Confcommercio, bene la manifestazione di Termoli
L’associazione sottolinea le contraddittorie scelte del Governo: da una parte il rilancio turistico, dall’altro le centrali Nucleari
La Confcommercio valuta positivamente la manifestazione in programma a Termoli contro la ventilata costruzione della centrale Nucleare, ed illustra, attraverso una nota inviata alla stampa, la propria posizione. Lo fa sottolineando che la questione non si può risolvere con un semplice “si” o “no” e ricordando di avere sempre cercato di sollecitare il dibattito, anche da parte delle massime istituzioni regionali, sul problema. “Abbiamo anche ribadito che dire no al nucleare a Termoli, per poi magari vedersi realizzare un impianto a soli pochi chilometri di distanza, è un modo miope per affrontare la problematica – afferma ancora la nota - Confcommercio Molise vuole soprattutto segnalare una questione che sembra sinora passata completamente sotto silenzio e che chiama in causa direttamente il governo nazionale. Un Governo nazionale che recentemente, con il ripristino del Ministero del turismo affidato a Michela Vittoria Brambilla, già presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio nazionale, sembra aver imboccato una precisa strada di sviluppo della nostra economia. Una strada fatta di sviluppo per così dire leggero – si afferma nella nota della Confcommercio - con il turismo a fare da traino, grazie anche all’immenso patrimonio storico e naturalistico che l’Italia possiede. L’ambizione è chiara: far sì che l’Italia torni ad essere la principale protagonista del turismo mondiale, come era nel passato e come non è più nel presente, superata da stati dotati sicuramente di attrattive inferiori a quelle italiane ma meglio organizzati e che soprattutto nel turismo hanno investito risorse rilevanti”. Confcommercio crede che questa strada possa entrare in contrapposizione con la scelta, che sempre l’esecutivo nazionale ha voluto compiere, di ritorno all’energia nucleare. “Gli impianti nucleari attuali, ed è un dato di fatto, non vengono percepiti dal’opinione pubblica, come normali impianti di produzione energetica,come può essere una classica centrale elettrica – si afferma ancora nella nota di Confcommercio -
Ingenerano invece ansia, paura, timori per l’inquinamento che comportano. E siccome gli impianti nucleari hanno bisogno per il loro processo produttivo di ampia disponibilità di acqua, la loro ubicazione è quasi sempre prospiciente la costa, ossia il posto in Italia dove si concentra gran parte del movimento turistico nazionale e internazionale. E non è difficile allora pensare che con l’arrivo di un impianto nucleare il territorio verrà completamente desertificato dal punto di vista dei flussi turistici. Questo potrebbe accadere a Termoli, così come potrebbe accadere in altri posti d’Italia”. Ecco quindi che Confcommercio sottolinea la contraddizione tra la spinta spunta al turismo e l’attivazione di oltre dieci nuovi impianti nucleari in luoghi per il turismo assolutamente strategici. Su questo Confcommercio chiede chiarezza e una risposta chiara sin da oggi al governo nazionale e allo stesso ministro Brambilla. “In conclusione, e alla luce di tutto quanto esposto – termina la nota Confcommercio - pensiamo sia allora opportuno che i singoli iscritti e i singoli operatori economici prestino grande attenzione alla iniziativa promossa dal comune di Termoli per sabato e, ove convinti, aderiscano ad un evento che, come ogni manifestazione capace di suscitare dibattito e dialogo, la Confcommercio valuta positivamente”.

















