Termoli, elezioni anticipate
Si dimettono 16 Consiglieri comunali di cui 4 della maggioranza. I commenti di Caterina (IdV), Petraroia (Pd) e Pietravalle (PdL), D’Alete (Pdl) e Muccilli (Mpa)
La parola fine all’esperienza del Governo Greco è stata scritta questa mattina (lunedì 21 dicembre 2009) nello studio del Notaio Colavita dove 16 consiglieri comunali hanno firmato le dimissioni causando la caduta dell’amministrazione civica a guida centro sinistra. Ora si torna al voto. Nei giorni precedenti Greco si era dimesso da sindaco per evitare la sfiducia sulla base della mozione presentata dall’opposizione. Aveva, quindi, creato i presupposti per avviare un confronto nella maggioranza e, così come era accaduto in precedenza, ritirare le dimissioni e ripartire con l’amministrazione. Ma evidentemente tutto era stato deciso fin dall’inizio. Infatti determinanti sono stati i quattro consiglieri di maggioranza che si sono schierati con il centro destra, ovvero Colella, Papaparella, Leone e Criniti, ed hanno firmato le dimissioni da Consigliere comunale. La vicenda politica di Termoli è già da tempo un caso regionale che riguarda, innanzitutto, il centro sinistra campobassano, andato letteralmente il tilt dopo le elezioni politiche che sancirono la vittoria di Di Pietro e la sconfitta di Ruta e Massa. Da quel momento è prevalso il principio del “muoia Sansone con tutti i Filistei”, ovvero “muoia” Di Pietro e l’Idv e tutti coloro che hanno sostenuto Di Pietro e l’Idv, bocciando il duo Ruta-Massa. Dunque, “muoia” il Presidente della Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio ed i suoi amici dentro e fuori il Pd. Ed ancora: muoia anche Greco, il più indomabile ed il più solo politicamente. Non a caso è stato l’unico che, alla fine, ha pagato duramente l’ira devastante dei fautori del “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Ed ora? Ed ora c’è Remo Di Giandomenico che già pensa al grande ritorno in campo ripartendo da Termoli. L’inchiesta Black Hole è stata ricondotta ad una semplice abuso di potere e la voglia di rinnovamento che sembrava essere stata inaugurata con la vittoria di Greco svanisce sotto i colpi di una classe politica sempre più inadeguata.
Petraroia (Pd): “Chi festeggia in queste ore non dia per scontata la propria vittoria tra tre mesi”
“In vista del Natale, quattro consiglieri del Centro-Mobile, si associano ai loro avversari di destra, e tradendo il mandato degli elettori, fanno cadere l’Amministrazione di Termoli. Il Governatore Regionale incassa il risultato e si appresta a riprendersi la città della Turbogas, delle Chimiche, di mezzo Blak Hole, dell’Interporto (?), del più grande Consorzio Industriale del Molise, dei forti investimenti immobiliari e probabile sede di una futura Centrale Nucleare. Ormai i centristi che invocano il crocifisso nei locali pubblici non conoscono più la posizione della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana sul degrado etico di chi transita da uno schieramento all’altro. Ma il punto politico della caduta di Termoli è un altro. Il Centro-Sinistra è diviso e in difficoltà. Il Centro-Destra, pur se lacerato da aspri scontri interni, è tenuto insieme dalla gestione del potere regionale che incide sulla politica, sull’economia, sull’informazione e su ogni foglia che si muove dall’Adriatico alle Mainarde. Nelle prossime settimane, fatta chiarezza su ciò che è accaduto, bisognerà adoperarsi per costruire una proposta programmatica chiara con un alleanza ampia di centro-sinistra che si impegni a vincere le prossime amministrative. Chi festeggia in queste ore non dia per scontata la propria vittoria tra tre mesi”. Michele Petraroia Consigliere regionale Pd.
Caterina (IdV): “Ribelliamoci a questo sistema becero di fare politica”
“Esprimiamo la nostra totale solidarietà a Vincenzo Greco e a tutti i consiglieri che si sono battuti affinché la vita amministrativa del Comune di Termoli venisse salvaguardata. Ciò che si è verificato a Termoli riflette quello che ormai da anni la politica regionale e nazionale sta attuando: una compravendita di coscienze e persone al solo scopo di paralizzare le istituzioni, di piegarle al gioco del personalismo e non del benessere collettivo e della cittadinanza. Non è più possibile stare a guardare i continui cambi di casacca, i continui voltafaccia di consiglieri eletti in seno ad un gruppo politico che, a seguito di promesse di ambìti ruoli politici, istituzionali, nonché di posti lavoro, decidono le sorti di un’amministrazione eletta democraticamente dai cittadini. La politica regionale, riflesso e specchio della politica nazionale, è ormai marcia: vi è un malessere che colpisce la dignità delle persone oneste che con fervore e grande senso di responsabilità scelgono di dedicare il proprio impegno sociale e civico al benessere della collettività. Ormai la politica viene utilizzata come mezzo per conquistare i cittadini, come narcotizzante delle coscienze. E’ un “do ut des” che si insinua nel quotidiano delle persone: non esiste più il concetto della politica che garantisca ai cittadini ciò di cui necessitano. Ormai si pensa e si agisce in politica secondo un contratto di reciprocità negativa: io do a te se tu dai a me ciò di cui hai bisogno. Purtroppo siamo stati abituati, da un governo nazionale prima e da uno regionale poi, a guardare alla figura del politico come ad un santone al quale rivolgersi per avere delle certezze: e ciò che da più scandalo di questo atteggiamento è la sonnolenza con la quale le persone reagiscono. Non c’è più stupore, non ci si meraviglia più del mercato delle vacche, non ci si sorprende se per trovare un posto di lavoro bisogna pagare lo scotto del ricatto politico. Noi dell’Italia dei Valori ci siamo da sempre ribellati a questo modo becero di intendere e fare politica, abbiamo sempre denunciato questi atti villani di conquistare le coscienze ed il popolo e per questo ci hanno sempre additato come giustizialisti, hanno tentato in tutti i modi di tapparci la bocca, ci hanno insultati, ma una cosa non sono mai riusciti a fare: tenerci in silenzio e impedirci di resistere. E’ per questo che esprimiamo ancora una volta, e lo faremo in tutte le sedi necessarie, la nostra solidarietà all’amministrazione, alla persona di Vincenzo Greco e a tutte quelle figure e cariche istituzionali che hanno tentato di cambiare la visione politica e amministrativa della città di Termoli. Noi non ci pieghiamo, chiediamo ai cittadini di ribellarsi a coloro che vigliaccamente, senza neanche presentarsi in sede democratica del consiglio comunale, hanno deciso le sorti di una istituzione, hanno optato per la paralisi amministrativa e non per la possibilità di crescita di una città e del benessere dei cittadini”. Giuseppe Caterina, Coordinatore regionale IdV.
Pietravalle (Pdl): “Una pagina nuova per Termoli”
“Apprendiamo con estrema soddisfazione la notizia della caduta della giunta guidata dal sindaco Vincenzo Greco. Una coalizione, quella capeggiata dal notaio termolese che fin dai suoi primi esordi si è distinta al suo interno per rissosità e mancanza di coesione, facendo vivere all’amena località adriatica, un periodo sicuramente da dimenticare sotto ogni punto di vista. Termoli, uno dei luoghi più ricchi di storia e cultura dell’intero Mar Adriatico, secondo centro del Molise per numero di abitanti, merita certamente un futuro diverso. Concordiamo in pieno con l’on. De Camillis quando sostiene che il centro-destra saprà raccogliere la sfida per le prossime elezioni comunali. Fermamente convinti che un’amministrazione comunale totalmente diversa, saprà dare un ruolo importante a tutta la città di Termoli ed al suo indotto, valorizzandone in maniera definitiva le sue peculiarità e le sue molteplici risorse”. Andrea Pietravalle - Presidente del circolo culturale “Base Molisana – Amici del Pdl.
Pardo Antonio D’Alete: “Uno scandalo che ha poco a che fare con la politica”
“La fibrillazione persistente all’interno della maggioranza di governo al Comune di Termoli non è una motivazione sufficiente per la prematura conclusione del mandato del sindaco Greco. L’elemento decisivo è da ricercare in buona parte nella compravendita di consiglieri comunali, il solito indecente e consueto mercato delle vacche se volete, a cui il centrodestra in questa regione ci ha oramai tristemente abituato da molti anni. La Politica vera, quella che tratta di futuro, del bene dei cittadini e che risolve i problemi quotidiani della gente, in questa storia non c’entra proprio nulla. Le destre hanno impegnato tutte le loro energie, sin dalla prima ora, in uno sforzo senza regole o principi per cercare il sistema più efficace, anche quello più spregevole, per abbattere l’amministrazione Greco. Un impegno tenace e permanente che, alla fine, ha trovato terreno fertile in alcuni ex esponenti comunali del centrosinistra, indifferenti al bene collettivo e al democratico diritto/dovere di governare da parte delle forze elette dai cittadini termolesi. La moralità dei singoli attori di questa brutta storia di pseudo-politica, oramai tipica delle nostre parti, più in generale compromette la discutibile etica dell’intera classe politica di destra che proprio in questo episodio, proprio mentre esulta sguaiata, dimostra come non abbia le carte in regola per essere classe dirigente a Termoli, perché ancora incapace di anteporre agli interessi di pochi quelli altissimi dell’intera comunità. E di questo, sono certo, i cittadini termolesi sono ben consci. Da oggi il PD dovrà essere impegnato in una profonda analisi dell’accaduto, partendo dagli inadeguati strumenti di selezione dei candidati ad incarichi pubblici. Il Partito Democratico intero non merita in alcun caso di subire gli effetti delle scelte inaccettabili dei singoli. Ed in ultimo una proposta a tutti i partiti e movimenti civici molisani: un patto etico perché non si consentano più ingressi “in corsa”, cambi di casacca, transumanze, salti della quaglia, da una coalizione all’altra. Chiudere le porte in faccia ai voltagabbana per ricominciare a ridare serietà alla politica”. Pardo Antonio D’Alete – Capogruppo Pd alla Regione
Salvatore Muccilli (MpA): “La verità è nell’assoluta incapacità di governare di questo centrosinistra”
“L’unico mercato delle vacche sotto gli occhi dei molisani è quello che il presidente della provincia di Campobasso D’Ascanio sta portando avanti da almeno un anno e mezzo. Tutto è davvero lecito pur di mantenere in piedi una maggioranza traballante e rancorosa, che più che servire al bene dei cittadini sui tanti ambiti di intervento di una provincia si sta rivelando buona solo per garantirsi un futuro politico per pochi. Appena qualcuno del centrosinistra decide di farla finita con una vera e propria farsa viene marchiato come traditore al soldo di una politica becera. La verità è nell’assoluta incapacità di governare di questo centrosinistra, a Termoli come soprattutto alla provincia, dove bisognerebbe avere la dignità di restituire quanto prima la parola agli elettori per avere la dimostrazione di cosa davvero pensano i molisani di questo modo di “non” fare politica”. Salvatore Muccilli – Coordinatore Regionale Mpa.

















