Si al Bilancio regionale
Iorio: “Si realizzano le condizioni per la modernizzazione”. Petraroia: “Cittadini, imprese e giovani sono stanchi delle promesse”. D’Alete: “Resta fuori il Molise reale”
Come previsto il Consiglio regionale ha approvato nella tarda notte la Legge Finanziaria e il Bilancio, accogliendo il maxi emendamento formulata dalla Giunta. Nel commentare la conclusione della maratona il Presidente della Regione, Michele Iorio ha sottolineato che esistono enormi spazi di sviluppo per il Molise e si realizzano le condizioni perché la Regione possa sostenere e vincere le sfide della modernizzazione. “Dobbiamo ora fare in modo –ha detto ancora Iorio- che l’applicazione concreta in ogni parte di questi documenti rappresenti una vera svolta per il Molise e per il suo sviluppo socio-economico. Riorganizzazione del personale regionale, riordino istituzionale, rivisitazione e rimodulazione del servizio di trasporto regionale, creazione di una moderna ed efficace Centrale Committente per gli appalti”. Ovviamente Iorio difende la Finanziaria regionale e il Bilancio frutto delle proprie scelte programmatiche, nella convinzione che le novità incideranno concretamente sulla macchina amministrativa del Molise e la renderanno capace di generare crescita e benessere. “Basti pensare la portata innovativa della Centrale di Committenza – prosegue Iorio - Una struttura unica per gli appalti che servirà tutti i settori della Regione, ma che potrà essere utilizzata da ogni Ente locale operante nel territorio molisano. Questo in un’ottica di trasparenza, di velocità di gestione degli appalti e di risparmio complessivo su tutto l’iter burocratico – amministrativo di ciascuna opera pubblica. Un’iniziativa già operante in Lombardia, che ha portato ottimi risultati in termini di risparmi e di celerità operativa. Ciò pur dovendo gestire molte strutture di diversa grandezza che lavorano in una regione di vari milioni di abitanti caratterizzata da una miriade di strutture. Si pensi quanto positivo potrà risultare questo strumento in un territorio più piccolo, come quello molisano, che vede al suo interno enti di media e più omogenea grandezza. Non è certo meno rilevante quella che è una vera e propria rivoluzione nel servizio di trasporto pubblico – afferma ancora Iorio - Abbiamo previsto un meccanismo di revisione e ricognizione di tutta la rete regionale che ci porterà ad eliminare le corse inutili e non frequentate. Vi sono, infatti, comuni che sono serviti da più linee che si sovrappongono generando solo costi e senza utilità concrete per i cittadini. In quel caso interverremo e creeremo il giusto risparmio in termini di minor costo per liberare risorse che orienteremo all’assistenza sociale e al diritto allo studio. Abbiamo previsto un risparmio del 30%. Tutto questo – prosegue Iorio – in una logica che vede chiara l’intenzione di questo Governo Regionale di non penalizzare nessun cittadino e di non tagliare tratte realmente utili ai nostri comuni. Come sempre nessuno verrà lasciato solo e ad ognuno verrà garantito il diritto al trasporto pubblico”. Iorio ha poi voluto evidenziare come le scelte fatte siano state confrontate con le forze sociali e con le varie parti politiche della maggioranza. “Non ci siamo mai sottratti ad un confronto –ha detto il presidente della Giunta – ma non ci siamo mai neanche sottratti alla responsabilità di decidere per il bene dei molisani in coerenza con il programma di governo che da loro abbiamo avuto mandato di attuare”. Iorio ha quindi ringraziato la Maggioranza “per il senso di responsabilità dimostrata nell’approvare questi due importanti documenti, per aver voluto accogliere e far proprio il Maxi Emendamento e per aver dimostrato fermezza nel voler rigettare alcune proposte provenienti dall’opposizione di stampo prettamente propagandistico, di ispirazione elettorale e che non avevano alcuna razionalità con il sistema istituzionale italiano”. Iorio ha infine richiamato tutti ad un nuovo clima di confronto e di dialogo che elimini le contrapposizioni sterili ed inutili. “I cittadini –ha concluso- non vogliono questo, ci chiedono senso di responsabilità e capacità di operare nei loro interessi. Abbiamo il dovere politico ed istituzionale di ascoltarli”.
Petraroia: “I cittadini, le imprese, i giovani sono stanchi delle solite promesse”
“Sul Trasporto Pubblico Locale, sulla Centrale Unica di Committenza, sulle Comunità Montane, sulla Pianta Organica della Regione, sul riassetto della Sanità, sull’utilizzo dei 26,5 milioni di euro del nuovo Mutuo, sul controllo degli Enti e delle Società Partecipate, sulla spesa dei fondi strutturali e su ogni altra questione di spessore il Consiglio Regionale ha delegato per legge la Giunta che essendo composta da uno staff di esterni equivale alla consegna di ogni scelta nelle mani di una sola persona”. Così Michele Petraroia consigliere regionale del Pd commenta l’approvazione della Legge Finanziaria e del Bilancio, sottolineando che in cambio della lealtà al Presidente leggendo la manovra si scorge qualche modesto stanziamento, qua e là, su singole questioni riconducibili a questo o quel consigliere così che chi vuole può sentirsi soddisfatto.
“Il Modello Iorio è stato portato alle estreme conseguenze – prosegue Petraroia - Tutto il potere ad un uomo solo con la speranza che recuperi i consensi perduti e vinca le nuove sfide. In realtà dal sondaggio de “ Il Sole 24 ore” che lo vede al penultimo posto nell’indice di gradimento nazionale, dalla presa di distanza del partenariato economico e sociale, dalle critiche esplicite rivolte in Aula da autorevoli esponenti del PdL, si evidenzia una crisi di credibilità più che comprensibile dopo un ventennio di governo regionale”. A dire di Petraroia nella Maggioranza sono sempre più forti le preoccupazioni che non basta arroccarsi nel Palazzo e controllare politica, economia e informazione. “I cittadini, le imprese, i giovani, gli amministratori locali sono stanchi delle solite promesse che puntualmente non si realizzano e chiedono un ricambio della classe politica – afferma Petraroia - Sul merito della Finanziaria il Consiglio esaminerà nella seduta del 19 gennaio una serie di emendamenti della minoranza trasformati in ordini del giorno per affrontare la questione delle aziende in crisi, delle società partecipate, della sottostima del fabbisogno degli Enti Sub-regionali, del diritto allo studio, del sostegno ai comuni su famiglie, povertà e ragazzi messi in Istituto a causa di abusi o violenze”. Sempre a dire di Petraroia è stata sbagliata, da parte della Maggioranza, la decisione di bocciare “gli emendamenti contro il Nucleare, quelli che aumentano i fitti agli inquilini delle case popolari, e la proposta di incrementare a 1,5 milioni di euro la dotazione del capitolo di bilancio in favore dei piccoli comuni per frenare lo spopolamento”.
D’Alete: “Resta fuori il Molise reale”
A dire del capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, D’Alete, il documento contabile è stato peggiorato dal maxi emendamento.
“Tutti, consiglieri d’opposizione, sindacati ed associazioni di categoria, da subito abbiamo fatto notare come la richiesta di concertazione e condivisione delle scelte non fosse sterile ostruzione, ma una necessità prepolitica al fine di programmare lo sviluppo dell’intera regione – afferma D’Alete – Abbiamo provato a collaborare comunque, fino alla fine, con senso di responsabilità, attraverso la predisposizione di decine di emendamenti e sollecitando fino all’ultimo un’apertura su alcuni dei nodi strutturali che legano al palo il rilancio di questo territorio. Il risultato finale è stato invece il frutto del lavoro solitario di una Giunta oramai lontana dai reali bisogni dei molisani”.
Secondo il capogruppo del Pd il bilancio 2010, bocciando gli emendamenti proposti, “decide di dimenticare i giovani precari, quelli con contratti co.co.co., co.co.pro. e a tempo determinato con durata inferiore ai sei mesi, che continueranno ad essere esclusi da qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale; si dimentica il sistema industriale e gli strumenti di competitività e di innovazione; cancellato il sistema cooperativo, con l’azzeramento del fondo della legge 16 del 2009”.
“Abbandonate al loro destino migliaia di famiglie molisane in difficoltà – prosegue D’Alete – che, seppur idonee per i bandi comunali, non potranno accedere ai contributi per il pagamento dei canoni di locazione a causa del mancato cofinanziamento del fondo regionale per la legge 431 del 1998. Anche i comuni dovranno cavarsela da soli, inascoltate le richieste d’aiuto per sostenere gli enormi costi che devono sopportare le casse degli enti locali per l’affidamento dei minori in istituti. Nulla sulla sicurezza stradale – prosegue D’Alete – mentre saliamo al secondo posto in Italia per pericolosità delle strade (indice incidentalità/mortalità); indietro sono stati lasciati anche gli ex detenuti, neppure un centesimo per il loro reinserimento nel mondo del lavoro, così come pure stabilisce la L.R. 14 del 2003. In questo quadro deprimente - conclude D’Alete – ha trovato invece consenso ed approvazione l’emendamento che ho proposto per rifinanziare la legge regionale (n°26 del 2002) che sostiene progetti di inserimento lavorativo delle persone diversamente abili”.
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