articolo 14 del nuovo Statuto regionale, con il quale la maggioranza ha voluto, in barba ai provvedimenti nazionali di razionalizzazione della spesa pubblica, allargare a 32 il numero dei componenti del Consiglio Regionale, esprimo il mio dissenso  – afferma Bonomolo – La maggioranza ha giustificato tale scelta adducendo che l’attuale numero di trenta consiglieri (più otto assessori esterni) non è in grado di affrontare e risolvere l’azione politica e amministrativa dell’assemblea regionale.  In questo senso avevo presentato un emendamento con il quale si riduceva il numero dei consiglieri a 25 (senza la presenza di assessori esterni), sulla base di una unica circoscrizione regionale. La mancata crescita demografica, economica e sociale della Regione Molise dalla sua istituzione ad oggi – prosegue Bonomoli -  dovrebbe far riflettere sulle responsabilità della gestione della cosa pubblica e sulle difficoltà attuali e future che ci troveremo ad affrontare. I tagli operati a carico della Pubblica Amministrazione, la riduzione dei servizi territoriali (Poste, Ferrovie, Enel, Scuole), la prossima riorganizzazione della sanità ospedaliera e territoriale gestita direttamente dai Ministeri competenti, l’assenza atavica di infrastrutture viarie e la chiusura di numerosissime aziende in tutto il territorio, i cui effetti devastanti saranno a breve sempre più lampanti, non ha evidentemente responsabilizzato la maggioranza. Per questo – prosegue ancora Bonomolo – mi sarei aspettato che, oltre al collega Natalini, questo ragionamento fosse stato condiviso non solo dalle forze politiche di opposizione presenti in aula, ma anche da quanti si sono dimostrati sensibili a tale tema. E’ evidente che lo strapotere esercitato dal Presidente Iorio travalica qualunque ragionamento e sensibilità individuali”. Bonomolo ha quindi sottolineato che il Molise oggi soffre i mutamenti federalistici in atto, sia per via della sua ridotta popolazione che per l’eccessiva frammentazione sui 136 comuni. “Per questo avevo illustrato la possibilità di arrivare ad un’unica circoscrizione regionale – afferma ancora Bonomolo – ritenendo non più giustificabile una suddivisione territoriale che troppo spesso ha guardato agli interessi localistici e personalistici, perdendo di vista le esigenze di sviluppo complessivo del territorio. A tutto questo si deve aggiungere l’istituzione di costose Commissioni speciali, mentre in I^ Commissione è stata licenziata la proposta di legge che introduce supermanager e otto direttori d’area. L’assalto alla diligenza dunque è compiuto”.  Dunqie, Bonomolo chiede che il Ministro Brunetta intervenga! “Una regione che non cresce demograficamente ed economicamente, ieri ha aumentato il numero dei consiglieri regionali – conclude Bonomolo – Se questo dovesse essere il percorso della maggioranza per l’approvazione del nuovo Statuto, senza tener conto degli emendamenti e delle sensibilità espresse dall’Assemblea, ci si troverebbe ad approvare, di fatto, una Statuto “di parte” e sicuramente né condiviso né condivisibile.”

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