Caso don Felix, il Guerriero Sannita si schiera con l’Arcivescovo Bregantini
Muccio: “E’ il momento della riflessione, del raccoglimento e della pacatezza del dialogo non delle prese di posizioni radicali”
Nella polemica che investe Cercemaggiore per la presenza del vice parroco don Felix Cini che nel 2004 fu condannato, con pena patteggiata, a due anni e sei mesi di carcere, per abusi su minori per una vicenda che risale ad un anno prima, al 2003, quando il sacerdote era a Sasso d’Ombrone, il Movimento del Guerriero Sannita si schiera con il l’Arcivescovo Bregantini. “Esprimere giudizi in vicende come questa è estremamente difficile e sicuramente ha implicazioni che coinvolgono la coscienza e la sensibilità individuali – afferma Giovanni Muccio, presidente del Movimento – Ci verrebbe da ricordare il celebre Giudizio di Re Salomone riguardo al bambino conteso dalle due donne. Re Salomone non avrebbe mai posto in esecuzione la decisione di dividere in due parti uguali la piccola creatura, ma voleva solo accertarsi della verità. Quella verità con la “V” maiuscola che neppure Re Salomone il saggio riteneva di possedere. Ed allora – prosegue Muccio – andiamo cauti con giudizi, sentenze e richieste drastiche, che sicuramente finirebbero per scontentare tutti: i tanti fedeli che hanno ricevuto benefici dall’opera di apostolato di don Felix e i pochi intransigenti che rischiano la delusione di vedersi consegnare metà del “bambino”, ovviamente privo di vita”.
Pertanto il Guerriero Sannita dichiara di condividere e sposare appieno le parole del Vescovo di Campobasso – Bojano Padre Giancarlo. “E’ il momento della riflessione, del raccoglimento e della pacatezza del dialogo – afferma Muccio – non quello delle prese di posizioni intransigenti e radicali che, purtroppo, tanto di moda vanno oggigiorno nella nostra povera Italia, basti pensare alla recente situazione di Rosarno, sfociata in intolleranza e odio razziale reciproci. Mediti, quindi, chi ha posizioni di potere ed intervenga – conclude Muccio - richiamando alla tolleranza chi dipende da lui, perché si abbandoni ogni atteggiamento di odio e pregiudizio, così come auspicato nell’intervento di Padre Giancarlo Bregantini”.

















