In memoria di Arturo Giovannitti
A 50 anni dalla morte l’illustre nativo di Ripabottoni verrà ricordato con una serie di manifestazioni che si svolgeranno nel 2010
Dal Giornale degli Italiani d’America “Giustizia” di N.Y.
“Giovedì mattina 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, moriva nel suo letto di dolore, dove giaceva da parecchi anni, il nostro compagno Arturo Giovannitti, poeta del lavoro e della libertà, una delle più simpatiche e pittoresche figure della comunità italo-americana e del mondo letterario americano. Aveva un po’ più di 75 anni. Arturo Giovannitti giunse giovinetto nel Nuovo Mondo dal natio Molise. Studiò prima a Montreal e fu lì che prima arricchì la sua cultura di studi classici e che divenne presto padrone della lingua inglese, della francese oltre che dell’italiana.
Giovannitti da giovanissimo aderì al movimento sindacalista dell’Industrial Workers of the World. Era quella un’epoca di violenti conflitti tra capitale e lavoro.
(Arturo Giovannitti)
L’I.W.W. predicava l’azione diretta. Giovannitti, oratore, tutto passione, poesia e retorica rivoluzionaria, era l’astro che più brillava nelle adunanze dell’I.W.W., adunanze che spesso erano l’inizio di scioperi drammatici e anche sanguinosi.
Uno di questi scioperi, il più ricordato, fu quello del 1912 dei tessitori di Lawrence, Mass., in gran parte immigrati di recente dall’Italia, soggetti ad uno sfruttamento bestiale. A capo dello sciopero si trovavano Arturo Giovannitti e Joe Ettor, italo-americano anche quest’ultimo.
Lo scoppio di una bomba ed una donna colpita da una rivoltellata fornirono la scusa alla polizia di arrestare i capi dello sciopero, e Giovannitti ed Ettor erano destinati a finire inceneriti sulla sedia elettrica.
Vi furono comizi di protesta nel Nuovo e nel Vecchio Mondo. Lo stesso Mussolini, allora socialista rivoluzionario e direttore dell’”Avanti”, scrisse articoli di fuoco incitando gli italiani ad incendiare i consolati americani se Giovannitti ed Ettor non fossero stati liberati.
La liberazione avvenne non per le minacce di Mussolini, ma per le pressioni della pubblica opinione e per la provata innocenza degli arrestati . L’I.W.W. raccolse allora un fondo di ben $ 60.000.
Dopo la scarcerazione, Giovannitti divenne l’oratore di grido delle grandi organizzazioni operaie nei loro congressi nazionali. Fu uno dei più applauditi oratori delle convenzioni della nostra Unione. Ricoprì pure la carica di Segretario Generale dell’allora Camera del Lavoro italiana. Continuò sempre la sua attività di poeta, tanto in inglese che in italiano. Molto apprezzati furono i fascicoli della sua rivista “Il Veltro”.
Durante il regime fascista, Giovannitti fu attivissimo nella Alleanza Antifascista. Mussolini cercò di averlo dalla sua parte, ma gli approcci dei suoi inviati, scelti fra ex sindacalisti, non ebbero mai fortuna.
La produzione letteraria di Giovannitti è vasta e pregevolissima, tanto in inglese che in italiano. Nella memorabile manifestazione del Consiglio Italo-Americano del Lavoro, 31 Gennaio 1942, al Madison Square Garden, l’Ode “Italy Calls” fu da lui composta e segnò la fase più emozionante.
Una recente raccolta di poesie sue, “Quando canta il gallo”, è uscita di recente per cura della E. Clemente Publishing Co., di Chicago.
La salma è stata esposta al pubblico da sabato 2 gennaio al martedì seguente, nell’auditorium del Joint Board degli Shirt- makers dell’ACW of A., 111 E. 15th Stett.
Largo afflusso di amici ed ammiratori del defunto poeta, anche da fuori, specialmente dal New England e dai campi minerari.
Negli ultimi anni della sua vita Giovannitti fu devotamente assistito dalla sua compagna Florence nello appartamentino del Bronx.
Sopravvivono la moglie Carrie , il figlio Len e due figlie, Roma e Vera.”
“Alla sintesi efficace dedicata dal Giustizia alla vita e all’opera di Arturo Giovannitti, noto in tutto il mondo come ‘Il Bardo della Libertà’, poco vi è da aggiungere- dice Antonio D’Ambrosio, Presidente e fondatore dell’Associazione Pro Arturo Giovannitti – Per la ricorrenza del cinquantenario dalla morte e dai funerali dell’illustre molisano nativo di Ripabottoni,, l’Associazione ha attivato per il 2010 un intenso e vasto programma di attività. Il fine è di onorare la memoria di un uomo che intensamente e tenacemente ha lottato tutta la vita per l’uguaglianza e l’integrazione dei popoli e per i nostri emigrati”. Il Presidente D’Ambrosio si augura che le Istituzioni vogliano sostenere le iniziative promosse dall’Associazione e in particolare si auspica che la Regione Molise attivi la legge del Museo regionale dell’emigrazione, intestato allo stesso Giovannitti. “Sarebbe questo il modo migliore – sottolinea D’Ambrosio – per rendere omaggio a lui e a tutti gli emigrati molisani”.
Il programma
Il programma si pone l’obiettivo di raccogliere e organizzare strumenti, documentazioni e testimonianze per l’approfondimento e la divulgazione della conoscenza della storia dell’emigrazione molisana nel mondo.
IL CONVEGNO
Convegno internazionale sulla vita e l’opera di Arturo Giovannitti.
Sedi: Ripabottoni e New York
LE OPERE
Pubblicazione di un’opera su Arturo Giovannitti
Titolo: “Usque ad finem. Arturo Giovannitti e la lotta per l’emancipazione e l’integrazione dei
popoli 1900/1912 in Italia e negli Stati Uniti d’America” (in italiano e inglese).
Rappresentazione teatrale del processo di Salem
Dramma in tre atti. L’opera sarà messa disponibile in dvd e messa in onda sulle TV private molisane
IL WEB
Museo Virtuale
Un museo in rete (in italiano e inglese) da dedicare ad Arturo Giovannitti che ospiti anche altre sezioni di cultura molisana: emigrazione ed immigrazione, la civiltà contadina, la memoria storica del movimento operaio molisano, i molisani illustri emigrati, il Molise culturalmente “eccellente”.
Biblioteca virtuale
La biblioteca in rete conterrà i testi pubblicati sull’opera di Arturo Giovannitti, sull’emigrazione molisana, sul movimento operaio molisano e sul Molise.

















