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D’Alete: “Insufficienti i fondi per la locazione degli alloggi”

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Il capogruppo del Pd ha presentato un ordine del giorno per chiedere l’incremento del capitolo di spesa


Attraverso un ordine del giorno il capogruppo del Pd Antonio D’Alete sollecita maggiori risorse da destinare come contributo alla locazione poiché quelli assegnati ai Comuni non sono sufficienti a coprire tutte le esigenze dei cittadini. “Gli ultimi dati raccontano di numerose famiglie molisane sempre più in emergenza a causa delle spese legate all’alloggio – afferma D’Alete -  L’incidenza del canone di locazione sui redditi, ad esempio, in molti casi supera il 50% dell’intera capacità di spesa delle famiglie, a volte si spinge anche oltre. Ad essere colpite non sono solo le tradizionali fasce sociali in disagio – prosegue il capogruppo del Pd -  ma negli ultimi tempi anche quelle appartenenti ad ampi settori del ceto medio, le famiglie monoreddito, quelle con due o più figli a carico o con anziani non autosufficienti”. A dire di D’Alete il fenomeno è sottovalutato dalla Regione Molise, considerate le cifre poste in bilancio per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione (un milione e 600mila euro circa sul capitolo n°18250 provenienti dal fondo nazionale legge 431/98). “A secco resta l’altro capitolo – afferma ancora D’Alete – il n°18257 Contributi regionali integrativi per il pagamento del canone di locazione” ai sensi della L. n°431 del 1998 art.11,  quello destinato alla diretta compartecipazione della Regione Molise e che grazie alla sua consistenza, ben inteso, concorre alla definizione del contributo ministeriale: in pratica più le Regioni investono più il Ministero LL.PP. è disponibile a concedere. A confermare la necessità di maggiori risorse i dati provenienti dai comuni che gestiscono  bandi per l’individuazione delle famiglie beneficiarie – conclude D’Alete -  famiglie che seppur in cima alle graduatorie e con il massimo del punteggio (sia in fascia d1 che d2) per mancanza di risorse restano fuori dai contributi a cui hanno diritto. Anche la beffa!”.
 

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