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“Mala cosa nascer poveri….” (e laici)

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Il Coordinamento precari scuole del Molise sottolinea i maggiori guadagni di un insegnante di ruolo di Religione

 

Riceviamo dal Coordinamento precari scuola Molise e pubblichiamo

 

Il taglio dei fondi alla scuola pubblica italiana, che ha mirato scientemente al progressivo ed inarrestabile smantellamento dell’istruzione statale, si fregia, com’è noto ormai, del titolo di “riforma della scuola”,  pur non essendo frutto di alcuna valutazione pedagogico-didattica,  ma di meri calcoli economici di un Paese che mantiene inalterati privilegi locali e nazionali e penalizza la scuola.  La scuola pubblica, che dovrebbe essere un  mezzo per il superamento di barriere sociali e culturali, è stata ridotta allo stremo: mancano docenti, è stato aumentato il numero minimo di alunni per classe e ridotto il tempo-scuola.   A quanto pare, però, i tagli, i sacrifici e la rinuncia ad un’adeguata istruzione scendono come una mannaia unicamente sulla parte laica della scuola e sui fruitori più deboli del sistema: gli allievi e i precari.  Infatti, Tremonti, forse momentaneamente immemore del colpo mortale inferto all’istruzione pubblica, ha stabilito consistenti aumenti retributivi per gli insegnanti di religione, nominati dal vescovo e pagati dallo Stato: gli insegnanti di ruolo di religione guadagneranno, a differenza dei docenti di tutte le altre materie, il 2. 5% in più per ogni biennio, a partire dal 2003, sullo stipendio, comprensivo dell’Indennità Integrativa Speciale (un quarto dell’intera retribuzione) e, da precari, sono gli unici ad aver diritto  agli scatti d’anzianità.   Questi ingiustificabili privilegi sono ancor più gravi, considerando la situazione di  grande difficoltà in cui continuano ad operare le scuole pubbliche, destinate anche nel 2010 a disporre di una dotazione finanziaria irrisoria ed invitate dallo stesso ministro Gelmini ad arrangiarsi, senza risorse neppure per i servizi essenziali.  
 

 Coordinamento precari scuola Molise

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