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Sorbo: “Evitiamo che il piano casa saccheggi il territorio”

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Il capogruppo di Città Nuova chiede all’amministrazione comunale di Venafro d’individuare le aree in cui rendere inefficace l’applicazione della legge regionale 30


Il capogruppo di Città Nuova, Antonio Sorbo, chiede all’Amministrazione comunale di Venafro di pronunciarsi sull’applicabilità della legge regionale numero 30 dell’11 dicembre 2009 (Piano casa) individuando le aree nelle quali eventualmente rendere inefficaci le nuove previsioni normative. “Tale pronunciamento si rende indispensabile per una serie di motivazioni – afferma Sorbo -  Innanzitutto per evitare il “saccheggio” del territorio e possibili operazioni di speculazione o di “sanatoria” di edifici abusivi, ciò anche in considerazione del fatto che l’Amministrazione in carica più volte ha dichiarato, anche attraverso interventi e documenti pubblici, che userà ogni mezzo per combattere l’abusivismo edilizio. In secondo luogo perché una applicazione “integrale” su tutto il territorio della legge sul “Piano casa” potrebbe vanificare e intaccare pesantemente il lavoro che  starebbero svolgendo i tecnici incaricati di redigere la Variante al Piano Regolatore. Si correrebbe cioè il rischio – afferma ancora Sorbo – di rendere inutili gli studi e le previsioni dei tecnici incaricati che vedrebbero stravolte le loro previsioni e il loro piano di sviluppo urbanistico del territorio comunale da una situazione “di fatto” completamente diversa da quella da loro presa in considerazione. Come rilevato dall’Osservatorio delle Professioni Tecniche, la legge sul “Piano casa” non può giustificare lo scempio del territorio, territorio che va considerato un bene comune nel suo insieme”. Il capogruppo di Città Nuova ricorda che la legge permette ai singoli comuni, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore, di individuare all’interno del proprio territorio zone in cui può essere esclusa l’efficacia della legge. Con atti deliberativi i Comuni possono escluderne l’applicabilità da specifiche aree, sulla base di valutazioni urbanistico-edilizie e paesaggistico-ambientali.  Sorbo ricorda, inoltre, ciò che viene evidenziato di recente dall’Osservatorio delle Professioni Tecniche del Molise, “nelle decisioni le amministrazioni locali dovranno tener conto che il territorio è da considerare un bene comune nel suo insieme e le scelte legate allo sviluppo ed alla trasformazione edilizia devono essere regolate esclusivamente dall’interesse pubblico generale”.
“I sessanta giorni a disposizione dei Comuni per assumere gli atti deliberativi scadono il 16 febbraio prossimo – incalza Sorbo – Il territorio del Comune di Venafro potrebbe essere fortemente interessato da significative modifiche in conseguenza di una applicazione “selvaggia” e indiscriminata della citata legge regionale. Perciò riteniamo opportuno e necessario che l’Amministrazione comunale di Venafro, esercitando la facoltà prevista dalla legge, si pronunci sulla applicabilità di questa norma individuando le aree nelle quali eventualmente rendere inefficaci le previsioni della legge sul Piano casa. Un pronunciamento su questo argomento darebbe la possibilità all’Amministrazione comunale di dire finalmente qualcosa in materia urbanistica a distanza di ormai quasi due anni dal suo insediamento nei quali, su queste tematiche, abbiamo purtroppo registrato soltanto un assordante silenzio. Sarebbe l’occasione – prosegue  Sorbo – per capire se questa Amministrazione comunale ha uno straccio di idea e di proposta per lo sviluppo urbanistico della nostra Città. Come evidenziato dalle associazioni professionali molisane, ai sindaci è stata demandata la scelta politica di delimitare ambiti, aree di particolare interesse paesaggistico, zone agricole, ecc., nei quali eliminare o ridurre i potenziali rischi di crescita disordinata del patrimonio edilizio e, quindi, di tutelare il proprio territorio da logiche di mercato che potrebbero compromettere in maniera irreversibile porzioni di paesaggio, in particolare le zone agricole. Allo stesso modo, di contro – le Amministrazioni Comunali potranno individuare le aree che necessitano di corretto sviluppo socio-economico ed indirizzare correttamente la crescita del patrimonio edilizio comunale”. Per tutte queste ragioni Sorbo chiede che prima della scadenza dei 60 giorni dalla pubblicazione della legge, il Consiglio comunale venga chiamato a discutere e ad approvare le conseguenti deliberazioni.

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