Il un’intervista il direttore generale dell’azienda descrive un miglioramento della situazione. Ma i lavoratori manifestano in piazza
Probabilmente tra quel migliaio di cittadini che oggi (2 febbraio 2010) hanno partecipato alla manifestazione organizzata dai sindacati per garantire i livelli occupazionali alla Ittierre, in pochi sapevano che Massimo Suppancig, 49enne direttore generale dell’azienda di Pettoranello del Molise, ha un cavallo e tre gatti: Othea, Baagh e Tessy. Una notizia emersa nella lunga intervista rilasciata da Suppancig a “Giornale Style”, l’inserto de Il Giornale, pubblicata nel giorno dello sciopero indetto dai sindacati. In 6 pagine il manager afferma di avere raccolto la sfida difficilissima di rimettere in piedi l’azienda essendo convito che è possibile farcela. “Salverò l’Ittierre perché è una macchina da soldi”. Questo è ciò che ha detto Suppancig, anche se il deficit finanziario maturato dal Gruppo It Holding (un miliardo e 200 milioni di euro) non lascia spazio a molto ottimismo. Dunque Suppancig è convinto di vincere la sfida e sottolinea che fin qui si è già fatto tanto. “Stiamo marciando come garibaldini - afferma il direttore generale della Ittierre - Non ho mai sostenuto ritmi del genere e sono uno che ha sempre lavorato tanto nella vita. Prima di tutto i molisani sono lavoratori atipici per la media italiana: parlano poco, restano focalizzati sulle loro competenze, non divagano mai e portano sempre a termine il compito che gli hai affidato”. Poi c’è anche lo spazio per qualche frecciatina a Tonino Perna. Senza citarlo direttamente Suppancig gli rimprovera di avere costituito con un’idea geniale in un’azienda specializzata in licenze, nel griffato giovane e nelle linee jeans. Tuttavia poi gli rimprovera di essersi comportato come quei mariti di una certa età che perdono la testa per una giovane bellezza piena di pretese e cominciano a gettare i soldi dalla finestra. “Perché comprare marchi di préte - a - portee ai confini dell’alta moda come Romeo Gigli e Gianfranco Ferré, oppure d’estremo lusso come Malo quando hai già in casa e fai benissimo linee come Trussardi jeans, Versace jeans Couture, D&G? chiede Suppancig - Incomprensibile anche l’acquisto di Diners e della casa editrice FMR di Franco Maria Ricci”. Guardando al futuro, Suppancig sostiene che l’azienda è di nuovo stabile e che c’è un ottimo rapporto con tutte le maison. “Per esempio C’N’C, linea giovane di Costume National, ha registrato una crescita del 18% nelle vendite delle ultime pre collezioni - afferma il direttore della Ittierre - Ennio e Carlo Capasa soni rasserenati e non è poco visto che abbiamo rinnovato la licenza per 10 anni. Abbiamo ottenuto il rinnovo del contratto con Galliano per la linea donna mentre firmavamo il nuovo accordo sempre quinquennale per produrre e distribuire anche l’uomo”. Inoltre Suppancig si dichiara particolarmente felice di Ermanno, la nuova linea prodotta e distribuita per Ermanno Scervino. “La collezione che abbiamo appena presentato piace a tutti da morire - afferma - Malo tornerà a essere la regina incontrastata del cashmere mondiale, GF Ferré è stata posizionata sul mercato ed Exte ci darà presto grandi soddisfazioni”.
Insomma, leggendo l’intervista a Suppancig viene da chiedersi: dove si trova il problema? Perché un migliaio di persone hanno manifestato oggi a Isernia? Perché si parla di vendita dei marchi e 500 posti in esuberi da dirottare verso la Cassa integrazione? Purtroppo i dipendenti della Ittierre non sono come i tre gattini tanto amati da Suppancig. Lo sanno bene le organizzazioni sindacali che hanno chiesto di potere discutere il piano industriale della Ittierre, condizione fondamentale per capire in che direzione i Commissari straordinari voglio portare il Gruppo imprenditoriale. Vedremo cosa emergerà nelle riunioni programmate il 9 alla quale parteciperanno i rappresentanti sindacali ed i tre Commissari. Il 15 febbraio invece si terrà il tavolo nazionale presso il Ministero dello Sviluppo. “Ma per discutere cosa se il piano industriale ancora non è approvato?” chiede Lino Zambianchi, segretario regionale della Filtea Cgil del Molise.





























