Centro sinistra, la polemica di Gatti
Dopo l’esclusione dal tavolo della coalizione, la portavoce di Costruire Democrazia pone una serie di domande programmatiche
E’ polemica a Termoli per l’esclusione di Costruire Democrazia (movimento costituito dai fuoriusciti dell’IdV) dal tavolo politico del centro sinistra convocato dall’Idv per avviare un confronto in vista delle elezioni amministrative che interesseranno la città Adriatica. A prendere la parola è il portavoce di Costruire Democrazia, Erminia Gatti che dichiara di prendere atto dal tavolo di concertazione. “Non è il tempo né l’occasione per alimentare inutili polemiche: si è persa l’ennesima occasione per fare sintesi, semplicemente – afferma Gatti - Avevamo offerto la nostra disponibilità ad una leale collaborazione, sin dalla prima ora, nell’interesse della città di Termoli: probabilmente, gli interessi che muovono alcuni leader politici sono di segno più personalistico che di visione collettiva. A questo tavolo, che si riunisce per l’improbabile individuazione del candidato sindaco del centro sinistra, chiediamo se almeno è stato individuato il programma per il quale il futuro sindaco intende impegnarsi. Ci chiediamo se l’incertezza e i dubbi che sinora hanno impedito la scelta serena ed unanime di un candidato, non riflettono le incertezze sulle scelte strategiche che la nuova Amministrazione dovrà affrontare”. Al che Gatti pone tre domande al futuro candidato alla poltrona di sindaco. “Alla luce della transazione con la ditta Sorgenia, e la rinuncia al primo giudizio intrapreso – afferma Gatti – il futuro sindaco ritiene che Termoli dovrà costituirsi parte civile rispetto al processo che vede il Presidente della Regione Iorio, l’assessore Vitagliano e diversi manager della Sorgenia Spa rinviati a giudizio per abuso d’ufficio e falso ideologico? Noi riteniamo di sì, senza alcuna incertezza. Riguardo al piano casa – prosegue Gatti - condividiamo gli allarmi per la deriva speculativa che potrebbe derivare da una liberalizzazione selvaggia dei programmi di edilizia sociale, ed i timori per i possibili condoni dei numerosi abusi edilizi (soprattutto nella zona del lungomare nord, ma non solo). Ma allo stesso tempo, non si possono tacere le responsabilità per la mancata attuazione del p.r.g., indispensabile per una pianificazione ragionata del territorio. Rifiutiamo l’idea che una sana politica urbanistica debba essere affermata attraverso le aule dei Tribunali amministrativi: un’impostazione giudiziaria dell’urbanistica è la negazione di una visione d’insieme, di sviluppo, tanto più necessaria ad un’amministrazione che si insedierà in un clima indebolito da contenziosi e scarsa capacità di sistema”. Circa poi l’agroindustriale Gatti chiede se il futuro sindaco ritiene di dover assumere un ruolo politico forte, che finora non ha avuto, nelle dinamiche che riguardano le scelte di politica industriale sul proprio territorio, a partire dal futuro dello Zuccherificio? In quale modo?
Passando al turismo, Gatti chiede a colui che si candidata a sindaco quali sono le idee per il rilancio della città? “Ritiene il futuro sindaco di aderire alla ripartizione dei fondi PISU stabilita dall’amministrazione Greco, e quindi proseguire in continuità con tale azione, o vi sono ipotesi alternative da proporre? – chiede Gatti – A questa chiarezza facevamo riferimento, quando abbiamo declinato l’invito al toto-nome e rilanciato il tema del programma per la coalizione. Non comprendiamo e non condividiamo la scelta di anteporre i tatticismi e le strategie personali – conclude Gatti - all’interesse dei cittadini, che in questo momento deve ripartire da un’informazione certa, chiara e trasparente da parte di coloro che aspirano a rappresentarli” .

















